Federico Jacobone – Ad Aywaille, in una delle università dell’equitazione.

Continuiamo il nostro viaggio in mezzo ai giovani. Questa volta parliamo con un ragazzo che, ad un certo punto della vita, decide di lasciare l’Italia e trasferirsi, armi e bagagli, presso la scuderia di Francois Mathy Junior ad Aywaille, in Belgio. Parliamo con Federico e facciamoci raccontare la sua esperienza.

– Federico prima di tutto raccontaci come ti sei avvicinato ai cavalli.

In realtà sono sempre stato in qualche modo in mezzo ai cavalli. Sia mio papà che mia mamma montavano , mia zia anche e quindi mi sono trovato sin da piccolissimo in mezzo a selle , truciolo, scuderie e gare. Non so bene perchè ma ho da sempre avuto una grande attrazione per i cavalli , sino al giorno in cui è arrivata in scuderia la mia prima pony “Neve”. Una bellissima grigietta alta forse 120 cm. che mi faceva cadere praticamente sempre, ma non importa. Avevo 5 anni e con Lei ho iniziato le prime croci e percorsini. Aveva una coda e criniera lunghissime e – poveretta – passavo le ore a pettinarla!

– I tuoi inizi agonistici, i tuoi istruttori, i tuoi risultati di rilievo….insomma, la tua carriera fino al momento del trasferimento.

Dopo Neve è arrivato Martin , il primo vero pony da salto, era un vero “peperino” !! Con lui ho fatto i miei primi regionali e sono arrivato sino alle 100! Poi il vero salto in avanti l’ho fatto assieme a Igwane de Beva , una pony che mi resterà sempre nel cuore. A Lei devo molto davvero. Ho iniziato a fare le 110 e subito le 115 , mi ha portato a fare le prime gare piu’ importanti vincendo anche dei CSI e i circuiti Pony Lombardia. Sono entrato nel Gold Team e selezionato per Verona : quello è stato uno dei momenti piu’ tristi della mia vita sportiva perchè Igwane si è fatta male nella prima prova e ovviamente abbiamo deciso e dovuto fermarci. Ero disperato. Verona era un sogno , avevamo fatto tantissimo lavoro per arrivarci assieme alla istruttrice che mi seguiva in quel periodo Francesca Salamina. Anche a Lei devo molto , mi ha dato delle “raddrizzate” forti soprattutto sul mio carattere ( e chi conosce Francesca sa quello che voglio dire ) e oggi me ne rendo conto e devo solo dire grazie! E’ arrivato il momento di INKA , la pony “pazza” con la quale sono arrivato a coronare il mio sogno: rappresentare l’Italia nelle massime gare Pony . Con Lei ci sono voluti due anni di lavoro davvero duro , nei primi mesi non riuscivo nemmeno a montarla , figuriamoci fare 3 salti di seguito. Nel frattempo mi ero spostato di maneggio andando da Bressanelli : Marco Serano , Denis e Marino Bressanelli mi hanno dato tutto quanto potevano per farmi andare avanti. Marino e Denis mi hanno fatto montare anche Pony e Cavalli loro a casa consentendomi di fare tanta esperienza e tante ore di sella. Marino poi mi ha sempre spronato e …….. fatto divertire davvero! Piano piano io e Inka abbiamo iniziato a capirci , Lei si fidava di me e io mi fidavo ciecamente di Lei. Un anno di 110/115 , poi abbiamo iniziato a alzare il tiro e sono arrivate le 125 e le 130 , il podio ai Lombardi , poi Piazza di Siena e via via sino alle convocazioni in squadra e poi – finalmente – gli Europei Pony di Millestreet. Un’ esperienza incredibile che mi portero’ sempre dentro.

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Fedrico e Martin – Campionati Regionali Lombardi 2007

– Ad un certo punto decidi di lasciare famiglia e amici per affrontare questa esperienza. Il Belgio, da un cavaliere abitudinario del “giro che conta” – Francois Mathy junior – Cosa ti ha spinto a partire e, soprattutto, cosa speri di ricavare da questo tuo viaggio.

Dopo gli Europei è finita la mia carriera Pony , sia per età che per ….. altezza , e ci siamo trovati a iniziare da zero con i Cavalli. Un amico di papà mi ha affidato Schumy , un sauretto caldo tutto cuore, con il quale ho fatto delle 130 e 135. Ma guardando al futuro ho deciso , con il supporto della mia famiglia , di andare in una scuderia importante per imparare e farmi tutta l’esperienza possibile. Non è stata una decisione facile per nessuno , soprattutto per i miei genitori. Francois Mathy Jr. e Chiara – la Sua responsabile di scuderia – mi hanno visto montare hanno creduto in me , e oggi eccomi qua ! Sono certo che questi 10 mesi possano darmi tanta esperienza e permettermi di vedere l’equitazione sportiva da un altro punto di vista , formarmi meglio e , tornando in Italia , di essere pronto per farmi affidare qualche cavallo , magari anche giovane , per poter andare avanti nel percorso sportivo che voglio fare.

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Federico e Inka – Campionati Europei Pony a Millestreet, nel 2014

– Una tua giornata tipo in scuderia.

Sveglia prestissimo ( io sarei un dormiglione potendo ) colazione veloce e subito in scuderia : si parte dando da mangiare , poi ci sono i box da fare , la pulizia dei cavalli , poi si monta , si lavano e puliscono i finimenti , di nuovo i box , di nuovo mangiare , di nuovo i cavalli …… senza fermarsi mai. Ci sono anche da lavare coperte , copertine , poi montare di nuovo e poi pulire di nuovo. Poi c’è da sistemare il campo , la sabbia sui bordi , mettere esercizi , ripassare i box ….. insomma non ci si ferma mai! A metà settimana si inizia anche a preparare il camion per il concorso , a volte si portano i cavalli a fare dei training. Senza accorgersene, se non per la stanchezza , arrivano le 17.00/17.30 . Finalmente a casa , doccia , mi cucino qualcosa , un po’ di televisione , un oretta di telefono con i miei e mio fratello su Skype e a letto alle 20.30! Una volta alla settimana sono di riposo e……………. dormo alla grande !!

– A livello di organizzazione e di mentalità, che differenze hai riscontrato con l’Italia?

Non so se le differenze che ho trovato siano rispetto all’Italia o rispetto alla tipologia di Scuderia. Da Francois è una scuderia dove si fa sport ad alto livello, tutto è gestito e pianificato per questo sin dai piu’ piccoli particolari: dalla pulizia finimenti sino al programma di allenamento settimanale e mensile ,di lavoro atletico sui cavalli e alla pianificazione dei concorsi. Quello che mi ha piu’ sorpreso all’inizio è l’importanza enorme che viene data al lavoro in piano . Sin dalla prima settimana mi hanno impostato una giornata di lavoro con un importante Tecnico di Dressage dedicato , che mi segue con tutti i cavalli e con il quale oltre al lavoro immediato si imposta il lavoro della settimana per ogni soggetto. La settimana dopo si verifica e si va in avanti con le eventuali correzioni o cambiamenti necessari. Il saltare è solo una conseguenza di quello che si fa in piano. All’inizio mi sembrava addirittura troppo , oggi addirittura quasi troppo poco. Quando tornero’ certamente manterro’ questa routine perché è realmente basilare per ottenere risultati.

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Federico al lavoro. Ad Aywaille

– Dove ti piacerebbe arrivare? Chi sogna di diventare Federico?

Faccio fatica a rispondere dove voglio arrivare ! So che voglio e posso essere davvero un buon Cavaliere. So che il lavoro e il sacrificio ti possono portare in alto , poi dipenderà molto da tanti fattori esterni e ………da un pizzico di fortuna . Se inciampero’ in chi crederà in me sarà tutto piu’ agevole , se no partiro’ da cavalli giovani e cerchero’ di costruire la mia fortuna! In qualche modo ci arrivero’ , presto o tardi ma ci arrivero’, questo è sicuro.

– Escludendo Francois Junior (che tanto non ci legge), chi è il tuo cavaliere (o amazzone) preferito?

Difficile rispondere , ho molti modelli che mi piacciono e da ognuno vorrei poter “rubare” qualcosa. Se riusciro’ a fare questo potro’ diventare davvero forte! Poi ,stando qua, ho la fortuna di veder montare “dal vivo” molti veri Campioni , sia in gara che a casa . E’ davvero molto diverso che vederli in televisione , vedi e capisci i particolari , ti rendi conto che i risultati sono l’assieme di moltissimi piccoli dettagli gestiti al top.

– Si mangia bene ad Aywaille o ti sogni gli spaghetti di notte?

Gli spaghetti me li cucino da solo! All’inizi solo con sughi in scatola , adesso ogni tanto ci provo a farli io ! Qua funziona che mi faccio la spesa , cucino , lavo ecc. ecc. Tutte cose che ho dovuto imparare da quando sono arrivato qua. Ma la cucina di mamma e della nonna me la sogno almeno 5 volte la settimana!

– Tecnicamente, ritieni di essere migliorato? Quali sono gli aspetti che vengono maggiormente curati nel tuo lavoro quotidiano?

Penso di essere migliorato , non sta a me dire quanto. Certamente poter montare tutti i giorni tanti cavalli davvero “buoni” ed essere seguito da chi sa davvero tanto ti fa acquisire esperienza e migliorare il feeling. Alcune cose oggi mi sembrano arrivare “con piu’ semplicità” rispetto a prima . Questo credo che sia ad oggi il mio maggior cambiamento. Quando i miei vecchi istruttori mi rivedranno in sella mi diranno……… !!

– Pensi di tornare in Italia o questo è un biglietto di sola andata?

Penso di tornare ma non ne sono ancora sicuro. Certamente seguiro’ la mia passione e le opportunità che mano a mano si presentano per andare sempre piu’ avanti. In questo sport se non hai tutte le disponibilità credo si possa fare solo cosi’ e sono consapevole che dovro’ fare cosi’!

– Quella di andare all’estero, è una esperienza che consiglieresti ai tuoi amici equestri?

La verità è che è dura. Certo che la consiglio , se hai passione e vuoi essere di piu’ che un amatore questa esperienza è sicuramente un tassello di cui non puoi fare a meno , ma è dura! A parte la famiglia ,mio fratello che mi manca davvero tanto , gli amici e le abitudini che lasci quando parti , devi imparare a dover contare su te stesso e basta , e a 17 anni non sempre è facile. Ogni tanto ……….

– Chi è, ad ora, il cavallo che non dimenticherai mai, nemmeno tu dovessi diventare campione del mondo.

Tutti quelli che sino a ora ho montato sono stati importanti , ognuno per motivi diversi. Igwane avrà sempre un posto particolare nel mio cuore ma INKA credo resterà sempre la NUMERO UNO per me, e non solo perchè mi ha portato agli Europei ma per il percorso fatto assieme, percorso nel quale non eravamo in molti a credere !

– Pensi che questa possa essere la tua vita futura? Quella del cavaliere professionista intendo…….

Sto facendo il possibile perchè lo sia , di sicuro è una strada davvero in salita, ma non mi spaventa e non mollo. Per ora guardo piu’ a breve termine : devo ancora imparare molto.

– Dimmi una cosa; chi e che cosa è per te un cavallo…………

Una parte fondamentale di me , faccio fatica, anzi mi è impossibile immaginare Federico senza cavalli e equitazione!

– Ultima domanda. Vai con un tuo pensiero rivolto a chi vuoi, ancorchè fosse un desiderio, un sogno o una speranza.

Una speranza : trovare allevatori e proprietari che possano puntare su di me anche se sono ancora davvero giovane. Sono sicuro che questa sarebbe la chiave di svolta, e sono sicuro non rimarrebbero delusi! Mi basta avere un’occasione!

Grazie Federico. Quella che stai affrontando non è solo una esperienza tecnica, ma anche di vita. Non tutti sono in grado di reggere la lontananza dai propri affetti e dalle proprie consolidate abitudini. Ma è un’esperienza che tempra, che forma, che fortifica. Dacci dentro, ti aspettiamo più forte che mai. In bocca al lupo per tutto e a presto.

Fabrizio Bonciolini e Susanna Fusco

con Federico Jacobone

Marzo 2016

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