Enzo Truppa – Un rettangolo pieno di successi

Enzo Truppa non è solo il padre di Valentina…….è titolare di un avviatissimo studio professionale, ha scritto numerosi libri inerenti l’economia e le grandi operazioni societarie ed è stato un ottimo cavaliere di dressage. Ci conosciamo da parecchi anni e posso dire di aver assistito, ai tempi del Centro Ippico Lombardo, alla sua consacrazione tra i migliori dressagisti Italiani di sempre. Proviamo a ripercorrere la sua storia equestre.

– Enzo, la storia comincia al CIL, tanti anni fa ed insieme a te, il primo protagonista di questa avventura si chiamava Scorpio. Raccontaci chi era Scorpio e cosa avete fatto insieme.

Scorpio era un “piccolo” grande cavallo (1,62 al garrese). Il Cavalier Mancinelli era impressionato per come si faceva “grande in gara. Ho avuto tanti cavalli da Grand Prix, alcuni con mezzi tecnici superiori (Fiorio e Martini per esempio), ma lui per me era speciale: un cuore fantastico, un temperamento ideale. Mi è capitato ad Aachen che non mi ha eseguito i cambi ad un tempo e son subito sceso (tra la sorpresa e poi gli applausi del pubblico) perché se non eseguiva qualcosa era perché non stava bene: infatti, in quell’occasione, aveva patito un problema ad un tendine. Con Scorpio ho vinto vari internazionali e campionati Italiani, tanti piazzamenti internazionali e, soprattutto, un 15° posto ai mondiali del 1982 a Losanna (piazzamento “inaspettato” per un Italiano a quei tempi).

scorpio                                                                        Enzo ed il piccolo immenso Scorpio

– Hai lavorato con grandi maestri del dressage, pietre miliari i cui insegnamenti hanno effetti anche oggi. Chi di loro ha influito di più sulla tua carriera.

Ho lavorato con i migliori istruttori al mondo, ma senza dubbio il mio “Maestro” è stato George Theodorescu.

– Oltre al suddetto Scorpio, chi sono stati gli altri che ti hanno accompagnato nei tuoi successi e quali sono stati i risultati più importati che hai conseguito.

Faccio fatica a contarli, ne ho montati ben sedici in Grand Prix!!! Così, a caso : Dalmand, Schiwago, Fiorio, Dancast, Teknik, Rynnel, Martini, Papillon, Marco Polo………

– Valentina è, attualmente, la star del dressage Italiano e si sta affacciando, con buoni risultati, al “parterre de rois”. Quando ha iniziato a montare e ha scelto questa disciplina, quanto è contato, secondo te, il tuo “condizionamento”.

Sono un po’ sorpreso per questa domanda, nella parte che recita “si sta affacciando al parterre de rois”. Occorre ricordare che Valentina è la più titolata Young Rider di tutti i tempi!! Ha vinto tre titoli mondiali (cioè tutti e tre gli anni da young raider, quindi questo record potrebbe solo essere eguagliato, ma non battuto) oltre a due ori europei, un argento e un bronzo a titolo individuale ed un bronzo a squadre.

Da Senior ha vinto ed ha conseguito piazzamenti in una serie infinita di CDI, medaglia di bronzo nella finale di World Cup del 2012 e finalista alle olimpiadi di Londra.

Chiaro che Valentina è nata e cresciuta in un ambiente “dressagistico”, un po’ come Mazzola e Maldini, padre e figlio, nel calcio.

– Una volta terminata la tua carriera di cavaliere inizia quella di tecnico ed istruttore. Cosa si prova quando vedi che ciò che sai e che trasmetti porta a buoni risultati dei tuoi allievi?

Terminata la mia carriera di cavaliere iniziò, in realtà, quella di giudice, portata avanti con soddisfazione ai più alti livelli, essendo giudice FEI 5 stelle. Ho giudicato Olimpiadi, Europei e Coppe del Mondo ed una serie infinita di concorsi internazionali. Poi anche da tecnico ed istruttore, provo grande soddisfazione a trasmettere quello che so e con un certo moto di orgoglio vedere cavalli e cavalieri che progrediscono sotto la mia guida, oltre a Valentina.

– Come valuti, oggi, il movimento dressagistico Italiano? Ci sono ragazzi che, in prospettiva, possono ambire a confrontarsi con i migliori? Cosa si potrebbe fare per ampliare il numero dei praticanti di questa disciplina?

Ho già risposto in altra sede a questa domanda, grazie agli investimenti passati della FISE (soprattutto nel corso del mandato Croce) un gruppo di giovani è arrivato a competere fino ai Grand Prix, ma l’handicap italiano si chiama “cavalli”, e sponsor. Quando penso a Valentina che compete, ad esempio, contro Gal e Minderhoud, sponsorizzati nell’ordine di diversi (tanti!!!!) milioni di euro dal Sig. Glock ed un allevamento che produce cavalli eccezionali in modo incredibile, penso ad un miracolo. In Italia nessuno spenderebbe un milione di Euro per comprare un cavallo competitivo e noi, ad esempio, abbiamo come unica strada quella di mettere in lavoro cavalli con tutti i se ed i ma del caso (Salute, temperamento, andature, etc.)

– Una domanda da tecnico. Quanto margine di miglioramento ha ancora Valentina?

Valentina ha enormi margini di miglioramento poi sarebbe bello, un giorno, poterla veder montare un Valegro o un Desperados. Questo è uno sport come la Formula 1. Occorrono macchina e pilota !!

– Fammi tre nomi di coloro che, oggi, a livello mondiale, sono secondo te al vertice della disciplina, indipendentemente dai risultati.

Hubertus Schmidt, Isabell Werth e Steffen Peters.

– L’allevamento Italiano potrebbe supportare il movimento con soggetti costituzionalmente atti ad intraprendere questa disciplina?

In Italia abbiamo qualche allevatore che ci sta provando seriamente, come Boglioni per il Castegno e Riccardo Volpi per Fonte Abeti. Speriamo che altri seguano questa buona strada intrapresa.

– Cosa farà Enzo Truppa nei prossimi dieci anni?

Il commercialista, il papà, il tecnico ed il giudice di dressage.

– Un messaggio da rivolgere a tutti i giovani che volessero avvicinarsi al nostro sport.

Il cavallo non è un mezzo, è un amico. Trattatelo sempre da amico e vi ripagherà ampiamente.

Grazie Enzo, per aver trovato il tempo, tra i tuoi mille impegni, di parlare un po’ con noi. In bocca al lupo per tutto e magari, perché no, un giorno potremmo anche rivederti in rettangolo, a cavallo.

Fabrizio Bonciolini con Enzo Truppa
Milano, Settembre 2015

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