La copertina della settimana – Emanuele Gaudiano. Il fuoco della vittoria !

Non perché ha vinto una gara nel CSI5* di Lione. Non perché è arrivato quarto nel Gran Premio di Coppa del Mondo, sempre a Lione, ma per quello che è, per quello che incarna, per quello che Emanuele fa trasparire, per il “fuoco agonistico” che brucia in lui.

Emanuele “è” la gara!

La cerca, la annusa, le corre dietro, le da del “tu”, la prende, la plasma … insomma, ci prova, sempre.

Emanuele è la sete di quella roba che si chiama vittoria, ha il gradino più alto del podio nella testa, ha la nonchalance tipica di chi sa che sono gli altri a doversi preoccupare, gli altri che quando entra devono stare attaccati alla staccionata per vedere dove gira e quanto e come galoppa. Ha la giusta sicurezza di se e dei suoi cavalli, che magistralmente interpreta come nessuno. Ha il coraggio di osare, sempre, come se quel percorso di dodici salti fosse questione imprescindibile, “armageddon” settimanale che segna il confine tra chi “è” e chi “vorrebbe essere”.

E anche nell’errore, perché gli errori capitano (soprattutto capitano quando “si fa” e “ci si prova”) è ben evidente il suo “modus vivendi” in mezzo al campo ostacoli. Incidente di percorso, nulla di più, nulla di meno, buona per la prossima.

Emanuele ha uno stile suo, che gli ha portato critiche, svanite come neve sotto il sole dei risultati. Critiche di chi, magari, non osa proferire verbo sul modo di altri Cavalieri di primissimo livello come, ad esempio, per non andare a scomodare icone eterne del nostro sport, Bosty.

Ma di fronte a questo, ride, Emanuele. Ride e continua a vincere. Ha fatto suonare tanti inni che sembra una casa di produzioni musicali.

Emanuele dovrebbe essere, per l’equitazione Italiana (e non solo), dichiarato  patrimonio UNESCO, come i sassi della sua Matera, per la sua voglia di esserci, sempre, la dove osano le aquile.

Continua a volare, Emanuele !!

Fabrizio Bonciolini e Susanna Fusco

06 novembre 2019

foto: Emanuele Gaudiano – archivio ©equideando

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