LA RESPONSABILITA’ DEL PRESIDENTE DI CIRCOLO, NELL’ART.4 DEL NUOVO REGOLAMENTO DI GIUSTIZIA FISE

E’ stato approvato dal CONI, con delibera n.288 del 5 luglio 2016, il nuovo Regolamento di Giustizia FISE, con le modifiche apportate in sede di verifica.

La novità principale è che l’art. 4, relativo alla responsabilità dei Presidenti di Circolo, tratta di responsabilità non più oggettiva.

Riportiamo di seguito il nuovo testo:

ART. 4

RESPONSABILITA’ DEGLI AFFILIATI E DEGLI AGGREGATI

1. Oltre ai casi di cui all’art. 1 del presente Regolamento, salvo che non dimostrino di aver adottato tutte le misure idonee ad evitarli, gli Affiliati e gli Aggregati, e per essi il/i loro legale/i rappresentante/i:

a) sono responsabili:

– per gli illeciti commessi da chi li rappresenta ai sensi delle disposizioni federali, nonché dai propri dirigenti, accompagnatori, istruttori, tecnici, operatori tecnici e delegati.

b) si presumono responsabili, fino a prova contraria, degli illeciti sportivi da chiunque commessi nel loro interesse e/o a loro vantaggio;

c) rispondono, ove non tempestivamente denunziata, della presenza di sostanze ricomprese nella lista ECM, se ingiustificata anche solo in termini quantitativi, nonché della presenza di sostanze ricomprese nella lista EAD, in luoghi o locali nella propria disponibilità sempre che vi abbiano libero accesso e ne abbiano avuto conoscenza;

2. Salvo che non dimostrino di aver adottato tutte le misure idonee ad evitarli, i dirigenti accompagnatori, gli istruttori, i tecnici, gli operatori tecnici, gli altri accompagnatori, delegati e non, sono ritenuti responsabili degli illeciti commessi dai Tesserati minorenni, appartenenti alla medesima associazione, nel tempo in cui sono loro affidati o comunque sotto la loro vigilanza.

Analizziamo ora il testo.

Al comma 1 si prevede che i legali rappresentanti degli enti Affiliati e o Aggregati, oltre ai casi previsti dall’art. 1 quindi degli illeciti disciplinari, salvo che non dimostrino di aver adottato tutte le misure idonee ad evitarli, siano responsabili per gli illeciti commessi da chi li rappresenta, dai propri dirigenti, istruttori ecc.

Inoltre,  si presumono responsabili, fino a prova contraria cioè finché non dimostrino la loro estraneità ai fatti, degli illeciti sportivi da chiunque commessi nel loro interesse e/o a loro vantaggio.

Quindi, rispondono, ove non tempestivamente denunziata, della presenza di sostanze dopanti ricomprese nella lista ECM, se questa è ingiustificata anche solo per quantità, nonché della presenza di sostanze dopanti ricomprese nella lista EAD, che si trovino in luoghi o locali nella propria disponibilità, sempre che vi possano liberamente accedere e ne abbiano avuto conoscenza.

Al comma 2 invece si parla della responsabilità verso i Tesserati minorenni. I dirigenti, istruttori accompagnatori ecc. sono ritenuti responsabili, non più oggettivamente, degli illeciti da costoro commessi minorenni, ma solo per il tempo in cui sono loro affidati o comunque sotto la loro vigilanza.

La responsabilità dei Presidenti di Circolo viene in questo modo ridimensionata.

Infatti essi non sono più responsabili a prescindere da ogni circostanza, indipendentemente dal loro intervento reale. Per liberarsi dalla responsabilità, non devono più dimostrare la mancanza del nesso causale tra l’evento e la condotta posta in essere, quindi l’inesistenza del collegamento tra il proprio comportamento (causa) e il danno (effetto).

Ora, sarà sufficiente dimostrare di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare la commissione degli illeciti. Inoltre, per quanto riguarda la presenza di sostanze dopanti, sarà come prima la denuncia tempestiva a evitare alcun tipo di responsabilità per il Presidente. In mancanza, si avrà una responsabilità a carattere generico, ricadendo nella necessità di dimostrare di aver adottato tutte le misure idonee ad evitare la commissione degli illeciti.

Avv. Susanna Fusco

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