ALLEVAMENTO – DUE PUNTI DI VISTA SU CHI SIAMO E DOVE ANDIAMO – ANNA ZORZAN E ALESSANDRO DELL’ANNA

Durante la tappa Mipaaf svoltasi a “La Caccia” nei giorni 21,22 e 23 ottobre, abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchiere con due allevatori. Anna Zorzan e Alessandro Dell’Anna.

Abbiamo chiesto quali sono le problematiche dell’allevare oggi in Italia e quali sarebbero le misure da adottare per migliorare e dare impulso al comparto.

Questo quanto è emerso.

Anna Zorzan

“Gli allevatori hanno lavorato molto bene. Ci sono linee di fattrici ottime, sulle quali vale la pena di investire con gli stalloni migliori. E lo dimostra il gradimento molto alto che si riscontra dall’estero. Ritengo che lo Stud Book non debba dare delle direttive, perché risulta essere limitativo per l’allevatore. La rigidità non paga. Infatti l’allevamento Holstein, che è molto chiuso, si è bloccato mentre il BWPN, lo Stud Book belga, che è aperto a tutte le linee europee, è in grande crescita. La cosa importante è riuscire a trovare le caratteristiche giuste della femmina e quelle dello stallone e riuscire a combinarle fra di loro. Lo Stud Book invece dovrebbe occuparsi di più della visibilità e della commercializzazione dei puledri. Manifestazioni come questa sono fondamentali per creare il mercato, sia per i foals che per i puledri. E gli appuntamenti dovrebbero essere in date fisse ed in luoghi fissi, come all’estero, per dar modo agli allevatori di organizzare il lavoro in funzione di questi, da un anno all’altro. Dovrebbe secondo me essere dato un incentivo agli amatori a montare cavalli nati ed allevati in Italia. Uno degli incentivi potrebbe essere la facilitazione, per chi monta cavalli nati ed allevati in Italia, nell’ottenimento dei punteggi necessari per prendere il primo grado L’allevatore punta ad ottenere il cavallo da Gran Premio, ma non sempre ci si riesce…. Il cavallo “normale”  è più difficilmente commerciabile  e quindi va agli amatori. E qui si crea dunque una perdita per l’allevatore. Altra misura che si potrebbe adottare, per sollecitare coloro che sono deputati a consigliare i cavalli agli amatori e, cioè, gli istruttori, è quella di riconoscere loro una congrua mediazione codificata. Poi sottolineare la convenienza per la vicinanza: un cavallo italiano può essere provato facilmente più volte, mentre andando a sceglierlo all’estero, la prova è unica. Inoltre, spiegando che di un cavallo italiano si può sapere tutto riguardo alla sua carriera precedente, quindi l’acquisto diventa molto più consapevole. La Federazione dovrebbe poi collaborare di più con gli allevatori, ad esempio trovando il modo giusto per assegnare cavalli nati ed allevati in Italia a ragazzi meritevoli.”

Alessandro Dell’Anna

“Cominciamo col sottolineare due problemi fondamentali. In Italia c’è poco mercato e manca, rispetto all’Europa, una uniformità di giudizio morfologico/attitudinale. Tutto sta nel capire che “tipo” di cavallo si voglia creare qui da noi. Altro problema di non secondaria importanza è l’individualità spiccata esistente nel nostro mondo. Nascono e muoiono tante, troppe associazioni allevatoriali e la parcellizzazione non porta all’unità ma alla divisione. Quello che manca nel nostro settore è una figura che abbia competenze sia di cavalli che di marketing che possa effettivamente organizzare, nei minimi dettagli ed in maniera funzionale manifestazioni, aperte a tutti gli stud – book, al fine di valorizzare la nostra produzione ed incentivare il mercato. Gli istruttori ed i mediatori sono più portati ad indirizzare i loro allievi/clienti amatoriali verso l’estero per una semplice fattore: le commissioni sono più alte e meno “divulgabili”. Ritengo che una soluzione potrebbe essere quella di organizzare gare riservate a costi irrisori dove, i cavalli in vendita, dovrebbero essere corredati di esami clinici e radiografie recenti per facilitare ed abbreviare le trattative e le visite di compravendita. Semplificazione, promozione ed unità di intenti.”

Idee e visioni diverse, ma solo col confronto si può ottenere qualcosa di valido e costruttivo. Ringraziamo Anna Zorzan ed Alessandro Dell’Anna per la loro disponibilità. Traspare, anche nella diversità dei punti di vista, un unico filo conduttore: l’amore per il proprio lavoro e la voglia di imprimere un cambiamento deciso ad un mondo che, forse, si è un pò troppo “seduto” su se stesso.

Fabrizio Bonciolini & Susanna Fusco

Ottobre 2016

 

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