Ciao Diego. Buona continuazione

Questo è un articolo che non avrei mai voluto scrivere.

Difficile, a volte, tenere divisi logica e sentimento, ma ci provo lo stesso.

Cominciamo con la logica, che personalmente, ritengo un male necessario.

I cavalli dei professionisti arrivano, vengono montati, valorizzati, ottengono risultati e, sovente, cambiano sella. E’, appunto, logico, naturale, fa parte di una normale gestione. Il turnover  è funzionale, quasi scontato. Quindi, nulla di strano.

E qui la logica finisce.

Ci sono dei cavalli, dei cavalli speciali, che, indipendentemente dalle gare che fanno, dai risultati che ottengono, ti entrano nel cuore, ti rubano l’anima, ti fanno innamorare. Li segui, li guardi, chiedi, ti informi, ti fai mandare i filmati, le foto e scrivi. Scrivi di loro, di ogni piccolo miglioramento, delle prestazioni che crescono di valore, vuoi sapere la loro storia e come sono arrivati dove arrivano.

Diego è uno di questi.

Diego si è “presentato” giusto due anni fa a Vermezzo e, come la stragrande maggioranza dei cavalli che passano da Ozzano Taro, da casa di Licinio Grossi, c’è dietro una storia, una storia di difficoltà caratteriali, di incomprensioni, di interpretazioni sbagliate o, quantomeno, “non giuste” per loro.

Guardare sempre da dove si è partiti. Questo è fondamentale.

E qui si parte da un cavallo, Diego, che entrava in campo (a casa, non in gara) e che si paralizzava. Non faceva più un passo, ne indietro ne in avanti. Spesso si tirava in piedi. Aveva il rifiuto dell’uomo, aveva perso qualsiasi fiducia in coloro che dovevano essere i suoi compagni più fidati, in coloro che avrebbero dovuto esaltarne qualità e talenti.

Un cavallo che il lavoro di Licinio, paziente, senza alcuna pressione ne fretta, centrato nell’ascoltare e interpretare i “bisogni”, ha plasmato e trasformato, facendolo diventare ciò che è e, cioè, un cavallo che difficilmente tocca una barriera nelle gare in cui è impiegato, con tantissimi mezzi, molto rispettoso e che, ultimamente, a dispetto della mole non proprio esile, è anche diventato veloce e molto reattivo.

Diego è un cavallo che ha avuto la fortuna di transitare nelle mani di Licio, altrimenti, oggi, il suo destino sarebbe stato ben diverso.

Diego è un cavallo che era stato sdoganato come uno di quelli diversamente idonei a calcare i campi gara.

Diego è uno di quelli che ce l’ha fatta.

Non è bello, Diego. Non ha movenze imponenti. Non sprigiona classe da vendere, non è appariscente … insomma, non “se la tira”.

Diego è un “nocciolone” un po’ scoordinato, con quell’aria da chi capita li per caso. Come uno che è invitato a una cena di gala e che raffazzona giacca e cravatta perché non ha lo smoking.

Ma Diego è un genio.

Quando ha capito che colui che in quel momento gli stava in sella – Licio – era dalla sua parte e gli chiedeva di fare cose che lui sapeva bene come fare (l’importanza di una domanda posta correttamente), ha tirato fuori un talento non comune, una disponibilità totale e ha fatto esplodere tutta la sua potenza e la sua precisione.

Questo è Diego e, se lo guardi negli occhi e gli fai una carezza, sei finito … perché non te lo dimentichi più.

Ed era logico (appunto, la logica) che dopo una lunga serie di ottime prestazioni, scatenasse – Diego – l’appetito di un po’ di bella gente dello show jumping.

Non crediate che Licinio abbia preso questa decisione a cuor leggero. Licinio non è uomo che “vedere denaro dare cammello”. Le sue decisioni sono sempre ragionate e tengono conto di tutte le varianti possibili e immaginabili. Così è stato per Tequila, così è stato per altri, oggi è per lui, Diego.

Diego è salito su un van, alla volta della Spagna, dove continuerà la sua carriera.

Diego, in chi scrive (ma anche in Licinio), lascia un vuoto e la speranza è che, tra un po’ di tempo, magari a carriera terminata, faccia il viaggio inverso e torni la dove ha conosciuto l’inizio della sua seconda vita.

Ciao Diego, spero tu continui a salire fin lassù, dove le tue potenzialità possono portarti.

Ti auguro ogni bene e spero, quando sarà, di ricevere una telefonata in cui mi si dice: “Diego è tornato”.

Ciao, campione !

Fabrizio Bonciolini

08 ottobre 2019

foto: Diego – ©equideando

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