FERDINANDO ACERBI – La mia Paralimpica. Mondiale positivo. Movimento in crescita.

Alcune interessanti riflessioni del Selezionatore della Nazionale Paralimpica sul mondiale e non solo.

  • Ferdinando, prima di scendere nei particolari, una valutazione generale sul mondiale di Tryon

E’ stato un mondiale “vero”. Sedici Nazioni presenti, composte dai migliori Cavalieri in circolazione. Abbiamo sostanzialmente confermato la nostra posizione e cioè eravamo e restiamo  la quinta squadra in Europa. Per quanto riguarda la location, parlo per noi ovviamente,  devo dire che tutto ciò che era inerente ai cavalli è stato perfetto il resto non troppo. La cosa che poi spiace maggiormente è stata la poca affluenza di pubblico.

  • Ecco…la Squadra, com’è andata secondo te?

Credo che i ragazzi abbiamo fatto, bene, ciò che era nelle loro possibilità. Sara ha dimostrato di essere la numero uno al mondo e i suoi due ori sono indiscutibili. Oltretutto la sua reazione è stata da campionessa vera. Dopo le Olimpiadi di Rio, anzi, le sue “non olimpiadi” di Rio e un Campionato Europeo sottotono rispetto ai risultati che ci si aspettava, ha tirato fuori gli artigli ed ha inanellato delle prestazioni fantastiche. Ha scritto la storia dell’equitazione ! Federico è incredibile. Porta in squadra serenità ed allegria. Siamo arrivati al punto in cui i suoi risultati sono “cristallizzati” su determinate percentuali e, da questo punto di vista è una sicurezza. Ora ha una cavalla nuova che, speriamo, riesca a portargli quei risultati che merita. Maurilio era al debutto assoluto in una competizione così importante. Ha giocato molto l’emozione, come è normale ed umano che sia. Chiude il suo Mondiale con un quinto posto e, credo, che quando saranno perfezionate alcune dinamiche possa davvero puntare in alto. Francesca ha avuto una stagione travagliata, continuata, purtroppo, a Tryon. Il primo giorno ha montato con freddezza e la consueta capacità. Poi è successo quello che è successo. Sottolineo nuovamente che mi ha lasciato perplesso non l’esclusione in se stessa, ma la modalità in cui è stata fatta. Nonostante questo, Francesca è sempre stata un supporto per tutti, indice di una acquisita maturità non solo tecnica. E’ un elemento prezioso su cui poter contare. Ripeto,  eravamo e siamo la quinta squadra in Europa. Bisogna lavorare per guadagnare posizioni.

  • Senti, come si fa per allargare la base degli Atleti “papabili” per le gare di alto livello?

Si sta allargando. A parte Maurilio, che è una new entry, tieni conto che abbiamo lasciato a casa Silvia Ciarrocchi per non inficiare il suo processo di crescita. Mi spiego : Il quarto e il quinto grado sono altamente professionali. A Tryon partivano in nove e, l’ultimo classificato, ha chiuso con una percentuale del 71%. Non potevo permettermi di portare Silvia che, in questo momento, non strappa quel punteggio, l’avrei “bruciata”. Ma si lavora per arrivarci. Poi abbiamo Alessio Corradini, rimasto fermo per problemi della sua cavalla. Abbiamo altri ragazzi che stanno crescendo come, ad esempio, Federica Sileoni ed altri ragazzi che si stanno mettendo in luce nei gradi nferiori. Bisogna lavorare molto sul territorio.

  • Mi ricollego a questa tua ultima riflessione per aprire e chiudere una parentesi. Sei stato criticato, su un noto blog, per aver accettato la candidatura in una delle liste che si presentano per il rinnovo delle cariche del Comitato Regionale Lombardo. Nell’articolo ti si invita a “non pensare alle elezioni, ma pensare a far andar bene la Nazionale Paralimpica dopo la disastrosa esperienza di Tryon”.

Ho accettato solo perchè qualcuno mi ha proposto qualcosa di simile ed inerente a ciò che sto facendo in FISE centrale. Finalmente qualcuno che decide di avere un riferimento Paralimpico anche sul territorio! La Lombardia è la Regione che ha più tesserati rispetto al totale Nazionale e, quindi, facendo le debite proporzioni con il “popolo” dei normodotati, un bacino d’utenza importante anche per il Paralimpico. Speriamo che anche altri comitati Regionali comincino a “vederla” in questo modo. Per me è un progresso. Te l’ho detto prima, lavorare sul territorio è il modo per far crescere la “base” dei nostri Atleti.

  • Continuiamo con le critiche. Si parla di “Squadra spaccata e non coesa”…..

Opinioni personali ! Io credo invece che la Squadra sia stata più Squadra che negli anni precedenti. Io sono un gestore di Team, cerco di far convivere tante “anime” sotto un unico tetto. Ho un buon rapporto con tutti, poi, è ovvio, c’è chi sento meno e chi di più, ma il contatto con i componenti della squadra e le loro organizzazioni è pressochè quotidiano. Il selezionatore deve mettere tutti a proprio agio, in modo da potersi esprimere al meglio, perchè l’espressione del talento è frutto di tanti elementi di contesto. Non posso obbligare tutti a mangiare sempre insieme alla sera o essere appiccicati ventiquattro ore su ventiquattro. La convivenza deve essere funzionale al risultato che si va a cercare di conseguire. Abbiamo comunque vinto due ori a livello individuale e portato a casa una buona prestazione complessiva di tutti i nostri ragazzi. Poi, è ovvio, le opinioni sono di chi le esprime e non tutti la vedono allo stesso modo.

  • Come ti rapporti con i Team dei tuoi Atleti?

Non esiste un comportamento codificato. Ogni situazione ha bisogno di più o meno presenza. Ci sono team che hanno la “copertura” a 360 gradi per ogni situazione, altri che hanno più bisogno di un intervento istituzionale di supporto, altri che sono comunque “collaborativi” 365 giorni all’anno. Il mio compito è quello di intervenire la dove, eventualmente, si dovessero intravedere delle criticità, di organizzare l’attività sportiva legata al conseguimento degli obiettivi e mettere questi ragazzi nella miglior condizione possibile per fare in modo che continuino nel loro percorso sportivo, conseguendo quelle soddisfazioni che meritano e che merita la nostra bandiera.

Grazie del tuo tempo Ferdinando e in bocca al lupo per i prossimi impegni, a te e ai tuoi ragazzi.

Fabrizio Bonciolini e Susanna Fusco

08 ottobre 2018

Foto: Ferdinando “Ferdi” Acerbi – ©equideando

 

 

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