Francesco Mocchi – avanti adagio….ma non troppo

Incontro Francesco Mocchi presso l’Istituto di Riabilitazione Quarenghi di San Pellegrino Terme dove, dal 15 novembre 2014, è ricoverato a seguito delle conseguenze di una brutta caduta avvenuta nel Luglio 2014.

Francesco è stato nominato Consigliere della Federazione alle ultime elezioni tenutesi a Marzo di quest’anno.

Francesco è un amico ed ho quindi la presunzione di potergli chiedere anche cose non inerenti semplicemente a questioni tecniche del suo ruolo istituzione. Questo è quanto è emerso dalla nostra chiacchierata.

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– Da Luglio 2014 la tua vita è necessariamente cambiata. Raccontaci come è cambiato il tuo approccio con i problemi quotidiani, con la gente che ti circonda e quali valori, oggi, ritieni più importanti rispetto a prima;

Beh, la mia attuale situazione è tale per cui tutto ciò che prima era “brutalmente” normale ora è complesso è laborioso: dalla cura della persona ad azioni semplici come sedersi su un divano, devo sempre adottare molte cautele e tenere presente che il mio corpo – o per lo meno la parte dalle coste in giù – c’è ed esiste, sebbene io non lo senta e non lo muova. A dire la verità da un paio di mesi a questa parte la situazione è cambiata in meglio, e sto cominciando a risentire parzialmente le gambe e muovere qualcosa…ma il percorso è ancora abbastanza lungo e soprattutto faticoso, dal punto di vista fisico e mentale.

Il mio rapporto con le persone non è cambiato di una virgola, così come i miei valori; se vogliamo trovare differenze, sono – se è possibile – diventato più concreto e più drastico nella valutazione di ciò che è importante e ciò che non lo è. Preferisco non perdere tempo con questioni che ritengo essere irrilevanti…prima forse ero più scrupoloso o ingenuo…

– Francesco, raccontaci come sono scandite le tue giornate, nell’ambito del tuo recupero fisico, della tua Professione e dell’incarico di Consigliere della Federazione;

Sveglia alle 7:30; alle 8:45 piscina con la fisioterapista, Roberta, fino alle 10:30 circa; dopo di che, fino a mezzodì stretching a lettino.

Pausa pranzo a casa: mi cucino sempre qualcosa di leggero, perché il pomeriggio è sempre tosto!

Alle 14:00 rientro in palestra e faccio un’altra oretta di stretching prima di fare fisioterapia con Gilda, che è colei che da 9 mesi a questa parte mi sta seguendo fuori dall’acqua; alle 16:00 terapia del dolore; dalle 16:30 alle 18:00 circa esercizi vari, andando a lavorare sulle parti del corpo che hanno bisogno, a seconda dei periodi, di essere stimolate.

Dopo di che torno a casa e…a volte (poche) svengo, a volte (quasi sempre) mi dedico alla FISE.

La professione l’ho tralasciata in questo periodo; non ringrazierò mai abbastanza mio padre e la mia famiglia che mi permettono di non lavorare in questo periodo così difficile, per poter rimanere concentrato sul mio recupero.

Come hai trovato la situazione della Federazione al momento del Vostro insediamento e cosa è cambiato ad oggi;

Una FISE abbandonata a se stessa…questa è la fotografia che mi si è parata davanti agli occhi appena ci siamo insediati. Forse è una immagine un po’ dura, ma, dal mio punto di vista è quella che più si adatta alla nostra federazione. Non posso entrare nel dettaglio, per ovvie ragioni; e soprattutto non sono in grado di addossare responsabilità specifiche, ma c’erano – e su alcuni aspetti stiamo ancora lavorando – molte falle organizzative e molti aspetti non curati e lasciati andare alla deriva.

Ciò che è cambiato e tutt’ora è in evoluzione non è visibile dall’esterno al momento. Stiamo operando, grazie anche all’impegno sovrumano del Presidente e alla operatività del Segretario Generale, una razionalizzazione organizzativa molto ben strutturata: stiamo mettendo ordine, in pratica, senza trascurare quella che è l’attività ordinaria della Federazione, e nel contempo organizzandoci per il futuro più immediato.

– Quali ritieni possono essere le misure, fattibili nel breve/medio periodo per dare un volto nuovo alla Federazione e per cercare di “rimpolpare” le fila dei tesserati che hanno visto un notevole calo negli ultimi anni.

Due aspetti su tutti: la trasparenza e la comunicazione.

Stiamo subendo molti attacchi da quando ci siamo insediati su queste due tematiche, e sono il primo a riconoscerne l’importanza. Mi fa sorridere che, passati decenni “avvolti nel mistero”, ora si pretenda tutto d’un colpo. Per quanto concerne la trasparenza, stiamo lavorando per gradi, e penso che i segnali siano già visibili. La comunicazione è un aspetto di per se delicato, per una ragione molto semplice: la FISE ha molti dipendenti e collaboratori, che in questo momento stanno lavorando a pieno ritmo; per impostare la comunicazione in maniera capillare e sistematica, abbiamo bisogno di risorse umane aggiuntive…a giorni avremo il quadro che emergerà dal primo consuntivo della nostra gestione. A quel punto sapremo come muoverci…

E comunque, ultimamente, abbiamo un sacco di “addetti stampa” che lavorano gratis per noi…la qualità non è eccelsa, perché spesso pubblicano bufale o parziali verità rubacchiate qua e la, ma ci dobbiamo accontentare di ciò che passa in convento.

Per quanto concerne i tesserati, il discorso è molto articolato: avvicinare o riconquistare tesserati, in periodo di crisi come quello degli ultimi anni non è molto semplice. Con il Consiglio e il Presidente stiamo varando un piano di riduzione delle tasse – vincolato comunque dai numeri del bilancio – che potrà dare una boccata d’aria ai nostri tesserati attuali, ma non necessariamente avvicinerà dei nuovi.

È necessario, secondo me, implementare la dimensione ludica, riavvicinare le famiglie, e coinvolgere i più piccoli in questo fantastico sport…il Presidente ha degli assi nella manica…dopotutto ha inventato lui il Pony Club Fiorello.…

Quali sono i tempi ragionevoli affinché tu possa fare il Consigliere non “telematico” ma operativo sul territorio e quali iniziative pensi di intraprendere appena finito il tuo percorso di riabilitazione stanziale.

Auspico di poter essere operativo fisicamente con il Consiglio a partire dal 2016, e sul territorio da Primavera in poi. È fondamentale per me potermi muovere liberamente, e al momento non lo posso ancora fare!

– Raccontaci, se vuoi, come è avvenuta la tua elezione, visto che ti eri presentato con la lista di Cicco Galeazzi…e soprattutto: i famigerati pizzini!

Premetto che essere Consigliere per me non è mai stata una questione di vita o di morte (mentre per altri…..). Apprezzo che finalmente qualcuno mi chieda il come, piuttosto che ricoprirmi di insulti o darmi del traditore.

Vittorio Orlandi chiese all’amico Alessandro Galeazzi se, nel caso in cui fosse stato eletto, io avessi potuto essere votato nella sua lista di Consiglieri, vista la sopraggiunta impossibilità ad essere eletto di Marcello Carraro. Questo accadeva pochi giorni prima delle elezioni. Cicco diede la sua approvazione ed io avallai la richiesta, dopo essermi confrontato con Cicco stesso.

Per quanto riguarda i “famigerati” pizzini, io purtroppo non posso dire alcunché, anche perché la cosa ha stupito molto anche me. Secondo me chi li ha distribuiti lo ha fatto troppo frettolosamente, dandoli in giro prima dell’elezione del Presidente. Se fossero stati consegnati dopo, non ci sarebbe stato tutto questo clamore…peraltro ingiustificato (anche se gli insulti rimangono, sia a me che all’amico Cicco).

– Cosa farà Francesco Mocchi da grande;

Ho 40 anni…da grande sarò in ospizio…ahahahah…scherzi a parte! Preferisco ragionare nel breve termine. Voglio fare del mio meglio in ambito federale, all’interno del quale sto portando avanti alcuni progetti, il primo dei quali vedrà la luce entro fine mese. E voglio contribuire alla ristrutturazione dea Federazione, obiettivo che vedo raggiungibile nell’arco di meno tempo di quanto si possa pensare. Una cosa tengo molto a dire: il fatto che io provenga da un team differente da quello di Orlandi, non significa che io per principio debba praticare ostruzionismo, come molto si aspettano e – anzi – desidererebbero. Intendo appoggiare il Presidente nelle scelte che ritengo siano positive, ed eventualmente confrontarmi su quelle che non mi vedono d’accordo. Ma confronto non significa ostruzionismo!

– I Social……qual’è il tuo rapporto con questo strumento di comunicazione immediata e planetaria;

Mi tengono compagnia! Leggo spesso Stufi della FISE (anche perché Statuto, Atto Costitutivo, e documenti vari li ho redatto io per gli amici Giunti, Palma e Tassoni in tempi non sospetti); Equideando, Eques e La mia nuova FISE di Manti…leggo per non essere disinformato su quanto accade sui Social, perché sono un aspetto da cui non si può e non si deve prescindere al giorno d’oggi.

Alcuni dei sopracitati li leggo anche perché a volte sono protagonista dei post, e mi piace molto Oscar Wilde.

La valenza che do, da un punto di vista formale, a ciò che leggo – lasciando perdere insulti, prese in giro simpatiche o meno, e via dicendo – è bassa. Non per snobismo, ma perché effettivamente, di altro non parliamo se non di campagne elettorali prese alla lontana. Si contesta a prescindere; e come nel caso di SDF, il cui soggetto giuridico, FIASE, conta un numero di associati nell’ordine dello zero virgola per cento dei tesserati FISE; non reputo abbia un potere di rappresentanza tale da sedersi a qualsivoglia tavolo. L’unico valore aggiunto è la presenza e partecipazione ai dibattiti sulla pagina FB di Marco di Paola.

L’Italia si è ufficialmente candidata per organizzare le olimpiadi del 2024. Cosa ne pensi? Ne caso in cui riuscissimo ad aggiudicarcele, secondo te, i Pratoni del Vivaro, potrebbero essere un valore aggiunto per le competizioni equestri?

Organizzare delle Olimpiadi rappresenta a livello di nazione uno sforzo organizzativo enorme, oltre che economico. D’altro canto genera un indotto di proporzioni notevoli.

Si spera che, nel caso in cui Roma vincesse (cosa su cui al momento personalmente non nutro grandissime speranze), non si facesse la fine di EXPO.

I Pratoni non sono solo una risorsa importantissima in vista delle Olimpiade, ma lo sono in assoluto. È per questo che stiamo lavorando alacremente sul recupero delle strutture sportive degli stessi.

Bene, è ora di lasciare Francesco al suo lavoro quotidiano che speriamo lo riporti presto a poter condurre, finalmente, una vita di “normale stress”.

Forza Francesco, grazie per il tuo tempo ed avanti con la riabilitazione…….avanti adagio……..ma non troppo!!

Fabrizio Bonciolini con Francesco Mocchi

San Pellegrino Terme – Settembre 2015.

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