ALLEVAMENTO – CHI SIAMO E DOVE ANDIAMO – FLASH DALLA TAPPA MIPAAF DI BORGO LA CACCIA – ANNA ZORZAN.

Durante la tappa Mipaaf svoltasi a “La Caccia” nei giorni 21,22 e 23 ottobre, abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con alcuni allevatori. 

Abbiamo chiesto quali sono le problematiche dell’allevare oggi in Italia e quali sarebbero le misure da adottare per migliorare e dare impulso al comparto.

Questo  è il pensiero di Anna Zorzan.

“Gli allevatori hanno lavorato molto bene. Ci sono linee di fattrici ottime, sulle quali vale la pena di investire con gli stalloni migliori. E lo dimostra il gradimento molto alto che si riscontra dall’estero. Ritengo che lo Stud Book non debba dare delle direttive, perché risulta essere limitativo per l’allevatore. La rigidità non paga. Infatti l’allevamento Holstein, che è molto chiuso, si è bloccato mentre il BWPN, lo Stud Book belga, che è aperto a tutte le linee europee, è in grande crescita. La cosa importante è riuscire a trovare le caratteristiche giuste della femmina e quelle dello stallone e riuscire a combinarle fra di loro. Lo Stud Book invece dovrebbe occuparsi di più della visibilità e della commercializzazione dei puledri. Manifestazioni come questa sono fondamentali per creare il mercato, sia per i foals che per i puledri. E gli appuntamenti dovrebbero essere in date fisse ed in luoghi fissi, come all’estero, per dar modo agli allevatori di organizzare il lavoro in funzione di questi, da un anno all’altro. Dovrebbe secondo me essere dato un incentivo agli amatori a montare cavalli nati ed allevati in Italia. Uno degli incentivi potrebbe essere la facilitazione, per chi monta cavalli nati ed allevati in Italia, nell’ottenimento dei punteggi necessari per prendere il primo grado L’allevatore punta ad ottenere il cavallo da Gran Premio, ma non sempre ci si riesce…. Il cavallo “normale”  è più difficilmente commerciabile  e quindi va agli amatori. E qui si crea dunque una perdita per l’allevatore. Altra misura che si potrebbe adottare, per sollecitare coloro che sono deputati a consigliare i cavalli agli amatori e, cioè, gli istruttori, è quella di riconoscere loro una congrua mediazione codificata. Poi sottolineare la convenienza per la vicinanza: un cavallo italiano può essere provato facilmente più volte, mentre andando a sceglierlo all’estero, la prova è unica. Inoltre, spiegando che di un cavallo italiano si può sapere tutto riguardo alla sua carriera precedente, quindi l’acquisto diventa molto più consapevole. La Federazione dovrebbe poi collaborare di più con gli allevatori, ad esempio trovando il modo giusto per assegnare cavalli nati ed allevati in Italia a ragazzi meritevoli.”

Ringraziamo Anna Zorzan per la disponibilità e complimenti per i successi ottenuti dall’allevamento di Villagana.

Fabrizio Bonciolini & Susanna Fusco

Ottobre 2016

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