Anemia Infettiva degli Equini (AIE). Gli aspetti di sanità pubblica. – Ne parliamo col Dr. Ermenegildo Valvassori.

La AIE è una malattia virale, tipica degli equini, ad evoluzione cronica e spesso asintomatica.

Non è una zoonosi, quindi non vede coinvolto l’uomo, né per contatto diretto, indiretto o attraverso il consumo di carni o latte.

La trasmissione in natura avviene prevalentemente per contagio orizzontale, da soggetto malato a soggetto sano, tramite la trasfusione di sangue; gli insetti ematofogi (tafani in particolare) svolgono il ruolo di vettore passivo.

Cioè il virus NON si replica né modifica all’interno dell’insetto vettore, il quale funge esclusivamente da “trasportatore” di carica virale da un soggetto all’altro.

In natura sono anche descritti casi di trasmissione “verticale” dalla madre al puledro.

In pratica, anche l’uomo può trasformarsi in “vettore”: come?

Veicolando sangue infetto da un soggetto all’altro mediante l’uso scorretto di siringhe, strumenti medicali, sacche di sangue o siero infette.

COME SI MANIFESTA?

La incubazione della malattia varia da una settimana a tre mesi, e in linea di massima può evolvere in due forme principali:

Forma acuta: i sintomi sono rappresentati da febbre alta, debolezza, alterazione del quadro piastrinico del sangue, e l’animale può morire in breve tempo.

Forma cronica: in genere gli animali infettati sopravvivono alla fase acuta e riescono a stabilire una sorta di “equilibrio” con il virus che può durare a lungo, anche molti anni, senza ulteriori sintomi clinici apparenti. Proprio questi soggetti risultano fondamentali per la diffusione della malattia, poiché, pur non manifestando segni clinici evidenti, nel loro torrente circolatorio può rimanere una carica virale tale da poter trasmettere l’infezione ad altri soggetti.

Questi i possibili segni clinici associati all’AIE:* ( fonte:http://195.45.99.77/craie/doc/descr_malattia.php )

Febbre (con temperatura oltre i 40 °C) Tachipnea
Depressione Sudorazione
Petecchie Emorragiche Sulle Mucose Rapida Perdita Di Peso
Trombocitopenia Epistassi
Anemia Mucose Pallide O Itteriche
Edema Alle Parti Distali Degli Arti Battito Irregolare E/O Pulsazioni Deboli
Anoressia Coliche
Debolezza, Astenia Aborto

E’ UNA MALATTIA DENUNCIABILE.

Questo significa che in caso di sospetto, o di diagnosi di AIE deve sempre essere fatta segnalazione alla competente ASL. In ossequio al vigente Regolamento di Polizia Veterinaria (D.P.R. 320/1958) saranno immediatamente presi alcuni provvedimenti, quali: vincolo sanitario (sequestro amministrativo) di tutti i capi sensibili presenti, con divieto di spostamento, obbligo di isolamento dei soggetti colpiti, obbligo di misure di biosicurezza ( disinfestazioni, reti anti insetti, ecc.) a seconda delle situazioni strutturali ed ambientali, obbligo di controllo periodico sierologico su tutti i capi presenti e non infetti fino a chiusura del focolaio.

Il recentissimo Decreto Ministeriale 2 febbraio 2016, pubblicato sulla G.U. serie generale, n. 96 del 26/04/2016 ha riordinato la materia in merito al controllo ed eradicazione della malattia su tutto il territorio nazionale.

Infatti, una volta decadute alcune Ordinanze contingibili e urgenti in materia, le Regioni, autonomamente avevano nel frattempo legiferato in modo difforme tra loro, creando non poche difficoltà applicative agli Operatori del settore.

Con l’entrata in vigore del recente Decreto, il territorio nazionale è stato diviso in zone a alto o basso rischio, in funzione della storia epidemiologica della malattia nei vari territori, ed in base a tale suddivisione vengono applicati dei criteri di monitoraggio più o meno stringenti e frequenti.

Le seguenti Regioni sono attualmente considerate ad ALTO RISCHIO:

Abruzzo, Calabria, Campania, Lazio, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia.

Le restanti sono considerate a BASSO RISCHIO.

COME AVVENGONO I CONTROLLI?

Nelle aree ad ALTO RISCHIO, si dovranno controllare con periodicità annuale tutti gli equidi presenti con età superiore ai 12 mesi.

Nelle aree a BASSO RISCHIO, si dovranno testare con periodicità triennale:

tutti i soggetti di età superiore ai 12 mesi, in caso di movimentazioni verso maneggi, scuderie, ippodromi, fiere, mostre, competizioni sportive, aste.

Rimane la periodicità annuale per tutti i soggetti detenuti nel raggio di tre kilometri da focolai di AIE.

Vengono ovunque esclusi solo i soggetti da ingrasso o macello.

In TUTTE le Aree, indipendentemente dalla valutazione del rischio, si dovranno testare annualmente: tutti i muli, gli equini conviventi con muli, gli animali da lavoro e specificatamente inseriti in Anagrafe con tale indirizzo produttivo.

Inoltre saranno testati, in sede di macellazione, tutti i soggetti nati ed allevati in Italia.

CHI ESEGUE I PRELIEVI?

Possono eseguire i prelievi i Veterinari LLPP esplicitamente autorizzati a livello regionale oppure i Veterinari ASL.

CHI ESEGUE I TEST?

Gli Istituti zooprofilattici di riferimento territoriale.

QUALI TEST?

Esistono più tipologie di esami.

Ordinariamente vengono eseguiti dei test (ELISA) su siero di sangue.

Se occorre trasferire il cavallo all’estero, oppure come conferma di un caso sospetto, si esegue invece un altro tipo di esame, sempre su siero di sangue ma utilizzando una tecnica di laboratorio diversa detta AGID o Test di Coggin.

In caso di positività, la conferma o meno della stessa, per tutto il territorio nazionale è di esclusiva competenza del Centro Nazionale di Riferimento presso l’IZS di Lazio e Toscana.

QUALI DIFFERENZE TRA I VARI TEST?

Il test ordinario di screening (ELISA) è molto sensibile, abbastanza specifico, economico, rapido e non necessita di particolare abilità od esperienza da parte dell’Operatore che lo esegue.

Il Test di Coggin è meno sensibile, più specifico, richiede più tempo di esecuzione ed una certa esperienza da parte dell’Operatore che lo esegue.

CHI REGISTRA L’ESITO SUL LIBRETTO INDIVIDUALE?

Lo registra sempre e solo il veterinario ufficiale ASL.

CHI PAGA?

Tutte le spese relative al prelievo ed alla esecuzione del test sono a carico dei Proprietari, con una tariffazione stabilita a livello ragionale.

SI PUO’ CURARE L’AIE?

No, non esistono terapie.

SI PUO’ VACCINARE?

No, non esistono vaccini.

SI PUO’ PREVENIRE?

Si, o almeno si può abbassare il rischio di infezione.

COME?

Affinchè l’infezione si propaghi da un soggetto sano ad uno malato, l’unica possibilità e che quello sano subisca una “trasfusione” di sangue da uno malato.

Gli insetti hanno solo i ruolo di “siringhe volanti”, ovvero non partecipano attivamente ad alcuna fase del ciclo del virus che avviene tutta nell’ospite definitivo (equino).

Tali insetti, per fortuna, hanno scarsa autonomia di volo, due/trecento metri massimo, ed inoltre trasportano piccole quantità di sangue per volta, quindi o lo stesso insetto deve fare la spola più volte da soggetto malato a soggetto sano, oppure molti insetti contemporaneamente devono aggredire i due soggetti, che a loro volta devono essere anche piuttosto vicini, vista la limitata capacità di volo dei vettori.

A questo punto la risposta è semplicissima: lotta senza quartiere agli insetti. Soprattutto tafani e mosche “cavalline”. Tutti i mezzi sono buoni: reti antimosche in scuderia, coperte antimosche in paddok, rientro nelle ore calde della giornata (i tabanidi sono insetti diurni, di notte la loro attività è minima) repellenti cutanei e via dicendo.

Inoltre, giova ripeterlo anche se ovvio e risaputo, divieto assoluto di riutilizzo di siringhe, aghi, deflussori. Inoltre qualunque strumento o finimento possa venire a contatto con il sangue di un equino, anche accidentalmente, dovrà essere accuratamente disinfettato e sterilizzato (meglio!) prima del riutilizzo.

COSA ACCADE AD UN CAVALLO DICHIARATO POSITIVO?

Il destino di tali soggetti è nella disponibilità del proprietario, il quale può:

  • Decidere, se DPA, di avviare il soggetto a macellazione.
  • Decidere di mantenere il soggetto in vita, ricoverandolo in una apposita struttura autorizzata, che dovrà garantire un adeguato isolamento ed adeguate misure di biosicurezza che garantiscano la non diffusibilità della infezione.

ESISTONO STRUTTURE AUTORIZZATE?

Si, ne esistono diverse, più o meno grandi, in diverse regioni.

Per saperne di più: http://195.45.99.77/craie/

Dr. Ermenegildo Valvassori

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