Grazia Rebagliati Basano – La Signora Equitazione Ligure

Incontriamo la Signora Grazia Rebagliati Basano, Presidente del Comitato Regionale Liguria e cerchiamo di fotografare l’attuale situazione dell’equitazione in questa bella regione per capire quelle che sono le prospettive e le aspettative future.

– Sig.ra Basano, ci racconti quelle che sono state le sue esperienze nel mondo equestre prima della sua elezione a questa importante carica.

Tutto nacque da una passione giovanile che successivamente trasmisi a mia figlia. Grazie alla nuova attività di “ippomamma” iniziai a conoscere meglio il mondo equestre. Per quanto potevo, presi a collaborare attivamente con il Centro Ippico in cui tenevamo il cavallo ed in allora mi parve che potesse essere utile diventare giudice di S.O. Successivamente, sempre nell’ottica della collaborazione volontaria, mi resi disponibile a svolgere il compito di Revisore dei Conti del Comitato Ligure, cui seguirono alcuni mandati come consigliere regionale. E ora, dopo oltre tre decenni di frequentazione equestre con vari ruoli, eccomi presidente da sette anni.

– C’è stata una motivazione che l’ha spinta a concorrere per la Presidenza?

Nel 2008 ero sulla “piazza” ormai da molti anni, come consigliere regionale e come giudice. Dalla lunga frequentazione dei centri liguri era nata (a torto o a ragione) una discreta fiducia nei miei confronti, che li indusse a propormi la candidatura alla Presidenza del Comitato. Al termine del primo quadriennio di lavoro intensissimo, una consistente parte del quale fu speso per modernizzare radicalmente l’organizzazione delle attività, sia interne che esterne, del Comitato Liguria, ritenni di “passare il testimone” a forze più fresche, comunicando la mia intenzione di chiudere una esperienza che comunque ritenevo positiva. Se non chè, a ridosso delle elezioni del 2012 una “petizione” scritta, firmata dalla grandissima maggioranza dei Presidenti dei centri federati, mi chiese di ricandidarmi per un successivo mandato.

– Qual è l’attuale situazione dell’equitazione ligure?

La Liguria è una curva di terra lunga e stretta compressa tra i monti ed il mare e presenta una conformazione geografica anomala con esigue possibilità di destinare all’equitazione (a prezzi accettabili) gli spazi necessari; il che non facilita l’espansione del nostro sport. Inoltre, ormai da anni, gli indicatori economici caratterizzano negativamente lo stato del paese e della regione; e come se ciò non bastasse, la nostra terra ha subìto ripetute alluvioni che hanno letteralmente devastato diversi centri ippici. Fortunatamente, l’energia, il lavoro, la passione di tante persone, la professionalità dei quadri tecnici e (questo mi piace tanto ricordarlo!) la straordinaria solidarietà morale e materiale di persone e di enti vicini e lontani, hanno consentito all’equitazione della nostra piccola Liguria di continuare a godere di un soddisfacente stato di salute, e di ben figurare a livello nazionale.

– I giovani …..il futuro; quali misure state mettendo in atto o avete intenzione di mettere in atto per favorire l’equitazione giovanile ?

Ritengo onestamente di poter dire che il problema “giovani e giovanissimi nell’equitazione” sia, insieme al corposo e fecondo lavoro svolto per la formazione dei quadri tecnici, la bussola che ha orientato l’azione costante della mia presidenza; ed è mia intenzione proseguire su questa strada anche nell’anno conclusivo di questo secondo ed ultimo mandato. In questi giorni stiamo elaborando i progetti per la futura stagione; ma per definirne i dettagli siamo in attesa dei programmi federali che ci consentano di programmare sul territorio un’attività in armonia con quella della FISE. Continueremo a prestare attenzione alla crescita tecnica dei giovani atleti con l’organizzazione di stage effettuati da valenti professionisti, la nostra cura verso le discipline non olimpiche sarà sempre presente, così come vorremmo irrobustire l’avvicinamento dei giovanissimi al nostro ambiente con la programmazione di manifestazioni, soprattutto rivolte ai ponies che possano far convivere momenti pre-agonistici con altri ludici.

Quanto è difficile rapportarsi con le Istituzioni al fine di una divulgazione popolare del nostro sport?

Purtroppo l’immaginario collettivo propone una rappresentazione elitaria dell’equitazione; credo di poter far risalire questa distorsione di immagine anche ad una certa ritrosia ideologica delle Istituzioni a capire e a sostenere il nostro sport. E probabilmente, da parte nostra, non siamo stati sufficientemente persuasivi nel fornire all’esterno, soprattutto alle famiglie, una proficua informazione sul potenziale formativo dell’equitazione nella crescita dei nostri ragazzi.

– Come va il comparto pony?

Abbiamo un recente passato ricco di soddisfazioni, di risultati esaltanti, di medaglie, di partecipazione di due nostri binomi agli europei di s.o. Ma così come tutte le discipline sportive sono fisiologicamente esposte a cicli con alterne fortune, anche noi abbiamo registrato un calo di interesse e di investimenti che speriamo transitorio e breve. Ma già in questi ultimi mesi, grazie anche alla coinvolgente attività del Tecnico responsabile del settore pony S.O. Flavia Merengone, intravvediamo i segnali di una ricostruzione del comparto, dove abbiamo iniziato a raccogliere nuove importanti soddisfazioni.

Nell’intento di favorire l’inversione del ciclo, quest’anno abbiamo programmato un Trofeo Pony di S.O. a tappe, basato su concorsi promozionali caratterizzati da costi ridotti di partecipazione e di organizzazione, e dalla presenza di tanto volontariato. Per sostenere la crescita tecnica dei nostri giovani atleti credo sia importante collaborare, come stiamo facendo, con Direttori di Campo molto esperti nella costruzione di percorsi specifici per ponies. E sono già arrivati i primi positivi riscontri, per esempio la conquista del bronzo a squadre nelle ultime Ponyadi ad Alviano.

– Il progetto Esperanto, promosso dal vostro comitato. Come nasce, cosa si propone e come sta andando……..

Nasce da un’idea del Consigliere rappresentante dei Tecnici e responsabile del comparto formazione Maurizio Poggi, e porta il nome della lingua internazionale creata per affiancare i diversi idiomi nazionali nel rispetto della diversità delle culture. “Esperanto” propone un disegno rivolto a favorire la crescita della cultura equestre attraverso lo scambio di esperienze e di informazioni, approfondendo la conoscenza delle realtà del territorio riguardanti tutti gli appassionati di sport equestri e del cavallo in generale, con genuino interesse verso chi pratica discipline diverse da quelle “istituzionali”. Cerchiamo anche di far conoscere le pratiche ed i metodi naturali che riguardano la comunicazione con il cavallo, per garantire al nostro amico a quattro zampe sia un maggior benessere, sia il suo migliore impiego nell’attività ludica e sportiva. Per questo progetto abbiamo ricevuto l’attenzione e l’incoraggiamento del “mito” della “doma gentile”: Monty Roberts.

– Esiste, secondo Lei, una ricetta per avvicinare sempre più giovani a questo sport o, quantomeno, al cavallo e per cercare di contenere i costi dell’agonismo, almeno fino ad un certo livello?

L’argomento è di straordinaria complessità e sarebbe presuntuoso da parte mia dispensare ricette banali.

Nel rispondere alla prima parte della domanda mi viene in mente l’immagine del cane che si morde la coda. Per ogni disciplina sportiva è abbastanza facile avvicinare i giovani quando si è in grado di esibire dei Campioni molto noti che sono insieme la causa e l’effetto della particolare attenzione che i media riservano a quello specifico settore. In assenza di queste due condizioni interdipendenti, ma che si rinforzano a vicenda, la strategia più fertile sta probabilmente nella ricerca del contatto con le scuole, cercando di superare le non improbabili resistenze pseudo-ideologiche che si incontreranno da una parte del corpo docente. Avremmo però bisogno che il CONI ed i Ministeri ci aiutassero con programmi mirati, condivisi e sostenuti da forti politiche per la scuola e per la salute.

Per ciò che attiene alla seconda parte della domanda, non è facile trovare un accettabile equilibrio tra il contenimento dei costi per le famiglie e la copertura delle spese per i comitati organizzatori. Forse, cavalieri ed amazzoni con patenti inferiori al 1° grado potrebbero gareggiare preferibilmente all’interno della propria regione consentendo alle famiglie un significativo risparmio nelle trasferte; fatta salva, ovviamente, la fondamentale partecipazione agli eventi di interesse federale espressamente dedicati alle loro categorie. La regione di appartenenza potrebbe quindi essere intesa come una palestra di apprendimento e di crescita, differendo i confronti di maggiore impegno dei ragazzi a tempi successivi, e comunque dopo l’acquisizione di una patente che certifichi davvero l’idoneità dell’atleta ad affrontare senza rischi impegni agonistici di un certo spessore. Personalmente, non mi convince la programmazione di concorsi a molte stelle infarciti (con lo scopo precipuo di far cassetta) di categorie ludiche, che in quel contesto poco insegnano ai giovani atleti. Non scopro nulla dicendo che la conciliazione di necessità diverse è quasi sempre problematica e il nostro caso non fa eccezione. Da una parte abbiamo i Comitati Regionali fra i cui scopi prioritari sta l’attenzione alla crescita sportiva dei giovani del territorio; dall’altra ci sono tante “Società Sportive” che, come Comitati Organizzatori, esercitano, in modo palese od occulto, un’attività di tipo imprenditoriale e commerciale. In questi sette anni di Presidenza, ho ossessivamente cercato di mettere in guardia i centri ippici della Liguria dai rischi che derivano dalla non scrupolosa osservazione degli obblighi di legge cui devono soggiacere le A.S.D. (la collettività delle decisioni, regolari convocazioni di consigli ed assemblee, un’ accurata verbalizzazione delle riunioni,….); l’omissione di questi obblighi, quasi sempre per trascuratezza e non per dolo, ha tuttavia esposto nel passato, e purtroppo continua ad esporre oggi, molti Centri Ippici a sanzioni finanziarie molto pesanti.

– La giornata di un Presidente di Comitato deve essere lunga e faticosa. Come riesce a far quadrare il tutto con il resto della Sua vita?

Ogni tanto capitano giornate in cui mi vien da dire “ma cos’è il resto della mia vita?”. E quanto dice è vero: il Presidente deve pensare a moltissime cose, le giornate sono molto lunghe (e spesso davanti al PC, scivolano nella notte inoltrata), sono dense di telefonate e di e-mail con richieste “last minute” (e anche oltre …) che richiedono quasi sempre risposte in tempi stretti. Ma sono anche occasioni per tessere splendidi rapporti umani e per ricevere piccole e grandi soddisfazioni. In questa avventura non sono sola: ho da un lato il sostegno di Consiglieri collaborativi e disponibili, dall’altro sono molto grata e riconoscente alla mia famiglia che è paziente e tollerante. Senza il supporto di tutte queste persone e della loro comprensione non potrei dedicare così tanto tempo alla gestione del Comitato.

– Ha un sogno in particolare da inseguire e per cui combattere per l’equitazione in Liguria?

I miei desideri (prendiamole come pagine di un improbabile “libro dei sogni”) non sono racchiusi entro i confini della Liguria ma guardano al mondo equestre nel suo complesso: vorrei maggior condivisione quando si realizzano progetti importanti per un ambiente pulito dove far crescere i nostri giovani in modo sano, all’insegna dell’armonia, della pacatezza e della serenità. A livello regionale, ne ho abbastanza di litigi e dispetti fra centri concorrenti, e delle tradizionali, e quasi mai urbane, rimostranze di ippogenitori delusi dal fatto che un figlio è rimasto fuori squadra. A livello nazionale, ne ho ancora più abbastanza di campagne elettorali avvelenate da battaglie personali e lordate da “schizzi di fango”, seguite dalla successiva promozione o emarginazione, di chi si è o non si è, collocato nella “scia” più conveniente. Più che “politically correct”, questo è uno scimmiottamento al ribasso (“ethically uncorrect”) di una politica in cui non mi riconosco.

– Come vede il futuro di questo sport in generale e cosa si potrebbe o dovrebbe fare per migliorarlo…..

Anche qui siamo nel difficile. Dovremmo pensare a tante cose diverse, per promuovere la cultura equestre in tutte le sue molteplici declinazioni: tutela dell’ambiente, allevamento, agonismo, salute, comunicazione,……; e ognuna di queste cose andrebbe specificamente pensata per ciascuna delle numerose discipline. Per restare nei confini di una estrema generalità, provo a gettare un sasso in piccionaia, accennando solo ad una condizione del tutto insufficiente ma probabilmente necessaria: favorire un ricambio, o meglio un “affiancamento” generazionale a tutti i livelli organizzativi, amministrativi e decisionali ….. Ciò che non significa, naturalmente, “rottamare” in modo indiscriminato la preziosa esperienza disponibile che certamente esiste, ma costruire un futuro ed immettere nuove energie nell’ambiente.

– un Suo messaggio per un ragazzo che volesse avvicinarsi per la prima volta a questo mondo ….

Credo che sia vitale avvicinare a questo mondo la generazione dei giovanissimi, cioè il materiale umano che formerà la struttura dell’equitazione del futuro. Per questo è necessario operare su un doppio binario. In primis quello della famiglia (importantissima in questa fase) che dovrebbe essere convinta ad apprezzare il potenziale formativo di una attività che favorisce la responsabilizzazione e la crescita del ragazzo/a come persona (in modo sano e in età spesso difficile). E poi spiegare al ragazzo/a, l’aspetto divertente, ludico dell’avventura: il gioco come molla per iniziare e proseguire (in chiave agonistica oppure no). Un messaggio superstringato per le giovanissime new entries? Divertiti a fare sport con un grande amico a quattro zampe.

Ringraziamo la Signora Basano per il tempo che ci ha concesso e Le facciamo i più sinceri “in bocca al lupo” affinché tutti i progetti e le aspettative Sue e del Comitato possano concretizzarsi, per il bene dell’equitazione, sia Ligure che Nazionale.

Fabrizio Bonciolini con Grazia Rebagliati Basano

Milano, Genova –  Ottobre 2015

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