LA RESPONSABILITA’ OGGETTIVA NEL REGOLAMENTO DI GIUSTIZIA FISE

L’art. 4 del Regolamento di Giustizia Fise prevede che il legale rappresentante (quindi solitamente il Presidente) di enti affiliati o aggregati alla Fise sia oggettivamente responsabile per tutti gli illeciti sportivi commessi dai propri tesserati, per gli illeciti disciplinari commessi all’interno delle proprie strutture, per il comportamento degli istruttori del centro, per la presenza ingiustificata di sostanze dopanti all’interno del centro stesso.
Inoltre è prevista la responsabilità degli istruttori o assimilati per gli illeciti commessi dai tesserati minorenni loro affidati.
Ma cosa si intende esattamente quando si parla di responsabilità oggettiva? Secondo il diritto civile (art.2047 c.c. e seguenti), è la responsabilità che opera sempre e in ogni caso, indipendentemente dall’intervento reale dell’interessato, per il solo fatto che egli si trovi in quella determinata posizione.
In questi casi, si prescinde dalla colpa effettiva del soggetto. La responsabilità oggettiva infatti si fonda solo sulla esistenza del nesso di causalità, per cui si risponde del danno anche se il soggetto non lo ha causato con intenzione o anche solo con negligenza. Per liberarsi della responsabilità si deve dimostrare la mancanza di collegamento fra il proprio comportamento e il danno.
Nel nostro caso quindi il Presidente di circolo è responsabile dei comportamenti previsti dall’art. 4 del Regolamento di Giustizia, in qualunque situazione. Anche se non è presente al momento della commissione degli illeciti e addirittura se non ne è a conoscenza.
L’unica possibilità di sfuggire alla responsabilità oggettiva è la denuncia tempestiva. La quale però risulta impossibile nel caso di mancanza di conoscenza dell’illecito stesso.
Analizziamo nel dettaglio tutti i casi per i quali è prevista la responsabilità oggetti del Presidente di circolo.
– Illeciti sportivi che vengano commessi dai propri tesserati. Sono illeciti sportivi la somministrazione di sostanze dopanti e l’uso di metodi o strumenti vietati che modifichino la prestazione dei cavalli, quali ad esempio la pratica di sbarrare i cavalli sul salto; le violazioni delle norme Fei e Fise che vietano l’uso di sostanze dopanti; i comportamenti anche omissivi che modifichino lo svolgimento di una gara o che portino vantaggio a qualcuno. La responsabilità opera per i comportamenti tenuti dalle persone tesserate nel proprio circolo.
– Illeciti disciplinari commessi all’interno delle proprie strutture. Illeciti disciplinari che comportano la responsabilità del Presidente di circolo sono i comportamenti anche omissivi compiuti sul cavallo, come mero sfogo, violenza o brutalità, che possano causare al cavallo dolore o disagio anche solo psicologico, non necessari; utilizzo di metodi o sistemi di allenamento violenti. La responsabilità sussiste qualora tali atti siano compiuti all’interno del circolo da chiunque, a meno che non vengano subito denunziati.
– Operato di chi li rappresenta. I Presidenti di circolo sono sempre responsabili oggettivamente per l’operato di chi li rappresenta, anche per questioni singole, ai sensi delle norme federali.
– Comportamento dei propri dirigenti accompagnatori, istruttori e sostenitori. In questo caso il Presidente di circolo è responsabile oggettivamente anche del solo comportamento di accompagnatori, istruttori e sostenitori. Non viene precisato in quale luogo. Quindi precauzionalmente si deve ritenere che la norma intenda ovunque; quindi sia all’interno del circolo, come all’esterno, per esempio in concorso. Questo, naturalmente senza escludere la responsabilità personale di chi commette l’illecito. Dunque, un istruttore che in concorso commetta un illecito è responsabile personalmente, ma il Presidente del circolo presso il quale lavora è altresì oggettivamente responsabile di tale comportamento.
– Illeciti sportivi a loro vantaggio. I Presidenti di circolo si presumono responsabili degli illeciti sportivi da chiunque siano commessi a loro vantaggio, a meno che non provino la loro estraneità.
– Presenza di sostanze dopanti. I presidenti di circolo sono oggettivamente responsabili per la presenza di sostanze dopanti all’interno di luoghi che siano nella loro disponibilità. Quindi all’interno del circolo, ma in luoghi nei quali essi abbiano possibilità di controllo.
Non solo i Presidenti di circolo sono soggetti alla responsabilità oggettiva. Lo sono anche i dirigenti accompagnatori, gli istruttori, altri accompagnatori e delegati, per gli illeciti che vengano commessi da tesserati minorenni appartenenti al loro circolo, quando essi siano loro affidati.
La considerazione principale che sorge spontanea analizzando questa norma, è che il Presidente di circolo è gravato da una responsabilità molto pesante, in quanto è indipendente dalla sua conoscenza della commissione dell’illecito. Quindi il rischio di un suo coinvolgimento è molto elevato. Infatti, poiché i Presidente di circolo si può liberare di questa responsabilità solo dimostrando la sua totale e completa estraneità all’illecito con inesistenza di collegamento tra il suo comportamento e quello di chi ha commesso l’illecito, si capisce bene la difficoltà e la complessità di tale dimostrazione.
Sarebbe auspicabile che questa norma fosse quantomeno rivista dagli organi federali, per far sì che vi fosse un ridimensionamento di tale responsabilità. Chi accetterà più altrimenti la gravosa carica di Presidente?….

Avv. Susanna Fusco

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