La spaccatura

Scartati i regali di natale, assolte le follie di capodanno e preso atto della “ramazzata” della befana, si ricomincia a vivere normalmente.

Tanta carne sulla griglia della nostra Federazione e un fuoco vivo e scoppiettante che cuoce.

E’ assolutamente evidente come vi siano tre correnti e tre approcci diversi alla gestione Federale.

Ci sono i favorevoli a prescindere, i contrari a prescindere e gli attendisti.

I favorevoli sono ben allineati e coperti e difficilmente, a meno di ribaltoni improvvisi e repentini, rinnegherebbero una scelta fortemente voluta e perseguita con decisione, con passione, a volte anche con rabbia (intesa nel senso della determinazione). I contrari lo saranno sempre, per una questione più di avversione nei confronti dell’attuale management che di “disaccordo gestionale” (con delle eccezioni). E poi ci sono gli attendisti, coloro cioè che sono alla finestra e guardano ed aspettano che gli eventi maturino in un senso o nell’altro e, noi, certamente, facciamo parte di quest’ultima categoria.

Vogliamo però essere chiari sulla nostra posizione, per quanto possa valere, relativa ad alcuni fatti importanti che ampio risalto hanno avuto nel mondo dell’equiweb:

  • DPA e non DPA – La norma poteva anche non essere cambiata. Ma visto che cambiata è stata si deve trovare una soluzione in questo senso. Siamo favorevoli all’iscrizione dei DPA in Federazione, a patto che TUTTE le attività che si svolgono sotto egida FISE vengano dichiarate SPORTIVE, dalla scuola, alle passeggiate, ai Gran Premi degli CSIO. In questo modo, il DPA iscritto, DEVE necessariamente cambiare il suo status (anzi, il proprietario del cavallo iscritto deve cambiare lo status sul passaporto). In questo modo TUTTI i cavalli iscritti saranno non DPA. Va da se che siamo per il non DPA sempre e comunque, ma non solo per i cavalli iscritti FISE. Bisogna guardare il problema a tutto tondo, non limitandolo solamente ad un mondo circoscritto e minoritario, ma, sopratutto, senza falsi moralismi. Inutile imbracciare il vessillo del non DPA come benessere equino quando poi si fa il “buta” al ponetto per fargli saltare le 115.
  • Piazza di Siena – Tre aspetti. 1) il buco finanziario – Ottocento milioni di perdita, dei quali la metà coperti da CONI servizi (che, quindi, funziona come uno sponsor che ha elargito all’evento 400 milioni). E’ stata tolta la biglietteria e, questo, potrebbe anche essere visto come “promozione” del nostro sport, affiancato da un battage mediatico molto forte. L’impressione è che FISE e CONI Servizi abbiano “pianificato” le risultanze finanziarie del nostro CSIO. E questo si evince dalle parole di Diego Nepi, responsabile del marketing di CONI Servizi : “perdita il primo anno, pareggio il secondo, utile il terzo”. Non resta che aspettare e vedere. 2) Il ritorno dell’erba – Non siamo convinti della bontà di questa scelta. Il manto erboso ha una manutenzione ben più problematica della sabbia. I mondiali, quest’anno, saranno in erba, ma quanti cavalieri sceglieranno di venire a Roma, come tappa di preparazione per i WEG, scegliendo di saltare su un terreno poco “testato”? 3) Corre voce, ma non vi è nulla di ufficiale e quindi, appunto, la prendiamo come “voce” con tutto ciò che ne consegue, che lo CSIO romano venga “declassato” per una questione di montepremi e passato in “seconda fascia”. Questo, qualora fosse vero, sarebbe un bel problema in quanto, unito alle problematiche del terreno di cui sopra, perderebbe d’interesse nei confronti dei cavalieri top. Purtroppo, ma dobbiamo farcene una ragione, la tradizione va abbinata a montepremi allettanti, altrimenti, la tradizione, oggi, resta fine a se stessa.
  • Il Conflitto di interessi – Che noi continuiamo a chiamare “questione di opportunità”. Ci siamo ampiamente espressi su questo punto, ma, per riassumere, la dove il buon senso manca, sono necessarie regole ferree, non interpretabili e, soprattutto per quanto riguarda i giudizi soggettivi e non risultati oggettivi, chi ha interessi diretti o riconducibili, DEVE farsi da parte.
  • Società per gestione Pratoni – Non ci piace. Non ci piace che FISE abbia la minoranza delle quote, ma, soprattutto, che non abbia potere decisionale in sede assembleare ( a meno che non si stabilisca, per norma statutaria, che le decisioni assembleari vengano prese all’unanimità o comunque per una percentuale che renda necessario l’assenso di FISE). Non ci piace nemmeno la forma di amministrazione – L’amministratore Unico – per noi sarebbe più coerente un Consiglio di cinque persone, due nominate da FISE, due dal Comune e una dal CONI.
  • La riforma della normativa dei concorsi – Appena uscita, sinceramente, eravamo molto perplessi. Ripensandoci potrebbe essere un modo per richiamare i Comitati Organizzatori ad una attività più virtuosa e concorrenziale, facendo in modo che gli stessi mettano sul piatto la loro offerta esclusiva e lasciando così all’utente la scelta di dove direzionarsi. Speriamo solo che l’idea del “cartello” sia, appunto, solo un ‘idea.

Queste sono solo cinque delle problematiche evidenziate negli ultimi periodi. E qui ci fermiamo.

Il Presidente Di Paola non deve convincere coloro che sono a suo favore, ne coloro che gli sono contro. Se la deve giocare sulla “terra di mezzo”, facendo azioni forti, definitive e che diano un senso direzionale ben stabilito. Sviluppo e promozione dello sport e via la politica “interessata”. Crediamo che sappia dove agire. Il come, forse, è un pò più complicato, ma a volte, le scelte impopolari, sono quelle che alla fine ti fanno guadagnare più punti e, se gli interessa portare a termine non uno ma due mandati, questo è un sentiero che deve imboccare.

Fabrizio Bonciolini .

08 gennaio 2018

Immagine tratta da www.noisiamoagricoltura.com – nessun credito presente

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