LA GESTIONE DEI FARMACI – PARTE SECONDA – A CURA DEL DR. VALVASSORI

Parliamo della gestione dei farmaci

(Parte seconda)

Cercherò ora di descrivere, secondo la mia esperienza, quali sono le principali difficoltà di applicazione e di interpretazione pratica delle norme che regolano la gestione del farmaco.

Innanzi tutto occorre ricordare che il farmaco si acquista solo in farmacia (o presso grossista autorizzato) e dietro prescrizione medico veterinaria.

Il veterinario è l’unica figura che ha le competenze necessarie per prescrivere, o somministrare, un farmaco.

Ne consegue che chiunque altro, a qualsiasi titolo, consigli, proponga, suggerisca, somministri farmaci compie un atto illegittimo. E pericoloso.

Pericoloso per l’animale e pericoloso per le persone che dovessero manipolare quel farmaco in modo improprio oppure avvicinarsi o montare un cavallo sotto l’azione di farmaci.

Soprattutto nel caso in cui in sella ci sia uno junior, od un dilettante, bisogna che sia chiaro che un cavallo può essere montato in sicurezza solo se si trova nelle sue migliori condizioni. Senza l’interazione di farmaci che ne possono compromettere le sensazioni, sia fisiche che psichiche. Meglio una piantata ed una eliminazione piuttosto che far saltare un cavallo la cui sensibilità agli arti sia alterata da un farmaco. O cui sia stato somministrato un “calmantino” cosi “tira un po’ di meno”.

L’antinfiammatorio prima del concorso da 110 cm, certamente non fa miracoli, ma può fare danni, al cavallo ed al cavaliere. 

Attenzione poi a quei farmaci o sostanze per i quali non sia stata rilasciata la regolare AIC (autorizzazione all’immissione in commercio) da parte del Ministero della salute.

Tale AIC garantisce al proprietario che per quel farmaco sono stati eseguiti tutti gli accertamenti necessari per garantirne l’efficacia e l’innocuità. Occorre sempre rifiutare la somministrazione di poltiglie magiche più o meno anonime che talvolta vengono spacciate per miracolose.

Si tratta in genere di truffe e viene venduta per efficace ed a caro prezzo della merce inutile o scadente, oppure negli intrugli ci possono essere sostanze efficaci, ma dannose o pericolose o vietate.

Si sono spesso trovati degli “integratori” che contenevano illecitamente e senza essere dichiarate sostanze anabolizzanti: gli utilizzatori ne erano entusiasti, fino a quando non sono finiti nella rete antidoping.

Le scorte.

Queste devono essere autorizzate dalla competente ASL, e devono essere affidate ad un veterinario che si assume la responsabilità della corretta gestione e controllo delle stesse.

La validità.

Ogni farmaco ha una scadenza, inoltre quasi tutte le confezioni “multidose” una volta aperte devono essere consumate entro 28 giorni, poi devono essere smaltite.

Quindi non bisogna eccedere nell’alimentare queste scorte e bisogna detenere solo i farmaci effettivamente necessari e nelle giuste quantità.

I registri

In ogni scuderia o allevamento ci deve essere un registro in cui vengono scrupolosamente annotati i trattamenti che ciascun animale subisce. I Non DPA sono esonerati da questa registrazione.

Nel caso in cui si utilizzino anche farmaci a base di determinate sostanze ormonali, queste devono essere registrate su un altro registro, diverso dal precedente.

Le scorte autorizzate necessitano poi di un ulteriore registro, gestito dal Veterinario responsabile.

Ai concorsi

Le scorte di farmaci devono rimanere in scuderia.

I celeberrimi cassoni-farmacia che seguono i cavalli in trasferta non possono essere considerati “scorte”. Ergo possono essere contestati in caso di verifiche.

Tuttavia, e proprio per questi motivi, tutte le manifestazioni autorizzate prevedono la presenza oppure la pronta disponibilità di un veterinario.

In caso di necessità ci si deve rivolgere a quest’ultimo.

Chi fa che cosa

Il proprietario, o persona da lui delegata, può eseguire le terapie prescritte dal veterinario, compresi anche i trattamenti parenterali (iniezioni) e medicazioni.

Naturalmente il veterinario dovrà accertarsi che la persona individuata sia in grado di fare ciò che viene richiesto, ed eventualmente potrà dare le istruzioni del caso.

Alcuni trattamenti devono essere eseguiti dal veterinario oppure sotto la sua diretta supervisione, ad esempio, questo vale per tutte le vaccinazioni.

Altri trattamenti invece sono di esclusiva competenza del Curante: le infiltrazioni, le anestesie, le soppressioni eutanasiche.

Quali farmaci?

A questo punto dovrebbe essere chiaro: la scelta è di esclusiva competenza veterinaria.

Il professionista ha il dovere/diritto di formulare una terapia dopo aver eseguito gli accertamenti necessari (clinici, strumentali, di laboratorio) e, possibilmente, formulato una diagnosi ed una prognosi.

Egli potrà a quel punto scegliere tra i farmaci disponibili ed autorizzati per quel soggetto, oppure, in mancanza di questi, potrà prescrivere farmaci “in deroga” cioè registrati per specie diverse, oppure ancora anche farmaci ad uso umano. Ma la responsabilità della scelta è del medico veterinario, il quale ne dovrà rispondere non solo dal punto di vista strettamente professionale, ma anche in sede civile o, in alcuni casi, penale.

E non devono essere dimenticati gli aspetti assicurativi: nel malaugurato caso di esiti negativi e di conseguente richiesta di indennizzo, una delle prime cose che qualunque assicurazione cercherà di accertare sarà la corretta gestione dei farmaci somministrati, e le sorprese sono dietro l’angolo!

Alcuni esempi?

  • Una sostanza farmacologicamente attiva, efficace, ma non registrata come farmaco nella CE: il DMSO.

Tale sostanza è largamente utilizzata in terapia equina, la produzione scientifica internazionale che ne attesta gli impieghi e gli effetti è molto vasta.

Ma, in Italia ed in Europa, è considerato un solvente chimico, non un farmaco.

La somministrazione di tale sostanza, quindi, anche se giustificata da imponente letteratura scientifica, è considerata un uso improprio, e come tale, in sede di eventuali contestazioni, può essere sufficiente per ribaltare l’esito di una richiesta di indennizzo o una sentenza.

  • L’utilizzo indiscriminato di farmaci ad uso umano.

Questi sono consentiti solo se si dimostra la non disponibilità di un equivalente veterinario.

Un celebre diuretico umano, ad esempio, di frequente ritrovamento negli armadietti di quasi tutte le scuderie, non è consentito. Dato che esiste l’omologo veterinario, quello bisogna utilizzare.

Lo stesso dicasi per alcuni cortisonici: è corretto utilizzare il cortisone, ad esempio, per un attacco allergico con dispnea, tosse, asma; ma bisogna utilizzare farmaci veterinari, mentre invece, molto spesso, in caso di ispezioni, si ritrovano ingenti quantità di un farmaco ad uso umano, simile e non equivalente, per il quale vengono elevate costose sanzioni.

In conclusione, le regole generali da osservare sempre sono:

  • Affidarsi sempre alla professionalità di un Veterinario, possibilmente esperto in ippiatria.
  • Diffidare sempre di chiunque proponga sostanze non regolarmente registrate e conseguentemente acquistabili in farmacia.
  • Per i DPA riportare regolarmente tutti i trattamenti sugli appositi registri rilasciati dalle ASL.
  • Tenere sempre presente che qualunque tipo di lesione o malattia comporta sempre un tempo di recupero adeguato; affrettare le convalescenze ed i rientri in lavoro può peggiorare gravemente le situazioni.
  • Tra uno “stregone” che propone tempi di recupero miracolosi ed un professionista scrupoloso che prospetta adeguati periodi di riposo, non abbiate mai esitazioni: cacciate dalla scuderia il primo!
  • I cavalli hanno il diritto di essere curati, sempre. Le “bombe” non devono mai fare parte della cultura di un uomo di cavalli.

Dido Valvassori

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