BRUNO CHIMIRRI – A Roma daremo tutto, ma i fari vanno puntati sulla qualifica Olimpica e sulla Super League

Una chiacchierata con Bruno Chimirri, a bordo campo del Sagrantino Jumping Tour.

  • Bruno, l’appuntamento con Piazza di Siena è alle porte. Cosa ci regalate quest’anno?

Piazza di Siena è per noi, in Italia, l’appuntamento più importante dell’anno. Tutti ci aspettano qui, gli occhi di tutti ci guardano sull’ovale, è il nostro CSIO. Bisogna però tener presente che gli obiettivi essenziali passano innanzitutto per le qualifiche per le Olimpiadi. Bisogna quindi cercare di arrivare pronti ai Campionati Europei, dove incontreremo altre squadre fortissime che, ancora oggi, non hanno ottenuto la qualifica per Tokio. Altra cosa fondamentale per noi è la permanenza in  Super League. Quindi, a Roma cercheremo di fare il meglio possibile, ma fari puntati su qualifiche Olimpiche e Super League.

  • A proposito di Super League, i punti necessari dobbiamo andarceli a cercare da San Gallo, che è la settimana dopo Roma, in poi …

Per noi le tappe per andare a punti sono San Gallo, Falsterbo, Dublino e Hickstead. Roma, a parte il carico emozionale, il prestigio e tutto quanto comporta per un cavaliere Italiano l’essere lì, non ci dà quello che ci serve, cioè qualifiche Olimpiche e punti per la permanenza in Super League.

  • Detto fuori dai denti … baratteresti la terza vittoria consecutiva in Coppa a Piazza di Siena con un qualcosa di funzionale ai due obiettivi che dicevi prima?

Assolutamente sì. Trovo che in questi ultimi anni il livello del nostro sport si sia innalzato parecchio. Abbiamo vinto tanto, abbiamo anche perso, ma fa parte dello sport. Ti faccio un esempio, negli ultimi due anni, a Barcellona, siamo quarti. Due anni fa quel quarto posto aveva il sapore della vittoria, è stata compiuta un’impresa, difficile da prevedere. L’anno scorso, il sapore di quello stesso quarto posto, era amaro … sapeva di sconfitta.

  • Già … quei due maledetti errori …

Sì, i due errori di Lorenzo nel finale di percorso … quattro tempi di galoppo tra uno e l’altro … se ci prova ancora dieci anni, non gli verranno mai.

  • Dicevi che il livello del nostro sport si è innalzato parecchio …

Assolutamente. Sforniamo campioni. Guarda Lorenzo e Alberto. Per me loro sono i d’Inzeo del futuro. Credo che l’unica cosa che, al momento, sia diversa, siano le medaglie e penso che Lorenzo e Alberto debbano cominciare a concentrarsi per arrivarci. Le medaglie sono la parte fondamentale del nostro sport, sono quelle che ti consegnano alla storia. Tra vent’anni nessuno si ricorderà che hai vinto il Global, con le medaglie è diverso.  Dobbiamo pensare questo: siamo forti e nessuno di noi può esimersi  dalla responsabilità di cercare di vincere una medaglia e scrivere una pagina eterna per il nostro sport.

  • Stai montando dei cavalli giovani. Ce n’è qualcuno che in prospettiva potrebbe togliere un po’ di pressione a Tower?

Sto facendo lo stesso discorso che feci una decina di anni fa, quando Tower entrò in scuderia. Ero fuori dal giro “grosso”, avevo voglia di rientrare nello sport di alto livello e decisi quindi di dedicarmi ai giovani per cercare di tirare fuori qualcosa di buono. E’ rimasto Tower, il migliore di quel gruppo. Ora cerco di riproporre la stessa situazione, con una base di soggetti allargata. Ho dei giovani di buona qualità. Vorrei cercare di avere a disposizione qualche cavallo in più per affrontare certe gare, perché con uno solo è difficile, soprattutto per la pressione che dà l’alto numero di appuntamenti in calendario. Ti ripeto, la qualità c’è. Ci proviamo. 

  • Per finire … lo fai ancora saltare giù dal kiss & cry, Luca Marziani?

La squadra è formata da cinque elementi. Che sia io o qualcun altro a farlo saltare giù non importa, ma faremo di tutto per fargli ripetere quel salto. 

Fabrizio Bonciolini e Susanna Fusco

14 maggio 2019

foto: Bruno Chimirri e Tower Mouche – ©Equideando

 

 

 

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