IL CAVALLO SELLATO E SU STRADA E’ UN VEICOLO A TUTTI GLI EFFETTI E L’AUTOMOBILISTA DEVE ESSERE PRUDENTE

Il Tribunale di Napoli  ha così stabilito, affermando che l’automobilista che incroci un animale su strada è tenuto alla cautela nella guida e a fermarsi se il sorpasso non risulta agevole o se l’animale dà segni di spavento.

Si è recentemente parlato sui media, di questa sentenza che può essere di interesse particolarmente per tutti coloro che abitualmente fanno passeggiate a cavallo, ma non solo. Anche per chiunque si trovi occasionalmente a dover percorrere un tratto di strada, ancorché breve, a cavallo, visti i numerosi casi di cronaca che tristemente si ripetono periodicamente.

Il conducente del  veicolo è così stato tenuto a risarcire il cavaliere nonostante sia stato il cavallo a scartare verso l’auto per paura della velocità della vettura. Dunque non è stata accolta la richiesta di risarcimento di danni, avanzata dalla società proprietaria del veicolo che lamentava l’urto della vettura con il cavallo. Per contro, il proprietario e cavaliere del cavallo chiedeva invece di essere risarcito per i danni subiti nello scontro.

 Il Tribunale ha affermato che il cavallo, sellato e condotto su strada, è da considerarsi un veicolo a tutti gli effetti con conseguente piena applicazione del Codice della Strada. Ne consegue che l’automobilista avrebbe dovuto rispettare le particolari cautele previste dall’art.141 comma 4 del Codice medesimo: ridurre la velocità o fermarsi quando il sorpasso dell’animale sia malagevole o lo stesso dia segni di spavento.

 Il Tribunale di Napoli ha ritenuto certo che, nella fattispecie, il cavaliere stesse circolando tenendosi sul lato destro della carreggiata come impone il Codice della Strada.

Peraltro, la società proprietaria del veicolo, sosteneva che il cavallo avesse avuto un improvviso scarto di lato, così da urtare l’automobile. Ma l’impatto è risultato molto violento, come dimostrano le lesioni subite dal cavallo e dal cavaliere e i danni riportati dal veicolo, con dinamiche certamente addebitabili al conducente dell’auto per non avere rispettato gli obblighi di prudenza imposti dal Codice della Strada. L’automobilista procedeva a velocità sostenuta nonostante la presenza di un animale che dava segni di nervosismo. Per queste ragioni il Tribunale di Napoli ha deciso che il risarcimento spettasse  al cavaliere.

La Massima

“In materia di circolazione stradale il conducente di un veicolo è tenuto a risarcire il fantino anche se è il cavallo che scarta verso l’auto per paura della velocità della vettura. Il guidatore che incrocia un animale, infatti, è tenuto a rispettare particolari cautele nella guida e fermarsi quando il sorpasso non risulti agevole o l’animale dia segno di spavento”. (Tribunale di Napoli, sentenza N. 8009, sez.11° del 12 febbraio 2017).

Avv. Susanna Fusco

9 Dicembre 2017

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