Giuseppe Corno – Cominciai perdendomi……..

Giuseppe Corno è uno dei cavalieri che ha scritto pagine importanti della nostra equitazione. Tra tutti i suoi successi, un campionato Italiano nel 1986 in sella ad Impedoumi e, nello stesso anno e con lo stesso cavallo, la partecipazione ai campionati del mondo di Aquisgrana. Ripercorriamo le tappe della sua carriera e facciamoci raccontare un po’ di lui.

– Giuseppe, partiamo dagli albori…..da Padova e da Stefano Carli. Raccontaci quel periodo da juniores.

Il mio “periodo junior” fu un momento molto formativo, soprattutto per gli istruttori che ho avuto ( Luigi Favaro, Vittorio Cavalieri e Luciano Campagnaro, Efisio Murtas, Stefano Carli, il Generale Manzin, il Conte Tommasi, Antonio Rasero) ed anche per il grande numero di cavalli che ho montato grazie ai quali ho iniziato a fare esperienza . Mio padre mi ha sostenuto sempre con grande passione ed era il mio fan più’ accanito. È un periodo che ricordo con particolare nostalgia anche perché il “mondo equestre” di allora probabilmente era meno esasperato ed anche più’ divertente. Ogni concorso era in luoghi sempre diversi, non c’erano quelli che io chiamo “concorsifici”! I miei cavalli di allora erano Mistery, Ittiri, Fama, Travailleur, Telesia, Piccolo Cielo per citarne alcuni. Tutti cavalli anziani con un buon passato agonistico alle spalle oggi improponibili a tanti junior  perché “vecchi”. Alla scuola Padovana in particolare ho trascorso un periodo veramente costruttivo, prima seguito dal bravissimo Maresciallo Efisio Murtas ( storico istruttore italiano) poi con Stefano Carli ( pluri-vincitore per decenni) che mi dava una carica incredibile pur non tralasciando la tecnica.

– Una leggenda narra che nel lontano 1978, durante un saggio delle scuole, tu abbia “perso la strada” tra la marcia ed il cross e questo comportò la tua eliminazione ?!? Confermiamo o smentiamo?

È’ tutto vero, ho smarrito la strada durante la marcia del ” pre-saggio” di Palmanova compromettendo la classifica di tutta la squadra, mio padre era furioso!

– Come si evolve poi la tua carriera? Qual’è il punto di svolta?

Il “punto di svolta” avvenne quando fui avvicinato dal Col. Raimondo d’Inzeo che chiese a mio padre se fossi disponibile X montare i cavalli che la federazione metteva a disposizione. Montai quindi di lì’ a poco Hermine D al mio primo europeo junior e, dopo di lei, altri cavalli federali. Dovrò’ per questo ringraziare per sempre la dirigenza federale di allora che mi diede questa opportunità ed il compianto Generale d’Inzeo che credette in me.

giuseppe anni fa

Giuseppe …..qualche anno fa

– Sarebbe banale e riduttivo parlare solo di Impedoumi, sicuramente un gran cavallo legato a te ed ai tuoi successi. Ma chi sono stati gli altri tuoi compagni di avventura di cui serbi il ricordo più vivo?

Se devo ricordare con particolare affetto e simpatia un altro cavallo direi senza dubbio INVIOLABLE. Era un cavallo francese comprato giovane dalla FISE che si confermo’ ai grandi livelli con il mio amico Gianluca Palmizi. Con lui partecipai a molte gare “grosse”, compreso un europeo ma, oltre che per le doti agonistiche, mi piace ricordarlo per il suo meraviglioso carattere. Era incredibile, letteralmente rincorreva il Colonnello d’Inzeo all’uscita del campo sapendo che avrebbe avuto gli zuccherini.

– 1986. Un anno particolare. Vinci i campionati Italiani e partecipi ai mondiali di Aquisgrana. Ai campionati Italiani ti metti alle spalle nientemeno che il tuo “mentore” Stefano Carli. Raccontaci quella vittoria e già che ci siamo, raccontaci cosa si prova a saltare in un mondiale, ad Aquisgrana.

Senza dubbio il 1986 e’ stato pieno di soddisfazioni. Essere sul podio insieme al mio ex istruttore Stefano Carli era galvanizzante cosi’ come lo fu quell’anno il Campionato del Mondo ad Aachen. La soddisfazione più’ bella e’ arrivata però l’anno dopo con il doppio zero in coppa sempre ad Aachen.

giseppe ed Impedoumi

Giuseppe ed Impedoumi – Aachen 1986

– Secondo te, chi è stato il cavaliere più forte di sempre e chi quello odierno, tralasciando i risultati ottenuti.

Non è una domanda facile! Mi ricordo che chiedendolo ai vari Nelson Pessoa, Francois Mathy, George Morris, Marcel Rozier tutti mi rispondevano con un nome: Raimondo D’Inzeo e, pur avendo assistito solo all’ultima parte della sua carriera non posso che assentire. Per quanto riguarda oggi direi Ludger Beerbaum e Jeroen Dubbeldam.

– Cosa ne pensi dei tuoi colleghi che oggi sono in prima squadra? A che punto siamo con i “lavori in corso” per cercare di riavvicinarci ai tempi d’oro?

Trovo che i cavalieri impegnati in prima squadra non abbiano nulla da invidiare a nessun straniero. Sono più’ avvantaggiati quelli che risiedono all’estero ed hanno più’ possibilità di girare ad alto livello formando anche i loro giovani cavalli in ambito internazionale. Trovo che più’ si compete con i grandi più’ si migliora ed è su questo che si dovrebbe insistere, senza però dimenticare che servono buoni cavalli giovani alle spalle.

– Equitazione giovanile. Un tuo pensiero su cosa si potrebbe fare per allargare la platea dei giovani che si avvicinano a questo sport.

Il settore giovanile ci ha dato negli ultimi anni molte soddisfazioni, e’ anche vero però che tutto questo sembra svanire a livello senior. A mio avviso il problema è sempre lo stesso cioè la routine. I nostri junior e young rider dovrebbero girare di più’ in concorsi internazionali. Per quanto riguarda la base a mio avviso negli ultimi anni si è’ investito più sul numero che sulla qualità degli istruttori abbassando drasticamente il livello tecnico/formativo.

– Un momento particolare della tua vita equestre che non dimenticherai mai…….

Forse un barrage a tre al terzo giro non disputato per 1 penalità’ sul tempo al GP di Lucerna. Lo vedo ancora il tabellone….!!! Peccato perché avrei avuto l’onore di saltare con due icone del salto ostacoli come Jappeloup e Deister!

– Allevamento Italiano. Come vedi il comparto e cosa si potrebbe fare per migliorare sempre di più la qualità dei nostri prodotti, ma, soprattutto, valorizzarli al meglio.

L’allevamento italiano ha sicuramente fatto dei notevoli passi in avanti ma solo grazie alla passione ed all’impegno dei singoli. Bisognerebbe almeno copiare dall’estero e dare un’impostazione che possa seguire, tutelare ed aggregare gli allevatori. Dovrebbe essere una filiera dove ciascuno è’ formato a ricoprire il proprio ruolo professionale, ma purtroppo siamo ancora lontani. Per migliorare la qualità, visto i soldi che vengono erogati, premierei i cavalli realmente buoni con benefit sostanziosi anche agli allevatori ad obbiettivo raggiunto, potrebbe essere un incentivo ad allevare ed addestrare meglio!

– Chi è oggi Giuseppe Corno e quali sono i suoi progetti e le sue aspettative per domani. Cioè, cosa farai da grande?

Sono sempre nel mondo dei cavalli, continuo a montare in gare nazionali e gestisco la mia scuderia a Salice Terme. Mi piace insegnare ed è questo ciò che vorrei fare da grande.

– Cosa diresti ad un ragazzo che decide, per la prima volta, di avvicinarsi ad un cavallo? Come lo esorteresti ad andare avanti?

Gli direi che ne vale la pena, che nonostante le difficoltà che potrà’ incontrare, se sarà’ animato da una vera passione potrà’ ricevere molto dai cavalli e potrà’ imparare molte cose da loro. La vita con i cavalli è sicuramente particolare ma allo stesso tempo può’ essere magica.

– Per finire……un pensiero rivolto a questo mondo che ti ha visto protagonista.

A questo ambiente vorrei dire grazie, nonostante tutto.

Grazie Giuseppe per la tua disponibilità. Ci hai fatto vivere momenti belli ed importanti. Momenti che speriamo di poter nuovamente gustare in tempi non lunghissimi. Il nostro sport lo merita così come lo meritano tutti coloro che dal mattino alla sera lavorano per questo scopo. Tornare ad essere chi eravamo e, se possibile, anche meglio.

Fabrizio Bonciolini con Giuseppe Corno

Milano, Salice Terme – Novembre 2015

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