L’elogio al groom – alcool, paglia e antiflogestina

-“ uè Fabrissio, te me paghet el cichett”

-“ ma, Francesco, sono le nove del mattino…………”

– “sunt in pè de cinq hur……minga cume ti”

Il Francesco Brambilla, uno degli uomini di scuderia (oggi groom) storici del Centro Ippico Lombardo……ti appariva dietro quando meno te lo aspettavi e, in un modo o nell’altro…..pagavi la tassa…..”il cichett”, preso su, in club house, dall’Agnese.

Quel grande edificio di mattoni rossi collocato davanti allo stadio di San Siro, per noi che ci siamo passati “…enta o ….anta” anni fa traspira ancora di quelle storie di cavalli e di uomini di cavalli che hanno contribuito, pesantemente, a formare la nostra cultura equestre.

L’uomo di scuderia (il groom)……protagonista silenzioso ed invisibile…….sempre dietro le quinte, mai abbastanza ringraziato ed elevato al rango che merita per la sua importanza.

Avevo il mio….Salvatore….Salvatore Grasso detto “il ruspa” per il suo modo di pelare le carte dal mazzo quando giocava a briscola……mano come una benna…… un omino fiero che camminava a testa alta, faccia di colui per il quale la vita non era stata un regalo, ma fatica….di quelle dure……occhi vispi e presenti su tutto, la risata roca che si trasformava sempre in tosse grazie alla gola sfasciata dalle quaranta marlboro rosse al giorno……mi ha insegnato tanto….forse tutto su come “si tiene un cavallo”; dopo un concorso era d’obbligo l’antiflogestina…..quella spalmata rosa che ricopriva i due anteriori dal ginocchio al nodello….crema decongestionante….che lui avvolgeva nella “gazzetta dello sport”, solo quella, usata come sottofascia….. –“ Salvatore, ma perché la Gazzetta?” – “perché è meglio………” Ecco…..in quel “perché è meglio” sta tutta la dignità e la sapienza di un mestiere antico, fatto di esperienza, tramandata o imparata sul campo….dai caporali…….piccoli accorgimenti rubati e conservati come inestimabili tesori…….quel “perché è meglio” è la linea di demarcazione tra il “chi sa” e tu…..che non sei ancora pronto per sapere, ma che devi dare per scontato perché non sei tu l’uomo di scuderia, ma lui.……..e lui “sa”……..

Come quando, soprattutto d’inverno, tornavi in scuderia col cavallo sudato magari dopo un lavoro un po’ più pesante del solito……le lampade erano allora privilegio di pochissimi…..forse ce n’era qualcuna…chissà dove…..e allora, per asciugare il sudore…..alcool…..strofinato con la paglia e tanto olio di gomito…… “perché è meglio”…….e funzionava….eccome.

Quanti profumi…..il pastone…..che il Franco girava pazientemente, allungandolo con acqua quando si asciugava troppo…..sapeva di zuppa della nonna…..odore fantastico e cavalli che si avventavano nelle mangiatoie quando veniva distribuito…..una volta alla settimana, di solito al giovedì.

Umanità spicciola ma di spessore notevolissimo……storie di uomini che hanno legato la loro vita ai cavalli…..quando riuscivi ad innalzarti (si…proprio così…..innalzarti) al loro livello e stabilivi un rapporto amicale, diventavi immediatamente una sorta di figlio o di fratellino piccolo, al quale trasmettere, con parsimonia, tutti quei piccoli segreti che fanno parte del benessere del cavallo.

La loro figura non è mai abbastanza tenuta in considerazione, la loro professionalità è sempre marginale rispetto alle performances dei cavalli……eppure sono parte integrante e fondamentale del “sistema”……. Coloro che più di altri possono ravvisare qualsiasi piccolo cambiamento fisico o comportamentale del cavallo…….ci vivono assieme…..ci parlano…..si capiscono…….

Oggi vi sono parecchie “scuole di grooming” che ti insegnano a come gestire autonomamente un cavallo, a casa ed in gara. Corsi che vanno dai tre giorni ai sei mesi, aperti a tutti coloro che volessero, a vario titolo, avvicinarsi a questa nobile professione o semplicemente saperne qualcosa di più. E’ chiaro che questi corsi altro non possono essere che un condensato, un “bignami” di una materia vasta e complessa che si può affinare solo ed esclusivamente con la pratica, l’esperienza e l’ascolto di chi esperienza ne ha….e da vendere. Opinione del tutto personale: credo che questi corsi dovrebbero essere tenuti a livello Federale, eventualmente demandati ai Comitati Regionali e che, la loro frequentazione, porti al rilascio di un attestato con relativa qualifica; e dovrebbero poi seguire aggiornamenti periodici. Siamo in un contesto storico dove tutto si evolve in maniera rapida e qualsiasi professione dovrebbe essere al passo con i tempi, pronta ad affrontare le nuove tecnologie e le nuove esigenze. Ma credo anche che ci vorrebbero due tipi di insegnamento…..quello moderno, attuale ……e quello di una volta……quello dell’antiflogestina nella “rosea”………perché “è meglio così”………..

E, sono certo, quando mi ricapiterà di tornare al CIL, sul vialetto che dalle scuderie porta alla club house ed ai maneggi…….mi aspetterò di sentire quella voce…….. “uè Fabrissio…………”

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