DEFIBRILLATORE PORTATILE: rimandato di 6 mesi l’obbligo per le società sportive dilettantistiche

Il Decreto del Ministero della Salute 11 gennaio 2016 ha differito di sei mesi l’obbligo di dotarsi di defibrillatori portatili, per le società sportive dilettantistiche.
Tale obbligo deriva da un altro Decreto del Ministero della salute del 24-4-2013 secondo il quale è obbligatorio dotarsi di un defibrillatore semiautomatico e altri dispositivi salvavita, per le società o associazioni che svolgano attività sportiva non agonistica o amatoriale.
L’obbligo di cui si tratta, inizialmente decorreva dall’ottobre 2013 per le società sportive professionistiche e dall’ottobre 2015 per quelle dilettantistiche.
Ora, il nuovo decreto emanato nella Gazzetta Ufficiale del 18-1-2016, ha stabilito il differimento di sei mesi per le società sportive dilettantistiche. Quindi al 19 luglio 2016.
Con l’obbligo di dotarsi di tale apparecchiatura, è previsto anche quello di garantire la presenza di personale formato al suo utilizzo e pronto ad intervenire .
L’acquisizione del defibrillatore è un obbligo che riguarda la società anche qualora l’attività sportiva sia svolta in spazi pubblici.
Importante notare come l’obbligo riguardi anche l’attività sportiva non agonistica. Nell’equitazione quindi anche le scuole e i centri dove si svolga attività amatoriale, senza partecipazione alle gare. In particolare l’art. 3 b) del DM 24-4-13 definisce l’attività sportiva non agonistica come quella praticata da “coloro che svolgono attività organizzate dal CONI, da società sportive affiliate alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI, che non siano considerati atleti agonisti ai sensi del decreto ministeriale 18 febbraio 1982”.
L’intento della norma è tutelare coloro che praticano un’attività sportiva non agonistica o amatoriale. Per questa ragione il defibrillatore deve essere installato in un luogo facilmente accessibile da ogni area dell’impianto sportivo, quindi raggiungibile in un tempo utile per garantire l’efficacia dell’intervento.
L’utilizzo del defibrillatore è riservato ad un soggetto che sia stato addestrato ad utilizzarlo. E’ un apparecchio molto semplice e sono quindi sufficienti poche ore di corso. E’ importante ricordare che il defibrillatore è efficace solo se utilizzato nei primi cinque minuti dal malore, per cui è indispensabile che chi lo usa, conosca preventivamente le modalità. Meglio, che si tratti anche di una persona non eccessivamente emotiva, che non si lasci cogliere dal panico al momento di servirsene.
Nella nostra intervista di qualche tempo fa al Professor Montrone, presidente del Comitato Regionale Campania e Primario di anestesia all’Ospedale Cardarelli di Napoli, avevamo chiesto un suo parere in merito: – Ma la formazione per l’utilizzo corretto di questo macchinario quanto tempo richiede? Il suo utilizzo è difficile? Bisogna avere comunque delle basi di operatore sanitario? Ed ecco la sua risposta: – Richiede solo una giornata di apprendimento. Il C.R. (Campania n.d.r.) ha organizzato per tutti gli istruttori della regione un corso gratuito di primo soccorso che in qualità di primario di anestesia e rianimazione ho svolto personalmente dopo aver avuto l’autorizzazione da dipartimento della Fise. Non avendo voluto percepire alcun compenso abbiamo potuto svolgere questo corso a costo zero per gli istruttori. Sono a disposizione di qualunque comitato regionale volesse avvalersi della mia professionalità per lo svolgimento gratuito ai loro istruttori. Per quanto riguarda l’uso del defibrillatore occorre fare un corso apposito con rilascio di patentino. Il corso dura una giornata ed è di facile apprendimento per chiunque. La legge dice che deve essere formato un preposto in ogni ASD.
Purtroppo le difficoltà ad adempiere a tale obbligo dipendono dai costi dello strumento (che si aggirano intorno ad una cifra tra i 1000 e i 1500 euro), dalla sua manutenzione e dalla necessità di dotarsi di personale idoneo ad impiegarlo. Le associazioni medio-piccole potrebbero non sopportare un simile onere.

Il Comitato Regionale Lombardo a novembre 2015, con una circolare dedicata, aveva stabilito un contributo di € 300,00 per le associazioni sportive che avessero effettuato l’acquisto entro il 31 dicembre. Ora, il tempo per ottenere il contributo è scaduto ma sarebbe auspicabile che i comitati regionali trovassero un sistema per assistere le società sportive nell’acquisto e le supportassero nell’organizzare la formazione dei preposti.

Avv. Susanna Fusco

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