Gaston D – La replica del proprietario, Walter Daldoss

Trento, 13 agosto 2020

“Dei veri e dei falsi pentimenti”
questo potrebbe essere, (è) il titolo della risposta ad Elia Matteo Simonetti.
1. Il Simonetti non mi ha MAI, in nessun altra sede, comunicato il suo dispiacere per
l’accaduto, anzi l’ha coperto sino all’ultimo con una spudoratezza degna di un attore di
talento, arrivando a inventarsi, con la complicità del veterinario Marcello d’Onofrio (se
possibile, più spudorato del Simonetti) la balla della colica e della caduta in una
pozzanghera lì fuori dal box del povero cavallo per giustificare la foto che, ormai, tutti
hanno visto.
2. Ha taciuto “per il timore” dice …(eppure, già che c’era, tanto era il timore che ha
raccontato balle su balle inventandosi coliche inesistenti, ecc, ecc…). Quindi non ha
solo taciuto l’infortunio (che basterebbe e ne avanzerebbe); quando ha capito che il
cavallo stava davvero per morire e che, quindi, il fatto non poteva più essere tenuto
nascosto, ci ha pure ricamato sopra, inventando di sana pianta una patologia ad hoc (la
colica) che il dottor Marcello D’Onofrio gli ha suggerito di usare come giustificazione per
le condizioni, ormai disperate, di Gaston …

3. “ I miei errori , per la vicenda Gaston, si fermano qui” dice; il Simonetti, quindi, si auto-
assolve: lasci decidere e giudicare agli altri, piuttosto, dove si fermano i suoi errori. E

comunque, con questa sua affermazione, lascia intendere che vi siano, come in effetti è,
un bel po’ di altre responsabilità e questioni ancora aperte nella brutta vicenda, tutte
oggetto di ulteriori denunce, da parte mia, sia nei suoi confronti che nei confronti di altri.
4. Non è vero che egli “non ha impedito ad un altro veterinario di soccorrere prontamente il
cavallo”. Invece l’ha fatto, eccome! Lo testimoniano, davanti ai Carabinieri, sia la
proprietaria del maneggio, Laura Bertoni, sia la stessa veterinaria Ludovica Leoni, in
procinto di arrivare (si trovava a pochi km dal luogo dell’incidente) e rimandata a casa
proprio su preciso ordine del Simonetti. Quest’ultimo, invece, ha deciso di far aspettare
l’intervento di un “miglior veterinario”, bravissimo, diligentissimo e sincerissimo pure lui,
tale Marcello D’Onofrio (NB: allora i veterinari intervenuti sul posto non sono più tre,
come affermava ieri, bensì uno soltanto!) il quale è arrivato, come emerso dai tabulati
telefonici, ben 3 (TRE) ore dopo il ritrovamento dell’animale esanime …Tutto questo
nella ”massima diligenza!!” Perché, si sa, quando succede un incidente gravissimo (ad
esempio in un campo gara) non si fa intervenire prontamente il medico di servizio
presente in loco, no! Lo si manda a casa in attesa che arrivi il medico di fiducia
dell’infortunato, anche se ci mette 3 (TRE) ore ad arrivare e prestare il primo soccorso!
Dopo questa lezione di medicina d’urgenza, immagino che le ambulanze, sempre
preventivamente presenti bordo campo, saranno definitivamente soppresse riducendo
così i costi dei Comitati Organizzatori … Saranno pure soppressi i Pronto Soccorso negli
ospedali e i reparti di traumatologia, tutte strutture inutili dal momento che si preferirà il
ricovero a casa degli incidentati, onde evitare i fastidiosi e pericolosissimi sobbalzi nelle
ambulanze (che con le loro assordanti sirene aggiungono stress a stress) …
5. Non dice il vero nemmeno quando afferma di aver “ dormito due notti col cavallo”: lo
smentisce addirittura, e a tacer d’altro, la sua stessa compagna Marlene Alcubierre nelle
deposizioni giá agli atti … Il cavallo, infatti, non doveva sdraiarsi, andava vigilato h24
(ulteriore motivo perché fosse immediatamente ricoverato e sostenuto con idonee
imbragature). E, pensate, che il Simonetti è stato talmente “vigile tutta la notte” che la
mattina seguente al giorno dell’incidente hanno dovuto tirare su il cavallo di peso più
volte con cinghie e trattore (quindi con mezzi e metodi assolutamente di fortuna …)
manovrando il tutto attraverso le finestre del box …
6. Patetico il Simonetti, in particolare, laddove afferma che “il povero Gaston era un bel
cavallo”.. E che con lui non aveva mai avuto problemi. Questo è sicuro, dal momento

che lo aveva relegato nella fila dei “box dei cavalli dimenticati” (tali soprannominati da lui
e dai suoi stessi “allievi”) … e affidato (rectius: scaricato, il bel cavallo da Gran Premio)
unicamente alle cure ed alla gestione (anche “sportiva”!!) ad una ragazzina munita del
solo Brevetto (…..!!) e che aveva ripreso a montare da poco …
7. Quanto, infine, alla sua “serietà, dedizione, passione, amore”(sic!) per i cavalli, lascio ai
lettori di trarre le dovute conclusioni …..
Potrei continuare, ma mi fermo qui, perché mi sale la nausea.
Non ci siamo, Elia Matteo Simonetti: non si accettano le scuse da chi insiste a raccontare
ancora altre bugie. E, QUINDI, NON LE ACCETTO LE SUE SCUSE.
La condizione assoluta per chiedere scusa (dopo aver raccontato bugie) è che lo si faccia
in TOTALE SINCERITÀ ( vero dottor Marcello d’Onofrio?)
Si faccia un esame di coscienza e poi, magari, ci riprovi…
Nel frattempo invito a prendere la parola anche il dottor Marcello d’Onofrio, tanto citato sui
social quanto del tutto assente dal dibattito….
In una (sola) cosa concordo col Simonetti: nella sua volontà di fare chiarezza (!). Vede,
non è che io non accetti le sentenze; è invece evidente che, con le archiviazioni (qualche
volta fatte esclusivamente per alleggerire il carico di lavoro nei tribunali) non si dà alle parti
la possibilità di sviscerare la verità, cosa che solo un vero Processo permette. I tanti, veri
appassionati di cavalli, giustamente, vogliono capire, e ciò è emerso in questa ed altre
sedi.
Accetto pubblicamente, quindi, sentenze e decisioni!
E, quindi, facciamola questa chiarezza!
Io mi ci sto impegnando, qualcun altro, con ogni evidenza, un po’ meno…
(Per chi ci legge, e per l’admin, sono perfettamente a conoscenza che ogni commento è
vagliato da un avvocato del Simonetti… Sono certo vaglierà anche questa mia risposta. Mi
assumo OGNI responsabilità per quanto qui da me dichiarato, potendolo anche in questa
sede documentare ampiamente e serenamente).
Il proprietario di Gaston D
Dott. Walter Daldoss

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