EQUIDEANDO INTERVISTA GIOVANNI ZAMPOLINI – Le Lame – Una grande impresa ed una famiglia meravigliosa…. Nel nome di Lorenzo

Siamo a Montefalco, 4-6 agosto 2017, per il CSI2*, Memorial Lorenzo Attili. Incontriamo il proprietario de Le Lame, Giovanni Zampolini, e gli facciamo raccontare la sua storia, e la storia della sua famiglia e delle Lame si intreccia con la storia di Lorenzo Attili, il “suo” cavaliere.

Giovanni, come nascono Le Lame?

Questo centro nasce da un sogno.  La mia passione inizia da ragazzino.  Allora mio papà era un piccolo coltivatore diretto e non aveva la possibilità di mantenermi un cavallo, tanto meno di costruire un centro. Ora, con il lavoro che faccio da quarant’anni, con la mia azienda di infissi in legno, alluminio e pvc, la GZ Infissi, ho avuto la possibilità di realizzare questo sogno. Dieci anni fa ho acquistato una fattrice. Quasi per gioco…. Poi un’altra…. Ed è nato l’allevamento Le Lame. Intanto mio figlio Fabio, quello di mezzo, già montava a cavallo. Quindi ho conosciuto Lorenzo (Attili n.d.r.) che mi ha seguito passo passo dall’inizio l’allevamento.

Da dove viene questo nome?

Le Lame è sorto a Montefalco, dove si trovavano dei campi di nostra proprietà, su un terreno in discesa. Quando pioveva, il terreno in alcuni punti si apriva, scoprendo delle fenditure nella terra. E il mio papà le chiamava “le lame”. Da lì viene il nome del centro, che non si spiegherebbe altrimenti.

L’allevamento come inizia?

Ad un certo momento dell’allevamento, compro una cavalla di 8 anni, Ufloriane delle Lame. Una cavalla difficilissima. Ma Lorenzo mi disse:- Non ti preoccupare, Giovanni… Ci penso io.  Ed in effetti, tre mesi dopo esce in concorso con lei a Cervia. La prima 140 della sua vita ed arriva secondo, mi pare di ricordare…. Quindi ho avuto la fortuna di allevare un puledro che ora è fra i migliori cavalli al mondo, che è Cenwood delle Lame. Ora, sotto la sella di Marie Hecart salta nei circuiti internazionali le 160…. E’ una grande soddisfazione.

E Lorenzo….?

Con Lorenzo progettavamo Le Lame. Doveva essere un centro per me e per i miei figli, quindi per l’allevamento, per i cavalli che davo in lavoro a Lorenzo e per i cavalli che montavano i miei figli. Invece il Signore ha voluto che un giorno, era il 2011, mentre eravamo in fiera a Verona con i puledri, mentre stavamo per tornare a casa, vedo Lorenzo pallidissimo, bianco come un lenzuolo….. Gli chiedo:- ma sei sicuro di stare bene? E lui risponde di si. Passano i giorni delle fiera di Verona, presentiamo i nostri puledri. La domenica rientriamo e il lunedì Lorenzo va a Terni a fare gli esami. Mi chiama dall’ospedale e mi dice: sai… ho l’emoglobina a 7,5. Mi sono spaventato e ho contattato subito un Professore che conoscevo bene dell’ospedale di Perugia. Il quale mi dice subito:- Speriamo bene, perché la situazione è critica….. Cinque mesi è durata la malattia. Lui voleva fare ancora lezione; abbiamo delle foto in cui montava con la mascherina. E’ stato fatto di tutto, anche da parte dei medici, che lo portavano come esempio….  Finchè è stato così male che ha dovuto essere ricoverato. Io l’ho assistito giorno e notte. E lui ancora mi diceva:- Giovanni, non ti preoccupare che un giorno torneremo ai massimi livelli! Invece il Signore ha voluto diversamente, tanto che il 27 agosto mi è arrivata la notizia proprio mentre ero qui in allevamento, che Lorenzo era morto.

Cosa è successo da quando Lorenzo è mancato?

Non è stato facile per me. A quel punto ho dovuto proseguire da solo.  L’investimento fatto era alto. Poi io non ero del settore. L’ho fatto per passione, quindi con competenze limitate. Ormai era diventata un’impresa che non poteva essere fermata. La mia fortuna è stata la mia bellissima famiglia! Mia moglie mi è stata sempre vicina. I miei figli, due erano piccoli, Fabio e Simone, mentre Nicola aveva 21 anni, e studiava ancora. Oggi sono orgoglioso di loro e sono orgoglioso della struttura. Non è stato facile ma ora mi sto accorgendo che ad ogni concorso che facciamo (e siamo a quota 70!) arrivano cavalieri diversi. Professionisti di livello. Questo fa piacere perché significa che la voce positiva si diffonde. Anche oggi ho ricevuto tanti  complimenti da diversi cavalieri che mi hanno detto che per loro è stato il più bel concorso di tutto l’anno, non tanto per come è organizzato, ma perché si sono sentiti a casa propria. Cerchiamo di accogliere tutti in modo familiare. Non voglio fare come in molti CSI un’area Vip. Deve essere tutto per tutti. A me piace così e vedo che tutti apprezzano. Certo, i sacrifici sono tanti e a volta ci sono anche delusioni. A volte ci sono pochi iscritti e si fa fatica ad andare in pari con i costi, ma non voglio mai annullare concorsi. In questo anche Nicola, il mio figlio più grande, mi sostiene. Poi, questo concorso in particolare, non l’avrei mai annullato, proprio perché è il Memorial Lorenzo Attili. Anche avessi dovuto rimetterci di tasca mia. La vita non è fatta solo di soldi….. Un bel riconoscimento è stato quello dell’assegnazione dei Campionati Italiani di Dressage. Ogni struttura è diversa dall’altra e ognuna ha le sue caratteristiche. Io mi sto attrezzando per essere competitivo. Mi rendo conto che venire qui dal Nord è lontano. A volte mi trovo con manifestazioni importanti in altri centri del Centro Italia, in contemporanea e questo purtroppo è penalizzante.

Da allevatore, cosa pensa della serata  di presentazione dei puledri?

Parlando da allevatore, ho voluto organizzare qui da me la serata di gala con cena e presentazione dei foals e degli yearlings a vendere, organizzata da Cavalli d’Italia, perché credo che far conoscere i prodotti dell’allevamento italiano in questo modo sia davvero un’opportunità importante. Si mette in contatto l’allevatore con lo sportivo, con il cavaliere professionista. E per il pubblico è sicuramente piacevole. Avvicinare l’allevatore al cavaliere è fondamentale in un paese come il nostro, nel quale i numeri dell’allevamento sono certamente inferiori rispetto all’estero, ma in cui la qualità è stata molto curata negli ultimi tempi. E i frutti si stanno raccogliendo, visti i buoni prodotti che iniziano a saltare anche ad alti livelli. La scelta dell’ottima fattrice e dello stallone qualitativo, porta a prodotti altrettanto qualitativi e questo ripaga degli sforzi compiuti. C’è molta richiesta di puledri da far crescere per portarli a livelli competitivi, visto come sono lievitati i costi di cavalli già pronti per saltare le categorie grosse.

Qual è l’obiettivo delle Lame?

L’obiettivo delle Lame ora è quello di andare avanti e migliorare ancora. Anche se molto dipende dai miei figli. Abbiamo in mente di fare un altro campo importante. Non abbiamo una scadenza, ma vogliamo fare presto, in due o tre anni, in modo tale da organizzare dei Tour di CSI. Il campo principale rimarrà quello che è ora, ma aggiungendone un altro avremo la possibilità di ospitare più cavalli e più cavalieri, proprio come avviene già all’estero. Il campo deve essere vicino agli altri, con il suo campo prova. Avevamo pensato ad un grande capo in erba ma ormai ce ne sono pochi e quindi pensiamo che sarà meglio rimanere sull’idea di un ulteriore campo in sabbia.

E Nicola è il suo braccio destro, vero?

Nella progettazione, anche mio figlio Nicola si è molto impegnato. Lui infatti ha studiato architettura e gli piace molto mettere le sue competenze a frutto nella struttura di famiglia. Per esempio, ha progettato lui la postazione dei giudici per il prossimo campionato italiano di dressage e l’ha posizionata per testare la resistenza al sole ed eventualmente alle intemperie. Nicola è appassionato poi di cucina. E’ lui che si occupa di cucinare per il buffet del pranzo e per le cene. Cosa non facile, viste le quantità…..

Grazie a Giovanni Zampolini. Grazie per averci regalato il suo tempo e per averci fatto passare dei giorni bellissimi. E’ vero… vieni qui e ti senti proprio a casa!

Susanna Fusco e Fabrizio Bonciolini

15 Agosto 2017

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