Andrea Mezzaroba – Un tecnico…..completo.

Andrea Mezzaroba è il tecnico della nazionale senior e yung riders di completo. Un passato agonistico di primissimo livello, condito da numerosi incarichi ricoperti, ne fanno uomo di cavalli di vasta esperienza e competenza. Facciamo con lui un giro nei meandri di questa bellissima e difficile disciplina.

Colonnello Mezzaroba, prima di tutto vorremmo da Lei un flash di quelli che sono stati i suoi inizi. Perché decide di avvicinarsi a questo sport, i Suoi primi istruttori e le Sue prime esperienze importanti.

Nella mia famiglia non esistevano precedenti equestri, eppure già da bambino sono stato subito attratto dai cavalli. Ho cominciato a montare a 12 anni, in un piccolo centro a Trento nelle scuderie della famiglia Ducati e successivamente affiancando Vittorio Cavalieri. Dopo il diploma ho fatto un corso regionale per “aiuto istruttore” tenuto dal Gen. Lucio Manzin per poi compiere un’esperienza all’estero (in Francia) presso le scuderie di Giampiero Bembo. Successivamente ho partecipato alle selezioni per il corso Istruttori Federali, dove sono stato ammesso alla frequenza del corso. A quei tempi era l’unico modo per diventare Istruttore Federale ed essere ammessi non era scontato…Il corso si teneva ai Pratoni del Vivaro dove era naturale lavorare in campagna tutti i cavalli. Lì, sotto la guida del Col. Nava è nata la mia passione per il completo che poi ho avuto modo di sviluppare alla Scuola Militare di Equitazione.Il Col Nava per la parte tecnica ed Albino Garbari per tutta la gestione del cavallo e della scuderia, marchiavano “a fuoco” i loro allievi. Dopo l’imprinting del Gen Manzin, è quindi ai Pratoni che mi sono formato come Istruttore. A Montelibretti ho avuto la possibilità di specializzarmi e fare preziose esperienze sia in concorso che in completo lavorando con molti istruttori di grande fama e talento, a cominciare dal Col. Piero D’inzeo (che della Scuola Militare fu Comandante) e apprezzando alcuni aspetti sul lavoro dei cavalli che sapeva trasmettere in maniera particolarmente efficace il Col. Raimondo d’Inzeo.  Alla Scuola Militare mi sono stati di guida e supporto anche Stefano Scaccabarozzi, Salvatore Oppes e Dino Costantini. Successivamente il Gen. Giovanni Grignolo, mi ha trasmesso delle importanti esperienze anche nel “modo” di essere Istruttore. Sento di dover esprimere un ringraziamento a tutti i miei istruttori per i loro insegnamenti, anche a quelli che per necessità di sintesi non ho nominato.

– Qual è stato il momento più importante della Sua carriera. Quello che non dimenticherà mai.

La mia carriera di cavaliere è iniziata con l’esigenza di preparare giovani cavalli o di recuperare cavalli difficili, in questo senso ogni cavallo è stato importante! Dal punto di vista dei risultati sportivi, a parte le soddisfazioni dei cavalli giovani che sono state abbastanza regolari e qualche gara grossa sia a livello nazionale e internazionale, ho vinto i campionati italiani assoluti nel 1992 ed ho montato in Squadra ai campionati europei nel 1993. Successivamente ho lavorato in preparazione ai giochi olimpici di Atlanta e di Atene. In entrambi i casi sono rimasto nel ruolo di riserva e, dopo Atene, ho appreso da un comunicato ufficiale della FISE di essere stato escluso dai giochi olimpici solo per un “errore”… Le ultime medaglie risalgono ai campionati italiani di completo nel 2004 e ai campionati militari di dressage nel 2011. Non dimenticherò mai la mancanza di esperienza di alcuni momenti, gli insegnamenti dovuti “rubare” con gli occhi, alcuni miei errori di preparazione ed altri di gara. Forse è stata questa la molla che mi ha spinto nel desiderio di approfondire le conoscenze e a dedicarmi completamente all’insegnamento.

mezzaroba e bally robert

Andrea Mezzaroba in sella a Bally Robert

– Completo ieri, oggi e domani. Come si è evoluta la disciplina nel corso degli anni e, secondo Lei, che direzione sta prendendo per il futuro.

C’è stata una forte evoluzione in tutte le discipline equestri. Nel completo c’è stato di più. La disciplina che nasceva con la prova di fondo (marce, steeple cheese, cross country, galoppo veloce) predominante sulle altre prove (dressage e salto ostacoli), si è progressivamente trasformata riducendo la prova di fondo alla sola fase di cross e mettendo tutte e tre le prove sullo stesso piano di importanza. L’ardimento di cavalli e cavalieri che dovevano portare a termine la competizione “ad ogni costo”, ha lasciato spazio alla maggiore tecnicità delle tre prove dove anche un errore banale può compromettere il risultato finale, per cui nelle gare di oggi, è abbastanza frequente vedere alcuni binomi ritirarsi dopo un errore in cross. Per il futuro credo che bisognerà continuare a lavorare affinché la prova di cross risulti la prova maggiormente qualificante del completo in maniera che possa essere premiata la preparazione e l’intesa del binomio, ovviamente evitando inutili ed eccessivi rischi per cavalli e cavalieri.

– Fino a dove noi Italiani, oggi, siamo competitivi a livello internazionale? Sia per quanto riguarda i seniores che gli juniores.

I cavalieri italiani in quanto a talento non hanno nulla da invidiare ai loro colleghi di Nazioni più blasonate. Certo, il talento non basta: da noi i numeri sono ristretti, mancano gli appassionati (che sono pubblico, sponsor e proprietari), manca qualche cavallo, i costi di allevamento e gestione sono superiori, le gare più importanti sono lontane… Tutto questo si ripercuote negativamente sulla nostra competitività. Vanno inoltre considerate le difficoltà attraversate dalla nostra Federazione negli ultimi anni: l’attività sportiva necessiterebbe di maggiore continuità in termini di programmi e sostegno. Ci condiziona negativamente anche un altro limite, spiccatamente nazionale, che riguarda la mentalità e lo spirito di Squadra. Nelle nazioni vincenti esiste un approccio che porta tutte le persone coinvolte, a prescindere dai loro ruoli, a lottare per il raggiungimento di obiettivi comuni mentre nel nostro ambiente alcuni coltivano divisioni, discordia e alimentano sterili polemiche.

– La sicurezza è uno dei temi “caldi” di quest’ultimo periodo – discussioni scatenate anche dalla riforma del regolamento. Lei che è anche costruttore di percorsi, cosa si potrebbe effettivamente fare per aumentarne il livello?

Giusto a proposito… Le novità sul regolamento 2016 sono un semplice aggiornamento ai regolamenti FEI in vigore. L’uso del cap è allineato con quanto previsto dal regolamento del dressage e non è stata introdotta nessuna norma che allenti l’attenzione a questo riguardo, contrariamente ad una voce che è stata fatta girare in questo senso. Per quanto riguarda le ambulanze, è stato specificato che la presenza del medico esperto in manovre di rianimazione (anestesista) con tutta la dotazione necessaria, è obbligatoria solo per la prova di cross mentre per le altre prove è prevista la presenza di una ambulanza e di un medico idonei al soccorso d’urgenza, come in tutte le manifestazioni di dressage e salto ostacoli, considerando la parità del rischio. Per aumentare la sicurezza credo che sia necessario tenere alta la guardia su tutti gli aspetti che la FEI e la FISE hanno riconosciuto ed evidenziato fino ad oggi, fare attività di corretta informazione, continuare nell’attività di studio, ma soprattutto, praticare un’equitazione corretta e montare con testa ad ogni livello.

– Secondo Lei, Il saggio delle scuole, non andrebbe rivalutato in funzione di una preparazione più completa dei giovani cavalieri?

Assolutamente si! Credo però che la formula di gara andrebbe rivista in un ottica di maggiore partecipazione.

– Si parla tanto di cultura equestre che si va perdendo per strada. In questo senso, il completo è importante nel sistema di insegnamento? E nella formazione degli istruttori?

Sono fermamente convinto che il completo sia molto importante nella formazione dei giovani cavalieri e degli istruttori. La valenza formativa del completo merita dunque di essere rivalutata proprio per la formazione di base degli allievi, in un ottica di attività multidisciplinare, in fase preliminare rispetto alla specializzazione agonistica. Prima di saper vincere delle gare, tutti i cavalieri dovrebbero saper andare a cavallo, nel senso di essere in possesso delle capacità di gestire il cavallo… non solo all’interno di un maneggio coperto o di un campo recintato. Per quanto riguarda la cultura equestre, almeno nelle sue basi di conoscenza dell’animale, non dovrebbe mai essere disgiunta dalla pratica equestre a tutti i livelli e anche in questo senso, il completo può offrire una vasta gamma di occasioni. Ad ogni modo e a prescindere dall’attività, il rispetto e l’amore per il cavallo dovrebbero essere sempre alla base di tutti i praticanti degli sport equestri. Sarebbe inoltre necessaria la ricerca di una maggiore uniformità dell’insegnamento e di una maggiore attenzione all’EQUITAZIONE DI BASE. La Federazione ha posto questi argomenti tra le sue priorità e sta affrontando l’argomento. Ovviamente la definizione di un progetto di questa portata necessita di tempo e di opportuna condivisione.

– Il cavallo che Le rimarrà per sempre nel cuore……… e chi è, in senso assoluto, il più forte cavaliere di completo di sempre?

Sul cavallo avrei un idea, era una specie di “bestia” selvaggia, ma prima di verificarla nel confronto con altri, mi accorgo che sto già facendo troppi torti…Da cavaliere spettatore appassionato sono cresciuto con il mito di Charisma di Mark Todd. Il più forte cavaliere di tutti i tempi è senz’altro Michael Jung. Negli ultimi 7 anni è sempre salito sul podio del campionato/giochi olimpici dell’anno, vincendo ben 5 volte e montando 4 cavalli diversi. E’ davvero incredibile una simile dominanza!

– Talento, tecnica, lavoro, disciplina, mentalità vincente, volontà e sacrificio…..cosa è più importante per diventare un buon cavaliere?

Tutto quanto elencato! Oggi il livello e la concorrenza sono talmente alti che non si può tralasciare nulla. Poi servono anche dei mezzi… Chi non li ha di suo, se vuole emergere, deve andare a cercarli dove possibile.

– Un Suo pensiero rivolto ai giovani che si volessero avvicinare al nostro meraviglioso sport, indipendentemente dalla disciplina.

L’equitazione è uno sport meraviglioso, ma è anche molto di più, grazie allo straordinario rapporto che si può instaurare con il cavallo. Leggendo uno dei miei primi libri di equitazione, rimasi colpito da alcuni versi posti a prefazione. Al giorno d’oggi, considero quell’esortazione sempre più appropriata al nostro sport, considerando la qualità dell’intesa, della leggerezza, della grazia e dell’eleganza dei binomi che primeggiano nelle competizioni di massimo livello: “Fratelli… non sapete che nelle corse allo stadio, tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo!”

Ringraziamo il Colonnello Andrea Mezzaroba per averci dedicato un po’ del Suo tempo. Ci auguriamo di cuore che la Sua esperienza e la Sua competenza diano un contributo essenziale al fine di portare, in Italia, risultati importanti… quelli che in fondo, per la nostra tradizione, ci meritiamo. Grazie ancora e buon lavoro.

Fabrizio Bonciolini & Susanna Fusco

con Andrea Mezzaroba

Febbraio 2016

(foto tratte da cimina.net e cavallomagazine.quotidiano.net)

About The Author

Related posts