AGRES – Un incontro molto interessante!!

A volte capita di fare degli incontri davvero speciali.

Quegli incontri che ti colpiscono per il loro contenuto, che contribuiscono a farti avere una visione delle vita più ampia, più aperta e che ti fanno capire che, quel poco che fin’ora hai fatto in questo senso, occupandoti di situazioni analoghe anche se non speculari, è una delle strade più giuste che stai percorrendo.

Altri Atleti Speciali, altri Atleti.

Incontriamo Alessandra Cova, psicologa clinica e terapista ANIRE della riabilitazione equestre. Alessandra lavora presso la AGRES ONLUS ASD dal 2003, come terapista e, dal 2008, coordina il progetto AGRESport.

Facciamo quattro chiacchiere con lei.

  • Alessandra, da quanto tempo esiste Agres e, nel dettaglio, di cosa si occupa? Qual è il suo fine istituzionale?

AGRES ONLUS (Associazione Genitori per la Riabilitazione Equestre e Sportiva) nasce nel 1982 per iniziativa di un gruppo di genitori che, credendo nelle potenzialità della riabilitazione a mezzo del cavallo, vogliono renderla fruibile ai propri figli e aprirla a quante più persone possibile.

In 35 anni di attività  ha sviluppato molteplici progetti al fine di offrire a persone con disabilità fisiche, psichiche, intellettivo/relazionali e sensoriali le terapie riabilitative più adatte ai loro bisogni.

Per questo sono nati il Progetto TOIS (terapia occupazionale in scuderia), l’AGRABA (metodo ABA per l’autismo), interventi di psicoterapia e L’AGRESport.

Credendo fortemente nei valori dello sport, quest’ultimo progetto ha la finalità di consentire alle persone, con ogni tipo di disabilità, di coltivare la passione per l’equitazione, a livello agonistico e non, e realizzarsi come persona attraverso di essa.

A tal fine nel 2013 AGRES si costituisce come ASD e si affilia alle federazioni di riferimento: la FISE, per il settore paralimpico, e la FISDIR per le persone con deficit intellettivo/relazionali.

  • Dove operate e quanti cavalli avete a disposizione

Operiamo presso le strutture del Garden Horses di Cislago. Abbiamo all’attivo tre pony e tre cavalli, due dei quali mantenuti in allenamento dai notri istruttori per la pratica agonistica. Per la base ci appoggiamo alla scuderia della scuola Equiria di Martina Masiero, che collabora con noi sin dagli esordi.  

  • Quante altre associazioni come Agres esistono sul territorio Nazionale? C’è un coordinamento tra le varie realtà? C’è condivisione, non solo di finalità, ma anche di programmazione?

Ci sono alcune realtà sul territorio che svolgono attività equestri per disabili.

In genere però sono specializzate nell’uno o nell’altro dei due settori (FISE PARA o FISDIR). AGRES è una delle poche realtà ad avere attivi entrambi i circuiti e sicuramente quella coi numeri più alti. Soprattutto nel paralimpico, dove ognuno lavora più o meno a sè con il proprio allievo, AGRES ha una “squadra” di cinque cavalieri, alcuni agli esordi, altri già confermati a livello nazionale e militanti a livello Internazionale. Nel settore FISDIR i numeri sono più alti, anche se il loro circuito, purtroppo, si esaursce a livello nazionale.

Le difficoltà da superare non sono poche ma siamo spinti da due grandi i motivazioni: la prima è credere fortemente nell’integrazione, non solo tra abili e disabili, ma anche tra disabili affetti da differenti patologie, perchè il confronto è sempre occasione per arricchirsi ed aprire i confini della nostra mente

Inoltre crediamo che l’equitazione sia accessibile a chiunque, indipendentemente ed in virtù di che tipo di persona sia. Il nostro staff e la nostra esperienza ci permettono di lavorare a trecentosessanta gradi. La parte tecnica è seguita da istruttori federali di diverso livello, cui è sempre affiancata la figura della psicologa,  esperta di disabilità, per fare in modo che lo sport si integri nel progetto di vita di ciascuno. Il lavoro d’equipe e la passione sono un ottimo mix.

Attualmente, soprattutto nel Nord Italia, è attivo un gruppo molto affiatato di società che condividono i nostri stessi obiettivi. In particolare La Sogni&Cavalli Onlus di Pavia, Lo Stradello di Reggio Emilia e la ASHD di Novara collaborano strettamente con noi, organizzando concorsi che, oltre a rinvigorire il calendario degli impegni agoistici dei ragazzi, sono momento di incortro e confronto, durante i quali spesso e volentieri studiamo e sperimentiamo idee nuove. Anche la Sardegna, con il Club Ippico Capuano di Alghero, nell’ultimo anno si è aggiunta a questo movimento sempre in crescita. 

  • Cos’è, esattamente, FISDIR, alla quale voi siete associati?

La FISDIR è la Federazione Italiana Sport paralimpici Disabili Intellettivo/Relazionali, ed è la federazione che, su mandato del CIP (Comitato Italiano Paralimpico) a livello nazionale disciplina tutti gli sport praticati da soggetti affetti da ritardo mentale (come ad esempio con la sindrome di Down) e/o disturbi della sfera relazionale (come ad esempio le persone affetta da autismoi), compresa l’equitazione.

  • Si sono appena svolti i campionati Italiani FISIDIR, come sono andati i vostri ragazzi?

Ai campionati italiani appena svoltisi in Basilicata abbiamo partecipato con 5 dei nostri 7 allievi. 8 le società sortive che hanno partecipato, dalla Lombardia, al Piemonte, Lazio, Puglia, Sargdegna. I nostri cavalieri sono andati tutti a podio, senza esclusioni. In questi ultimi anni il livello tecnico della manifestazione è molto salito ma i nostri atleti sono stati al passo e si sono confermati tra i migliori in Italia. Un oro, due argenti e due bronzi per loro.

Straordinaria l’accoglienza della città di Bernalda, che, alla cerimonia di apertura si è riversata per le strade per assistere alla parata delle società sportive, che hanno sfilato accompagnate dalle autorità e dal folklore locale.

In concreto, cosa, secondo te, si potrebbe fare per allargare la “frequentazione” di questo tipo di associazione?

  • Innanzitutto avere maggiore visibilità. Realtà come la nostra esistono ma sono un po’ nascoste. I riflettori della popolarità si sono accesi negli ultimi anni, quasi esclusivamente nei confronti del settore paralimpico che raccoglie persone con disabilità motorie , anche grazie ai social e ad un ambiente sensibile. Delle persone affette da disabilità intellettivo relazionale invece si conosce ancora molto poco. Eppure è uno spettacoloche andrebbe diffuso, è sport, con la S maiuscola, e chiunque abbia avuto la possibilità di viverlo può confermarlo. E poi sarebbe importante che possa circolare l’informazione, quella corretta, perchè si sappia la differenza tra i diversi ambiti, e ci si affidi a persone competenti che hanno un progetto e un modus operandi valido e competente. Sarebbe auspicabile che le famiglie e tutti i ragazzi con disabilità sapessero che andare a cavallo è possibile e che può dare grandi soddisfazioni. L’esperienza sportiva poi può rappresentare per queste persone spesso relegate a ruoli di secondo piano e sempre dipendenti da qualcuno, una grande occasione di crescita rispetto al raggiungimento di nuove autonomie e alla costituzione di una propria identità.
  • Quali sono i vostri programmi, sportivi e non, nel breve/medio periodo?

La stagione agonistica è nel suo massimo in questo autunno alle porte.

Gli atleti afferenti al circuito paralimpico disputeranno l’8 ottobre a Buscate il loro Campionato Regionale Lombardo e a novembre andranno alla Malaspina per la finale di Coppa Italia, che, per i selezionati, sarà anche Coppa delle Regioni.

Gli atleti FISDIR il 15 ottobre hanno in programma una trasferta a Pavia per un trofeo di Dressage. Per noi però l’appuntamento clou dell’anno sportivo sarà il 29 ottobre qui a Cislago dove organizzeremo l’ottava edizione del Trofeo Soprani. Siamo molto affezionati a questo Trofeo, nato nel 2010 per ricordare un nostro grande benefattore, perchè si tratta, sin dalla sua nascita, della prima gara in Italia in cui sono previste categorie di Dressage sia Paralimpiche che FISDIR. Il modello è stato bene accolto e replicato sia in Lombardia che in altre regioni. Quest’anno per un ulteriore passo verso un processo sempre maggiore di ‘integrazione di cui parlavamo, verranno introdotte anche categorie normo. Ci sarà anche una gimkana sperimentale in cui le squadre saranno miste, ossia composte da atleti normo, para e fisdir insieme.

Grazie Alessandra. Grazie per averci reso partecipi della vostra attività e dei vostri programmi.

Vi seguiremo e cercheremo di dare visibilità a voi ed ai vostri progetti.

Ma grazie soprattutto per ciò che fate!

Fabrizio Bonciolini e Susanna Fusco

27 settembre 2017

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