Il triste natale del piccolo insider

Il traffico era impazzito a quell’ora.

Alle cinque e mezzo del pomeriggio, un pomeriggio oramai buio, le strade si riempivano di mille luci incolonnate per tratti infiniti. Il suono dei clacson e i nervosi scatti in avanti delle macchine facevano da colonna sonora a quel momento che precedeva la chiusura dell’ufficio. “E’ sempre così sotto natale”, pensò prima di guardare ancora una volta fuori dal finestrone e spegnere la luce.

Uscì dal portone e la città lo inghiottì col suo frastuono.

Fece cento metri e poi girò a sinistra, in una stradina pedonale tranquilla e fuori dal tour dello shopping compulsivo che caratterizzava le feste.

Tirò fuori dal taschino della giacca un telefono, quello intestato alla prozia Carmela. Era un telefono vecchio, di quelli a conchiglia, che poteva solo ricevere e chiamare. Tirò fuori anche la mini agenda dove, mimetizzati sotto nomi improbabili, conservava i numeri dei “clienti” … e cominciò a chiamare.

Ciao, sono io. Senti, oggi c’è stato il Consiglio ed è successo che  ( ………. )”.

“Lo so già” rispose una voce stanca e seccata. “dimmi qualcosa che non so”. 

Il piccolo insider prese fiato e … “No perchè sai, XXX ha detto che (……..) e allora YYY ha risposto che (……..). “

Storia vecchia …. l’hanno già pubblicato tre ore fa” continuò il “cliente” …. “vabbè dai, fatti risentire se hai davvero qualcosa di forte….se no ti faccio tanti auguri e ci sentiamo l’hanno prossimo”.

Il piccolo insider guardò il telefono ed un moto di rabbia gli salì fino alla testa. Si calmò, riprese a sfogliare l’agendina e compose un altro numero.

” Ciao, eccomi. Ma lo sai che è successo oggi? Il Presidente ha fatto (……) e allora ZZZ ha detto che (…….)”.

” Hei, zerozerosette, guarda che lo sa tutto il mondo. Nulla di nuovo. A proposito, ma è vero che YYY ha detto che (…….)?”

” Ma …. e tu come lo sai?”

Dai nano, sveglia … ma non ti sei accorto che c’è gente col telefono acceso e io seguo tutto in diretta? Dai su, richiama se trovi qualcosa che sia polpa e non osso !!”

Ancora una volta il piccolo insider fissò il telefono e l’istinto voleva che lo tirasse contro al muro. Si calmò di nuovo e fece il terzo numero.

Ciao …. sono io. Lo sai che oggi in Consiglio WWW ha insultato KKK e che KKK gli ha buttato addosso il blocco appunti ed è uscito?”

Si, mi hanno detto qualcosa …. ma sai, KKK è amico di PPP e non vorrei che se la cosa viene fuori PPP si arrabbiasse perchè certe cose non devono uscire. Guarda, non so che fare, ma penso che aspetteremo l’ufficialità prima di dire qualcosa. Ciao, buon natale a te e famiglia”.

Il piccolo insider spense il telefono e lo rimise nel taschino. Alzò la testa verso una pallida luna ed inspirò forte.

Maledetta trasparenza. Manco ci fosse lo streaming!!!”

Aprì il pacco natalizio che l’Istituzione aveva lasciato giù in portineria. Un sacchetto di carta decorato con temi festosi e con attaccato un bigliettino col suo nome e con all’interno scritto “auguri” e poi, sotto, le iniziali del Presidente, maldestramente scritte, probabilmente dalla segretaria. Buttò l’occhio sulla marca del panettone, poi estrasse la bottiglia di moscato e lesse l’etichetta. Aveva già visto quell’accoppiamento in bella mostra sullo scaffale del discount dove era solito andare a fare la spesa. Un panettone ed una bottiglia di moscato …. 3 euro e 50 !!

Richiuse il sacchetto ed una profonda tristezza lo pervase. “Guarda come mi trattano … dopo anni ed anni nei quali sono stato fedele….”

Faceva freddo e tirò su il bavero del cappotto.

Continuò a camminare, sorpassando la fermata del “12” che di solito prendeva per andare a casa. Era immerso nei suoi pensieri perchè, all’improvviso, si rese conto di essere perfettamente inutile.

Quando arrivò a casa si spogliò lentamente, tirò fuori dal frigo il cartoccio contenente quanto comprato la sera prima per la cena e si mise a mangiare con gli occhi persi nel vuoto.

Dopo aver finito, si accorse di essersi bevuto una bottiglia intera di rosato in offerta.

Andò al computer e aprì facebook.

Cercò e ricercò tra post e articoli un qualcosa che riprendesse quanto da lui “spifferato” nei giorni precedenti …. nulla ! Tutto quel lavoro era stato inutile. Ancora una volta, il suo orgoglio di “spia” dovette medicarsi le ferite. Si sedette sul divano e piano piano si appisolò. Fece un sogno, un lungo e fantastico sogno, nel quale il suo telefono, quello intestato alla prozia Carmela, continuava a suonare e la gente chiedeva anticipazioni, scoop, notizie bomba che mai sarebbero uscite da li se non per il suo costante e certosino lavoro di passare all’esterno ciò che doveva restare nel segreto di quelle mura…

Si svegliò di soprassalto e si sorprese a sorridere quando, d’un tratto, gli tornarono in mente quelle telefonate fatte qualche ora prima.

E allora, solo allora, ebbe davvero la consapevolezza, ancora di più, di essere inutile.

Maledetta trasparenza” bofonchiò e si girò sull’altro fianco, per continuare a dormire.

FB

13 dicembre 2017

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