Licinio Grossi – Una Tequila col Gigen e la Cesira

Licinio è un personaggio davvero speciale. Mentre parli con lui traspare una passione, un sentimento ed un rispetto verso i cavalli molto forte. Sono davvero contento di questo incontro perchè è uno di quegli incontri che ti arricchiscono e ti fa capire che nel nostro mondo esistono ancora persone animate da sentimenti puri. E questa è una grande speranza. Così come è una ventata di speranza e buonumore la saggezza semplice delle citazioni degli ormai famosi Gigen e Cesira, che tutte le mattine o quasi, tramite Licinio, ci danno il buongiorno via web.

– Licinio, come inizi ad avvicinarti ai cavalli e perchè.

Papà era uomo di cavalli e commerciante, ma non di cavalli da sella….da lavoro; faceva i mercati e, nonostante lui non sapesse montare mi metteva sempre in groppa…..mi appassionai. Vista la mia passione mi mandò a lavorare a Castellazzo, dal Cavalier Mancinelli. Facevo il groom e montavo i cavalli dei clienti e cominciai a fare qualche concorso. Poi andai con Roberto Modena e col Maestro Fouqè, fondamentale per la mia formazione. Dopo sei o sette anni tornai a casa. Papà aveva migliorato la qualità del suo commercio e c’era qualche cavallo da concorso. Cominciò così la mia avventura. Poi stage all’estero, in Francia, con Godignon. Ho sempre cercato di affinare e migliorare il mio sapere anche solo guardando ed osservando, soprattutto negli ultimi anni. Con la maturità ti arriva una consapevolezza più pacata delle cose e riesci ad assorbire gli insegnamenti con un’ottica più funzionale. Ultimamente ho lavorato con Michel Robert, grazie a Stefano Cesaretto e Giulia Martinengo, che mi hanno aperto le porte di casa loro quando Michel andava li a fare stages.

– Quando arriva la svolta della tua carriera?

Sicuramente a seguito dell’incontro con Tequila. La vidi per la prima volta durante un concorso in Slovenia. Mi proposero di comprarla. Non l’ho vista in gara; vidi solo il filmato…..eliminata!!! L’ho rivista più tardi in box e fu un colpo di fulmine….mi innamorai della sua bellezza. Dopo varie vicissitudini la cavalla arrivò a casa mia. Primo concorso ad Alessandria. Un disastro!! Quattro salti in tre giorni di concorso, difese a profusione, un salto in tribuna e tre persone investite!! Questo è l’inizio. Cominciai un duro lavoro di comprensione, aiutato dal compianto Gianni Cavagnini che mi insegnò a pensare come lei. Iniziammo insieme un percorso lungo e pieno di soddisfazioni. Nelle varie gare in cui la presentai, Tequila, per un anno e mezzo non toccò una barriera arrivando a fare, negli ultimi cinque Gran Premi disputati con me, tre primi e due secondi posti. Me la chiedevano oramai i migliori cavalieri del mondo e io riuscii sempre a resistere. Poi arrivò Edwina Alexander che si innamorò di Tequila. Situazioni particolari mi indussero a separarmi da lei. Tequila è oggi nella, probabilmente, miglior scuderia del mondo e la storia recente la conoscono tutti. Ma la cosa più bella è che, all’inizio, Tequila ebbe dei problemi e ricevetti una telefona da parte di Edwina che mi chiese di prendere un aereo ed andare a “spiegarle” la cavalla. Queste sono le vere soddisfazioni!!

licinio e tequila

Licinio e Tequila

– Quindi, a quel punto, ti ritrovi a dover ricostituire di fatto il tuo parco cavalli….

Si. Ma la bellissima avventura vissuta con Tequila mi fece capire che la mia attitudine era, probabilmente, quella di cercare cavalli problematici e difficili, da ricostruire. E quando ci riesco sono felice….questa è la soddisfazione più grande. Tra gli altri oggi in scuderia c’è Fabulous, un cavallo svedese che sta saltando bene i Gran premi dei CSI a tre stelle ed è già richiesto da diversi cavalieri stranieri. Si, queste sono le soddisfazioni vere. Ho fatto anche un’altra cosa. Sono andato in Germania ed ho preso tutti i fratelli di Tequila da parte di madre. Una di queste, Alandia, è stata acquistata da Alberto Michan e sta saltando molto bene e, anche qui, la più grande gratificazione è quando sento Alberto che mi fa i complimenti per come la cavalla è stata lavorata. La madre di Tequila, Orania II^, è stata acquistata da Josè Maria La Rocca e portata in Argentina a continuare a fare la fattrice. A me non interessa la ranking list della FEI…..a me interessa la ranking list dell’anima….quella delle soddisfazioni che provi a vedere un cavallo lavorato e portato avanti da te saltare nelle gare grosse.

– Ma il Gigen e la Cesira…..raccontaci di loro.

Sono due ragazzacci attempati che amano la vita, ai quali piace ballare, ridere, sperimentare vie nuove nonostante l’età. Ci incontriamo (virtualmente) tutte le mattine al bar e dopo aver preso il caffè salgono in macchina con me. Durante il tragitto per tornare in scuderia mi raccontano pezzi di vita e sciorinano proverbi ad hoc che, una volta arrivato a destinazione, scrivo e pubblico; credo che le giornate di ognuno di noi già portino preoccupazioni e difficoltà di ogni genere. Trovare un buongiorno che regali venti secondi di buonumore….un sorriso e magari perchè no, anche una riflessione, serve per rendere la giornata meno dura.

– Torniamo a noi; Allevamento del cavallo Italiano. A che punto siamo e cosa manca per fare il salto di qualità.

Gli ultimi anni hanno visto un grosso balzo in avanti in merito alla qualità. I nostri allevatori utilizzano oggi le linee di sangue più importanti che ci siano. Quello che secondo me manca è la specializzazione di cavalieri che possano portare i cavalli giovani alla maturità esaltandone qualità e pregi. Dovrebbero esserci veri e propri preparatori che si dedicano solo alla valorizzazione dei giovani per poi passarli, pronti, ai cavalieri che li montano nelle gare grosse.

– Equitazione Giovanile in Italia. Che ne pensi?

Abbiamo grandi talenti che in prospettiva potrebbero davvero arrivare ad essere competitivi con i migliori. Quello che da noi manca è la mentalità del sacrificio e la voglia di imparare dai nostri errori. L’errore dovrebbe essere un punto di partenza….un evento che ti fa riflettere su quanto ancora devi migliorare e soprttutto dove devi migliorare….purtroppo, spesso, da noi non è così.

– Cosa ne pensi del “sistema unico italiano” caldeggiato dalla Federazione al fine di avere una monta quanto più uniforme possibile?

Per uniformare devi avere i trasmettitori giusti. L’uniformità degli allievi deve necessariamente passare dall’uniformità degli istruttori, altrimenti è una partita persa. Questo nuovo metodo di dare il patentino agli istruttori non giova certo in questo senso. Secondo me si dovrebbe tornare all’antico…. Un Corso istruttori che duri il tempo necessario per “formare” veramente una figura professionale ed un esame sufficientemente approfondito affinchè passino solo i meritevoli.

– Quando tra cento anni smetterai di montare, che farai?

Guarda, se le condizioni me lo permetteranno, ma tra cent’anni beninteso, vorrei riuscire a fare l’istruttore a tempo pieno, ma vorrei potermi scegliere io gli allievi. Già ora, ti dico, faccio fatica ad insegnare quel tanto o poco che so a chi percepisco non ci metta la passione e l’amore necessario….figurati tra cent’anni!!!

– Hai un sogno da realizzare relativo ai cavalli?

E come no!! In Germania ho un fratello di Tequila…uno stallone di due anni che si chiama Cascorado. Vorrei portarlo in Italia e farlo approvare come stallone per portare da noi quella fantastica linea materna della grande Tequila. Magari dopo averlo montato ed essermi divertito come mi sono divertito con lei.

– Convinci un ragazzo ad avvicinarsi al mondo del cavallo.

Mettiti di fronte a lui e guardalo….guardalo negli occhi ed ascolta le emozioni che ti dà….se provi qualsiasi emozione prova ad accarezzarlo e fallo finchè non ti senti pronto a salire. Ma se non provi nulla lascia perdere, di sport da praticare ce ne sono a decine.

– Ma in tutto questo…. il Gigen e la Cesira cosa dicono?

Come ti dicevo prima il Gigen e la Cesira amano la vita ma non conoscono i cavalli…. direbbero “i cavalli ci incuriosiscono” ….. ecco, sta tutta li l’essenza dell’esistenza, perchè se smetti di essere curioso vuol dire che sei vecchio, ma che sei vecchio dentro…e loro non lo sono.

Che dire. Veramente una bella chiacchierata. Belle storie, belle aspettative e voglia di vivere nella semplicità e nel rispetto dei nostri amici cavalli. Licinio, col Gigen e la Cesira ci insegnano tutto questo. La semplicità di pensiero, la curiosità per la vita e la bellezza dei propri sentimenti sono di sicuro una delle strade per la felicità. Grazie Licinio e ricordati che al primo concorso dove ci incontriamo mi hai promesso un caffè preparato sul tuo van…..magari col Gigen e la Cesira.

Fabrizio Bonciolini con Licinio Grossi

Milano, Fornovo – Dicembre 2015

About The Author

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *