Emilio Bicocchi – Da Kapitol ad Ares ……..Emozioni vere!!!!

Emilio Bicocchi è uno dei cavalieri importanti della nostra equitazione, da anni nel giro della prima squadra. Due Campionati Italiani assoluti nel suo carniere, oltre a due partecipazioni ai campionati del mondo. Ed ora accompagnato da un cavallo che fa ben sperare per il futuro.

Prendiamoci un caffè e sentiamo cosa ci racconta.

– Emilio, come sei entrato in questo pazzo e bellissimo mondo e come si è sviluppata la tua carriera.

Papà era un cavaliere di salto ostacoli ed ha sempre allevato cavalli. La passione nasce da li. E’ stato il mio primo punto di riferimento ed il mio primo istruttore. Nella continuazione della mia carriera ho poi avuto, come altro istruttore fondamentale, il Marchese Ramirez. Poi le esperienze all’estero, importantissime per crescere ed imparare. Prima da Schokhemoele poi un lungo periodo con Eric Navet ed infine con Pierre Baldeck all’allevamento de Courcelle, in Alsazia, per poi rientrare definitivamente in Italia, nella mia Toscana, con tanta esperienza in più e con colei che ora è mia moglie.

– Tra i tanti tuoi risultati importanti spiccano due Campionati Italiani e due partecipazioni ai Campionati Mondiali…..

Si. Nel 2005 ho vinto i Campionati Italiani in sella a Landru, successo bissato poi nel 2009 con Kapitol d’Argonne. Kapitol mi ha poi accompagnato anche nelle due esperienze Mondiali, nel 2006 ad Aachen e nel 2010 a Lexington. Sempre con lui, nel 2010, ho vinto anche il Gran Premio del cinque stelle di Madrid.

– Ecco, saltare in due campionati del mondo….al secondo ci fai poi l’abitudine o è sempre come se fosse la prima volta? Cosa si prova a scendere in campo in una manifestazione così importante in un campo come quello di Aachen?

No, non ci fai l’abitudine, l’unica differenza è che la seconda volta, al limite, sai quello che ti aspetta e a cosa vai incontro. Ad Aachen Kapitol aveva otto anni…..è una sensazione bellissima, indescrivibile, che porta davvero tantissima soddisfazione.

– Kapitol d’Argonne è, fino ad ora, il cavallo più importante della tua carriera. Ora c’è Ares……grandi speranze…..può arrivare ai livelli di Kapitol?

Si, Ares ha tutto per raggiungere i massimi livelli……testa, fisico, coraggio e mezzi. Quest’anno ha fatto molto bene. Abbiamo vinto il Gran Premio alla Bagnaia, il Gran Premio di Megeve, è andato molto bene a Roma ed anche a Verona, dove è venuto fuori un errore casuale nel percorso base. Il cavallo era al suo quarto indoor in assoluto e saltare quei percorsi in un campo come Verona è impegnativo. Molto bene dunque. Peccato perché, fossi entrato in barrage, ci avrei provato…… Ares è così grazie anche alla collaborazione del mio amico Marco Porro. Con Marco ci conosciamo dal 2007, quando abbiamo girato un po’ insieme in vari concorsi. E’ nato un rapporto di scambio di opinioni, di informazioni, di collaborazione, ma soprattutto di amicizia vera, senza nessun secondo fine.

– Programmi per il futuro agonistico di Ares?

Con i cavalli non puoi fare programmi a lungo termine. Per ora accontentiamoci di saltare nel Milano Winter Show di Vermezzo che dovrebbe essere l’ultima gara della stagione per lui, a meno che non salti fuori qualche invito interessante. Poi riposo e preparazione per qualche concorso in Super League l’anno prossimo. Poi vediamo.

– Che rapporto hai col tuo tecnico Hans Horn?

Ottimo direi. Conosco Hans dal 2006, anche al di fuori del suo ruolo istituzionale. Grande preparazione ed ottimi consigli. Vero uomo di cavalli.

– Parecchi tuoi colleghi lavorano all’estero. Mai venuta la voglia di mollare tutto ed andartene?

La mia esperienza all’estero l’ho già fatta. Effettivamente noi siamo un po’ lontani dal cuore dell’equitazione che conta davvero, quella del centro Europa. Ma sai, quando hai famiglia, lavoro ed interessi qui, diventa poi difficile mollare tutto ed andarsene. Dipende dalle condizioni e dalle scelte di ognuno.

– Chi è, secondo te, il miglior cavaliere in circolazione.

Ce ne sono tanti di altissimo livello. Nominarne uno rischi di fare torto agli altri. Se proprio devo rammentare qualcuno, a solo titolo di esempio, direi Marco Kutscher e Scott Brash.

– Cosa ne pensi del “sistema unico Italiano” che la Federazione sta promuovendo, al fine di dare una uniformità di monta.

Non esiste un solo modo di montare a cavallo. Montare a cavallo è un insieme di sensazioni, di situazioni, di ricerca continua. Guarda l’evoluzione che ad esempio ha avuto Ludger Beerbaum da venticinque anni a questa parte. Comincia con la monta classica tedesca fino a diventare, oggi, più americano degli americani, riuscendo a restare ai massimi livelli per tutti questi anni. Beninteso, le basi poi sono pressoché uguali per qualsiasi sistema.

– Equitazione giovanile oggi in Italia…….

Abbiamo tanti ragazzi bravi ad alto livello. Quello in cui pecchiamo, secondo me, è nell’istruzione e nella cultura equestre basica. All’inizio ci sono tantissimi aspetti da tenere in considerazione e da trasmettere ai ragazzi. Mi sembra che su questo siamo un po’ rallentati.

– Hai degli allievi?

Non fissi. Non ne ho il tempo. Faccio degli stages e, quando posso, do una mano a qualche amico. Ora come ora avere degli allievi fissi non mi permetterebbe di girare così tanto e, per contro, non potrei seguirli come si deve.

– Hai dei cavalli giovani che stai portando avanti?

Si, ho qualche cavallo giovane di buona prospettiva, sia dell’Allevamento delle Sementarecce che del Terriccio. Ho sempre portato avanti cavalli giovani, necessari per un ricambio organico e continuativo.

– Cosa combinerai nel tuo futuro a lungo termine?

Intanto voglio continuare a montare fin quando sarà possibile, poi mi ritaglierò qualche ruolo sempre nel mondo dell’equitazione.

– Cosa diresti ad un ragazzo che si avvicina per la prima volta ad un cavallo?

Prova a salirci. Nel caso in cui, una volta in sella, tu senta qualcosa di diverso dentro, non ne uscirai più. Provare per credere.

Si, in effetti il caffè era lungo. Ringraziamo Emilio per questa bella chiacchierata e speriamo davvero di vederlo al più presto ancora ai massimi livelli. L’esperienza non manca, la capacità c’è ed il cavallo anche….quindi non manca proprio nulla.

Fabrizio Bonciolini con Emilio Bicocchi

Milano,Grosseto – novembre 2015

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