LE ASSICURAZIONI PER IL CAVALIERE – PARTE II – RC E INFORTUNI

– La Responsabilità Civile del cavaliere

Il cavaliere, che può anche non essere il proprietario del cavallo, è colui che, secondo l’art.2052 c.c. come abbiamo visto, “se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso”; è quindi colui che è responsabile dei danni causati dal cavallo. I danni possono essere di vario tipo ma i più frequenti sono quelli   alle persone, a cavallo o a piedi, ad auto, a strutture fisse o a campi coltivati o giardini.

Come visto, se il cavallo è preso a noleggio, vi potrà essere una responsabilità di chi lo noleggia. Quindi maggiori sono le capacità tecniche del cavaliere, più tenderà a ridursi la responsabilità del noleggiatore. Ma se il cavaliere esperto abusa della propria capacità compiendo esercizi pericolosi, che possano mettere in pericolo l’incolumità delle persone o dei beni, si configurerà una  responsabilità del cavaliere stesso, nel caso siano procurati dei danni da parte del suo cavallo.

Dunque quando si monta un cavallo preso a nolo è bene sapere se il gestore abbia stipulato un’assicurazione per la responsabilità civile e se questa è estesa anche alla responsabilità personale dei cavalieri. In ogni caso, il proprietario di un cavallo ha la possibilità di assicurarsi per la responsabilità civile. Può anche richiedere alla Compagnia assicuratrice un’estensione della polizza che garantisce il cavallo per i rischi connessi all’infortunio e malattia. Infatti l’assicurato resta indenne, tramite apposita clausola, fino ad n certo importo, per quanto egli è obbligato a versare come risarcimento per danni causati involontariamente a terzi. Di solito il cavaliere è escluso da tale garanzia, a meno che non subisca un danno per rottura dei finimenti, sempre che ciò non sia a lui imputabile, ad esempio per incuria del materiale.

– Assicurazione R.C. – Responsabilità Civile per danni provocati a terzi. 

Il proprietario di un cavallo per la legge italiana è sempre responsabile dei danni provocati dal cavallo stesso, sia durante il suo impiego, sia nel caso in cui si sia sottratto alla vigilanza del suo padrone. Infatti, secondo l’art.2052 cod.civ. a carico del proprietario sussiste una presunzione di colpa, per liberarsi dalla quale non è sufficiente dimostrare di aver usato la comune diligenza nella custodia, ma deve essere fornita la prova che si sia verificato un caso fortuito, cioè che il danno sia stato procurato dal cavallo per cause esterne non imputabili al suo proprietario. La Corte di Cassazione ha più volte trattato questi casi, ritenendo che, essendo caratteristica propria del cavallo l’essere facile agli spaventi e quindi reagire con comportamenti inconsulti, quali fughe, sgroppate, calci o morsi, questi comportamenti non possono essere considerati casi fortuiti ma vere e proprie caratteristiche del cavallo stesso. E’ necessario dunque che il proprietario di un cavallo, per evitare che lo stesso cagioni danni a terzi, si attenga scrupolosamente a norme di comportamento e di sicurezza. Inoltre, in considerazione del fatto che, nel malaugurato caso in cui capiti che il proprio cavallo cagioni un danno a terzi, il proprietario ne è sempre responsabile ed è per questo tenuto a risarcire il terzo con somme anche di elevata entità,  è opportuno che egli si  tuteli stipulando  una polizza assicurativa  che lo tenga indenne nei casi in cui sia ritenuto civilmente responsabile per la morte o lesioni a persone e per danneggiamento di beni di terzi, cagionati involontariamente dal cavallo di sua proprietà.

Questo tipo di polizza di solito è tacitamente rinnovata di anno in anno, salvo disdetta nei termini previsti.

Analizziamo ora la polizza Responsabilità Civile verso terzi, de Le Generali

Vediamo i punti di maggior rilievo.

Iniziamo con la precisazione che il contratto, alla sua scadenza naturale, si rinnova tacitamente per un anno. Perché non vi sia tacito rinnovo, il contraente deve inviare disdetta sessanta giorni prima della scadenza, con lettera raccomandata.

Per quanto riguarda la copertura assicurativa, questa è relativa a quando l’assicurato sia tenuto a pagare a titolo di risarcimento del danno causato involontariamente dal cavallo proprio o che egli abbia in uso, qualora sia ritenuto civilmente responsabile per morte o  lesioni personali e per distruzione o deterioramento di beni, nel limite della somma pattuita con la Compagnia assicuratrice e con eventuali limitazioni o esclusioni che possano essere indicate nel contratto. La copertura resta ovviamente sospesa in caso di mancato pagamento del premio alle date concordate. Si intendono danni procurati a terzi, dai quali sono esclusi coniuge, figli, genitori o altri parenti dell’assicurato. Restano  esclusi altresì i danni subiti dalla persona che monta il cavallo e i danni occorsi durante le gare.

L’assicurato deve dare comunicazione scritta tramite lettera raccomandata ogni volta che intervenga una variazione del rischio, in particolare quando venga acquistato un nuovo cavallo.

E’ previsto il diritto di recesso da entrambe le parti dopo ogni sinistro, entro 60 giorni dal pagamento dell’indennizzo o dal rifiuto di pagamento dello stesso.

Il sinistro deve essere denunciato entro tre giorni da quello in cui si è verificato o comunque in cui l’assicurato ne è venuto a conoscenza.

Per le eventuali controversie sul contratto, prima di poter adire la giustizia ordinaria, deve essere effettuato un tentativo di mediazione, con possibilità di ricorrere preventivamente alla negoziazione assistita.

– Assicurazione infortuni sportiva

Per tutelare la persona del cavaliere è necessario dotarsi di una polizza infortuni. Sappiamo bene, tutti noi che montiamo a cavallo, quanto facile sia cadere, magari nelle situazioni più banali, come al passo a redini lunghe o nel momento in cui ci si sporge per prendere o posare una coperta, quasi più spesso che saltando o in gara. Inoltre, la familiarità con i cavalli può indurre a mantenere comportamenti eccessivamente sicuri e a trascurare regole di sicurezza elementari per evitare un calcio o un morso.

Normalmente chi si dota di una polizza infortuni, ne sottoscrive una a carattere generale, che comprenda i rischi di attività extralavorative, e quindi anche i rischi derivanti dalla pratica dell’equitazione a scopo sportivo. E’ un peccato sottoscrivere invece una polizza infortuni solo per l’attività equestre, perché si escluderebbero gli imprevisti della vita quotidiana, senza un risparmio apprezzabile.

L’assicurato è quindi garantito con un capitale prestabilito in caso di morte, invalidità permanente e inabilità temporanea, in caso di infortunio occorso durante lavoro in maneggio, in campo ostacoli, in passeggiata o in campagna.

Restano esclusi dalla formula generale gli infortuni occorsi in gare, concorso ippico, completo, dressage o altre. Chi pratica l’equitazione a livello agonistico, deve optare per un’estensione  della garanzia ai rischi in questione, ovviamente con un sovrappremio, per il motivo che in gara i rischi aumentano di gran lunga.

Per quanto riguarda il rimborso delle eventuali spese di cure e degenza, anche queste possono essere ricomprese nella polizza, con relativo sovrapprezzo sul premio, poiché solitamente non sono ricomprese nella polizza base.

Nel rinnovo annuale della patente FISE, dalla patente ludica al II° Grado, è ricompresa una polizza infortuni standard, che copre morte e invalidità permanente con un capitale di Euro 80.000,00, al quale viene applicata una franchigia del 7%. Restano escluse la diaria da ricovero e il rimborso delle spese mediche.

Esiste però l’interessante possibilità di aderire a due forme integrative, per poter elevare i massimali e ridurre le franchigie, e aggiungere la diaria da ricovero e il rimborso delle spese mediche. Questo, grazie ad un accordo tra FISE e il broker assicurativo MAG – JLT.

Con l’Integrativa A, al costo di Euro 15,00, si eleva il massimale a Euro 150.000,00 sia in caso di morte che di invalidità permanente, si riduce la franchigia al 5%, e si ottiene una diaria da ricovero di Euro 100,00. Resta sempre escluso il rimborso delle spese mediche.

Con l’Integrativa B invece, al costo di Euro 30,00, si eleva il massimale a Euro 200.000,00 sia in caso di morte che di invalidità permanente, si riduce la franchigia al 3%, e si ottiene una diaria da ricovero di Euro 130,00. In questo caso, si ha diritto anche ad un rimborso delle spese mediche con un massimo di Euro 5.000,00, con uno scoperto del 10% ed un minimo di Euro 150,00. Per le spese odontoiatriche, la garanzia ha invece il limite di Euro 2.500,00 e vi sono limitazioni per le spese fisioterapiche.

Per aderire a tali formule integrative, è necessario andare sul sito della FISE alla voce Assicurazioni, scaricare il modulo, compilarlo e inviarlo via mail alla Compagnia assicuratrice unitamente alla ricevuta di pagamento dell’Integrativa.

A nostro parere tale opzione è veramente interessante per chi non ha una polizza infortuni personale, perché l’importo aggiuntivo è davvero modico, mentre le garanzie offerte sono molto apprezzabili.

– Assicurazione infortuni professionale

Chi svolge l’attività equestre a livello professionale invece, come istruttori, cavalieri, o grooms, deve stipulare la polizza infortuni con riferimento alla specifica attività svolta, che non ha più carattere ricreativo ma professionale. In questo caso i capitali garantiti in caso di morte e di invalidità permanente diventano molto più elevati e di conseguenza anche i premi aumentano.

 

Tratto dagli Atti del convegno di Cadoneghe – 13 giugno 2016

“Il Cavallo – La gestione tra Legge ed Etica”

Avv. Susanna Fusco

 

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