Francesco Girardi -Un cavaliere…..completo.

Incontriamo oggi uno dei maggiori esponenti del concorso completo, ma non solo. E’ stato un cavaliere poliedrico riuscendo, oltre al completo, anche a partecipare a due edizioni dei campionati assoluti di salto ostacoli e a vincere una potenza nell’internazionale di Palermo, passando un muro di 2 metri e 25. Due partecipazioni ai giochi olimpici consecutive e la ricoperta carica di tecnico federale seniores sono a dimostrare l’assoluto valore di questo nostro grande cavaliere. Facciamo due chiacchiere con Francesco Girardi.

– Francesco come prima cosa una panoramica sui tuoi inizi. Il tuo avvicinamento a questo mondo, i tuoi maestri e perché scegli proprio il completo come specialità.

L’incontro con questo sport avviene grazie alla grande passione per i cavalli di mio padre Michele.
Avevamo una casa in campagna con un piccolo allevamento di Cavalli purosangue, da li’ i primi passi seguito da un amico di famiglia Goffredo con cavalli esperti a fine carriera con
i quali ci divertivamo a lavorare nei dislivelli delle colline e a saltare qualsiasi ostacolo in un piccolo campo ostacoli arrangiato nella tenuta per poi partecipare a concorsi di provincia. La vera svolta ci fu quando decidemmo di andare al Pony club Roma sotto la direzione sportiva del grande Adriano Capuzzo. Con lui fu una grande lezione di vita e di sport nell’insegnamento quotidiano del rispetto del cavallo e nell’apprendimento della tecnica equestre. La nostra fu una preparazione multidisciplinare che culmino’ con la partecipazione ai campionati assoluti juniores nelle due discipline del salto ostacoli e concorso completo.

– Quando decidi che il professionismo sarebbe stata la tua vita? Cos’è che fa scattare la “molla”?

Frequentavo l’ ultimo anno di liceo quando la federazione sotto la guida tecnica del marchese Mangilli mi chiamò, grazie ai miei risultati sportivi ,al centro equestre federale (dove inizialmente andavo il pomeriggio dopo scuola) e, da li’ a pochi mesi sarei diventato cavaliere federale e godetti degli insegnamenti di un grande maestro negli ultimi anni della sua vita e dell’opportunità di montare cavalli di proprietà della Fise con i primi importanti risultati e la qualifica di P O (probabile olimpico). Fui contattato da un ufficiale dell’aeronautica, il Colonnello Pani che desiderava formare un Gruppo sportivo con atleti dell’equitazione.Questa fu la molla e la grande opportunità che mi fece decidere: abbandonai gli studi di giurisprudenza per dedicarmi anima e corpo al nostro sport. Oggi sono il responsabile nel gruppo sportivo dell‘aeronautica nella sezione concorso completo.

– Un ricordo dei tuo cavalli più significativi…..a chi di loro resterai indissolubilmente legato?

Difficile dirlo perché ognuno ha lasciato un segno ed un insegnamento. Ma diciamo quattro su tutti: Coffea Arabica una purosangue scartata delle corse con la quale arrivai da juniores fino ai campionati europei. Moreado e Stormy Weather i due cavalli delle olimpiadi e poi Uragano del Giglio il cavallo che nel salto ostacoli mi ha fatto gareggiare ad alti livelli.

Due olimpiadi consecutive ed una mancata per poco. Seoul 1988 e Barcellona 1992 ed Atlanta 1996. Quale di queste edizioni ti ha dato più emozioni?

Ho mancato per un soffio Atlanta, nel 1996. Un infortunio nell’ultima fase di preparazione del mio cavallo mi ha tolto questa ulteriore esperienza. L’olimpiade che mi e’ rimasta dentro è sicuramente la prima, Seoul.
Ero molto giovane ; vivemmo un lungo periodo in Inghilterra per la preparazione e un mese intero in Corea per il periodo di quarantena. Un
esperienza dura e formativa ma coronata anche da tanti bei ricordi.

– Non solo Olimpiadi. Facci una fotografia dei tuoi risultati più importanti.

Nei risultati più importanti un posto particolare hanno le vittorie ai Campionati assoluti Concorso completo ( 3 young rider e 2 senior) ma una che mi riempe d’ orgoglio e’ la vittoria nell’internazionale di Palermo della gara di Potenza con il muro all’altezza di 2 metri e 25. I ricordi di quella giornata sono ancora vivi dentro me.
Eppoi ci sono tutti i grandi risultati dei ragazzi della nostra scuderia grazie al lavoro minuzioso del nostro gruppo.
Un team formato in primis da mia moglie Lalla e mio cognato Deodato che da anni lavora in sinergia con l’aiuto anche di altri bravi professionisti .

francesco

Francesco in azione

– Completo in Italia oggi. Una tua opinione, sia a livello seniores che giovanile.

Il completo oggi vive un periodo difficile con un evidente calo di partecipazioni a livello nazionale.
Resistono alcune Scuole di Eccellenza portate avanti dalla grande tradizione e dall’esperienza dei propri tecnici ma si allontanano tanti centri spaventati da costi sempre maggiori e dalla difficolt
à della preparazione tecnica nelle tre discipline. La chiusura del CEF ha poi segnato un altro duro colpo che il nostro comparto non e’ riuscito né a prevedere né ad evitare.

– Cosa fare per migliorare il comparto?

Il Completo oggi e’ nelle mani di realtà private che investono fortunatamente ancora tanto e cercano di darsi al loro interno una struttura tecnica autosufficiente e degli obiettivi a lungo termine
cosa che la federazione non riesce a f
are negli ultimi anni dati i continui cambiamenti gestionali che non permettono una politica sportiva duratura ed affidabile, chiunque sia l’interlocutore. Consapevole di questo limite la federazione, a mio avviso, dovrebbe essere una piattaforma di servizi a disposizione degli atleti favorendo e supportando la loro attività sportiva privata e migliorandola dove vi e’ la necessita’. C‘è bisogno di una semplificazione di tutti i regolamenti e degli iter professionali e di dirigenti manager che migliorino gli aspetti di una federazione rimasta ferma a 40 anni fa’ con l’introduzione di progetti che cambino le prospettive future dei nostri giovani.

– Il miglior cavaliere da completo di sempre e quello attuale, secondo te.

Il miglior cavaliere di tutti i tempi ed attuale è senza dubbio Jung. La perfezione sotto tutti gli aspetti ed uno stimolo per tutti per capire che ogni giorno si deve studiare per migliorarsi.

– Qual è la prima cosa che cerchi di trasmettere ai tuoi allievi?

Quello che insegno e’ quello che hanno trasmesso a me: saper ascoltare , saper rispettare e un continuo studio sulla posizione e sullequilibrio …quasi maniacale!!!

– Se ti dico “Pratoni del Vivaro”, cosa mi racconti?

Se mi dici “Pratoni del Vivaro” mi fai salire una rabbia profonda. Pensare che i miei figli e i miei allievi e tutti i ragazzi non possano usufruire della grande opportunità che ho avuto io nel formarmi in un ambiente permeato di cultura equestre dove le tre discipline olimpiche e i loro massimi esponenti vivevano lo sport ed avevano la possibilità di interagire in un ambiente di primissimo livello. E quello che mi fa più rabbia e’ che l’ incapacità degli ultimi gestori fa apparire i Pratoni come un luogo impossibile da gestire quando invece un progetto multidisciplinare potrebbe farlo vivere senza sprechi e buchi neri. Molti tecnici e cavalieri anche olimpionici che devono tanto della loro formazione al CEF si sono disinteressati negli ultimi anni al saccheggio avvenuto nella struttura lasciando morire un impianto di primissimo livello.
Qualcun altro invece sta lottando in sordina contro chi ha deciso di far morire un patrimonio della nostra cultura equestre.

– Roma 2024. Una grande opportunità o un grosso rischio? In quest’ottica, i “Pratoni” potrebbero fare la differenza, sia come prestigio sia come funzionalità del terreno, degli impianti e del percorso?

Le olimpiadi potrebbero essere una grande opportunità per il rilancio dei Pratoni. E‘ inutile nascondere che lo scempio avvenuto negli ultimi mesi con un danno evidente a tutte le strutture necessita di un grande investimento e sicuramente i soldi di un’eventuale assegnazione olimpica costituirebbero un enorme beneficio.
Con un attento Comitato di controllo tutti avrebbero un grande ritorno da questa candidatura.
Soldi investiti che rimarrebbero in un impianto che potrebbe essere il punto di riferimento sportivo delle prossime generazioni.

– Meglio il completo di una volta o quello moderno?

il completo di una volta con le quattro fasi nella giornata di cross era uno sforzo veramente eccessivo per i cavalli quindi ritengo che il cambiamento fosse auspicabile da tutti gli atleti.

– Il completo, a torto o a ragione, è considerata la disciplina più “pericolosa” dell’equitazione. A tuo parere, cosa si potrebbe fare, a tutti i livelli, per aumentarne la sicurezza?

Sul tema della sicurezza gli aspetti su cui riflettere sono tanti . La Fei a mio parere non ha trovato in questi anni delle soluzioni reali che limitassero gli incidenti in cross. Le velocità soprattutto nei CIC sono esasperate e i binomi non sempre preparati atleticamente. Le qualifiche richieste non sono una garanzia in merito.
La tipologia e costruzione dei salti non e’ sempre ineccepibile. Secondo il mio
punto di vista il completo e’ ancora troppo nelle mani di persone attaccate alla tradizione e poco inclini ad una vera trasformazione
La Fei quindi potrebbe: A)richiedere come obbligatorio per tutti i cavalieri l’attestato del conseguimento del brevetto dei “principi di allenamento” del cavallo atleta per le gare di cross. B)La preparazione atletica dei cavalieri e cavalli con relativi test attitudinali forniti dalle federazioni di appartenenza. C) rendere obbligatori
a la costruzione di salti più sicuri possibilmente tutti costruiti con grandi piedi o con siepi nella parte superiore e sempre molto visibili mantenendo comunque inalterate le difficoltà tecniche. D) ridurre i salti e la velocità nei CIC o addirittura eliminarli mantenendo un unica tipologia di gara. Queste sono solo alcune idee che ovviamente non eliminerebbero il problema sulla sicurezza ma sarebbero una risposta che tutto il comparto richiede. Da parte di noi tecnici ci deve essere lo scrupolo e la serietà professionale che tutto ciò che ho descritto sopra avvenga nei nostri centri di allenamento e con i nostri binomi.

– Cosa stai facendo adesso e cosa vorresti fare in futuro.

la mia vita e’ concentrata sull‘insegnamento e il mio prossimo obiettivo e’ portare uno dei nostri ragazzi a partecipare ad una Olimpiade. Cerco di trasmettere quotidianamente quello che grandi maestri mi hanno insegnato e tutta la conoscenza accumulata nelle tante esperienze che ho avuto la fortuna di vivere con i cavalli.

– Volendo allargare il numero dei praticanti il nostro sport, non necessariamente a livello agonistico ma anche ludico. Quale sarebbe la prima cosa da fare? E già che ci siamo…..cosa dici ad un ragazzo che si avvicina per la prima volta ad un cavallo? Cerca di convincerlo a non lasciarlo più.

L‘ equitazione e il Completo necessitano di nuovi progetti ,di nuova linfa, di giovani che si impegnano per realizzarli.
Troppo poco si fa’ per la base non percependo che per l’ ampliamento e la nascita di nuovi campioni dobbiamo iniziare dai pi
ù piccoli. Ho realizzato un progetto insieme ad un amico, Marco Salvatori, per la promozione del Completo . Avvicinare i bambini e le loro famiglie alla natura con una giornata (Promotion eventing day) a loro dedicata con gare molto semplici in campagna ma comunque propedeutiche, tecnicamente parlando, per i livelli superiori,
con la finalità di sviluppare il completo nelle Regioni dove ormai e’ solo un ricordo con l’ abilitazione anche di centri che non hanno a disposizione grandissimi spazi. Spero che qualcuno prima o poi lo prenda in considerazione.

Per essere sincero un bambino lo convincerei con ogni mezzo ma so che non sarebbe difficile perché le emozioni e ladrenalina che avrebbero montando a cavallo sono irripetibili. Per i ragazzi più grandi sarei in difficoltà. E‘ inutile nascondere che in Italia le prospettive per un giovane cavaliere sono poche. La Federazione dovrebbe lavorare, nei prossimi anni per i giovani e per il loro futuro.

Ringraziamo Francesco per questa bella chiacchierata. Esperienza e capacità tecnica sono un patrimonio che non deve assolutamente essere dissipato, ma utilizzato per la crescita del nostro sport. Auguriamo a Francesco e a noi stessi di vedere davvero un suo allievo alle olimpiadi, magari in piedi, sul podio. E’ un sogno? Si….evidentemente, ma vuoi non sognare? Hai visto mai che poi diventi realtà…….

Fabrizio Bonciolini con Francesco Girardi

Milano – Roma

Dicembre 2015

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