HHS – BENESSERE EQUINO – MA DA CHE PUNTO DI VISTA?…. (2^parte) di Alessandra Deerinck

Guardando alla situazione attuale del mondo equestre spesso osservo due fatti che influenzano profondamente l’esito del rapporto tra essere umano ed equino.

Innanzitutto, le persone molto raramente tengono in conto che nell’interazione con gli esseri umani il cavallo ha controllo attivo e completo sul proprio corpo. In secondo luogo, nella loro interazione con i cavalli, le persone gli fanno richieste e vogliono risposte. Purtroppo, quando la risposta non arriva come la vogliono, essi pensano istintivamente a forzare o punire l’animale invece di analizzare il modo in cui hanno formulato la loro richiesta. Entrambi questi casi portano un approccio meccanicistico all’equitazione. Un argomento molto attuale in questo ambito è la biomeccanica, soprattutto nella situazione attuale in cui è in atto una reazione di protesta verso l’uso di tecniche di addestramento e metodi di contenzione che abusano del cavallo. La biomeccanica potrebbe essere di grande beneficio, ma solo se accompagnata da alcuni elementi di neurofisiologia e scienze comportamentali, necessari per completare il quadro. La ricerca mostra che in ogni organismo vivente il cervello dell’individuo integra le informazioni in arrivo attraverso i sensi. Questo processo fornisce all’individuo una rappresentazione completa del mondo circostante, e dandogli la possibilità di interagire in modo ottimale con l’ambiente. Gli animali che sono in grado di muoversi, compresi gli esseri umani, modificano volontariamente e involontariamente il loro orientamento per quanto riguarda i propri movimenti. In particolare, il sistema vestibolare innesca con percorsi che attivano movimenti compensatori riflessi per regolare la posizione del corpo, come anche percorsi che inviano le informazioni alla corteccia cerebrale, per fornire percezioni coscienti della gravità e del movimento. Un considerevole numero dei processi cognitivi dipende dall’integrazione dell’informazione multisensoriale. L’attenzione verso l’azione e l’uso di vari sensi contemporaneamente migliorano le informazioni provenienti attraverso ogni senso e i benefici per l’organismo di cui fanno parte. Fino ad oggi, nessuna ricerca ha dimostrato che un altro individuo è in grado di controllare in modo efficace il nostro corpo contro la nostra volontà. La ragione per la quale gli esseri umani pensano di poter farlo con il cavallo senza la sua partecipazione intenzionale è uno dei quesiti ancora senza valida risposta.

Durante la pratica dell’equitazione, le informazioni che provengono dall’interazione vanno ad ambo le parti. Imparare come essere consapevole di entrambe le parti, e come sviluppare il lavoro di squadra, invece di punire il cavallo per non aver rispettato il nostro volere, può metterci nella posizione di leader senza sforzo.

 

Un altro concetto di moda che non mi sembra ben spiegato è quello di leggerezza, che suona molto attraente, ma può aver significati diversi. Molti confondono la leggerezza e la riunione. Un cavallo può essere leggero nelle nostre mani attraverso l’evasione dalla pressione e dal dolore, e imparare a evitare di obbedire alle nostre richieste con la flessione verticale del collo.

In ogni cavallo che beneficia di un buon addestramento, la riunione nel portamento risulta dalla capacità di eseguire volontariamente attraverso tutto il suo corpo. Un collo piegato, senza il resto del corpo del cavallo che va con esso, rende molto difficile per i cavalli sviluppare la capacità di muoversi armoniosamente, rispondendo alle nostre richieste.

I cavalli sono come qualsiasi altro organismo vivente capace di locomozione, e come detto in precedenza, per meglio muoversi ed essere a loro agio, hanno bisogno di percepire l’ambiente di prima mano, e lavorare in accordo con il loro cavaliere. Gli organi di senso che percepiscono l’ambiente sono localizzati prevalentemente nella testa di un individuo, tranne il tatto che si sviluppa su tutta la superficie del corpo animale. Proprio in considerazione di questo fatto, senza necessità di alcuna ulteriore spiegazione scientifica, è evidente il motivo per cui, durante il movimento, per ottenere le migliori prestazioni, al cavallo deve sempre essere permesso di avere la padronanza dell’orientamento della sua testa.

 

Ogni individuo riceve stimoli dall’ambiente attraverso i suoi sensi, e tra uomo e cavallo, questo include le nostre richieste al cavallo.

Una semplice dimostrazione di quanto sia importante essere chiari e specifici nelle nostre richieste è provare a fare indietreggiare il cavallo da terra, muovendo una mano nello spazio sotto il collo, dove il cavallo non può vedere. La teoria dietro questa idea è che i cavalli possono “sentire l’energia” del nostro movimento. Se il cavallo non risponde immediatamente, la stessa teoria dice che dobbiamo intensificare la nostra richiesta spostando la nostra mano con “più energia” fino a toccare anche con forza il petto del cavallo. Io penso semplicemente che nascondere l’azione in un punto in cui il cavallo non può vedere è un modo molto inefficiente per fare una richiesta. Noi esseri umani non capiremmo la stessa richiesta, se indirizzata a noi nello stesso modo. Istintivamente, potremmo avere una reazione negativa e opporre resistenza. Basarsi sulla “energia” (concetto molto più chic del buonsenso) di una mano che si muove non percepita perché fuori dal campo visivo è un modo di fare una richiesta che richiede sicuramente molto più tempo che se facessimo la stessa richiesta, nel campo visivo del cavallo, con l’intensità giusta e la direzione rilevante per la risposta che vogliamo raggiungere.

Quando ci accorgiamo che il nostro cavallo non è in ascolto, è facile lasciarsi trasportare dai sentimenti. Ci viene da pensare che abbiamo bisogno di fargli sapere come ci sentiamo. Se pensiamo al fatto che il punto fondamentale è quello di fare in modo che il cavallo capisca e impari un’azione dall’esperienza, possiamo superare i nostri sentimenti e far sì che accada. Punire un cavallo può facilmente essere un rafforzamento del suo comportamento. Si sta reagendo alla sua azione indesiderata, e può effettivamente insegnare al cavallo a fare ciò che non vogliamo. Alcuni poi, pensano di forzare mentalmente il cavallo, ponendolo di fronte all’alternativa di fare qualcosa di scomodo per lui, così lui farà quello che vogliono. Mi chiedo perché questi individui non vedono che stanno creando un conflitto d’interessi, invece di costruire il lavoro di squadra. Porre un cavallo a disagio mentre lavora con noi non potrà mai fargli venire voglia di fare ancora di più. Lavorare in questo modo rende i cavalli simili a zombie, che fanno le cose senza anima, come se fossero macchine. E’ possibile sviluppare l’interesse del cavallo a stare con noi, ci vuole solo un po’ di buonsenso ed è una delle bellezze del mettersi in relazione con loro. Unire i puntini delle informazioni disponibili, non è difficile, ma richiede consapevolezza, capacità di leadership e pazienza, mentre le scorciatoie portano risultati rapidi.

Qual è la vostra opinione sull’equitazione?…..

Alessandra Deerinck

26 Dicembre 2016

Nella sequenza di foto: il cavallo collabora per essere montato.

Human Horse Sensing

Alessandra Deerinck, attraverso Human Horse Sensing si propone l’obiettivo di insegnare a comunicare e interagire con i cavalli in modo tale che loro partecipino liberamente all’azione. Il suo approccio si basa sul lavoro in libertà, sullo studio del comportamento applicato alle relazioni sociali inter specie e sulle tecniche di addestramento classico. Conquistarsi il ruolo di leader agli occhi del cavallo è una cosa che va fatta sempre senza forza, sia a terra sia in sella. Invece che affidarsi tradizionalmente solo alla comunicazione basata su risposte condizionate, che il cavallo apprende attraverso l’addestramento; essere umano ed equino imparano a interagire spontaneamente e in modo non casuale. Con quest’approccio la comunicazione fluisce liberamente ed è possibile imparare o affinare la pratica dell’equitazione indipendentemente dalla disciplina che si sceglie. Per informazioni sulle attività e i corsi possiamo scrivere a hhsensing@icloud.com o visitare il sito www.hhsensing.com.

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