Mascalcia 0.2 – L’evoluzione della mascalcia – a cura di Alessio Floris

Il breve percorso storico rivisitato nel nostro primo articolo, parte da una condizione di fondatezza, il cui risultato pratico ci porta ad affermare che mascalcia e medicina veterinaria hanno radici comuni.

Lo sviluppo dell’ippiatria in particolare, come vera scienza medica, con le tutele derivanti , da un punto di vista legale e da una ancor più importante certificazione accademica, lascia quanto mai perplessi, come invece la professionalità del maniscalco sia devoluta semplicemente a una semplice classificazione istat. La figura del maniscalco deve tornare a essere riconosciuta,come fu peraltro previsto nel 1937, per la sua professionalità e, interessi di categoria o prolissi burocratici, non possono  più esserne da ostacolo

Inserire un attività cosi delicata, che prevede un bisogno primario degli equidi, che siano essi sportivi o di allevamento, all’interno di una generica categoria di fabbri, non garantisce professionalità e soprattutto la salute dell’animale.

Il legame fra l’uomo e questo splendido animale si è profondamente trasformato, specie in quello che viene definito mondo occidentale, passando da mero strumento di trasporto a fiero protagonista di importanti attività sportive.Questo cambiamento di scena oltre ad aumentare il livello affettivo, rende ancora più indispensabile un percorso formativo,un’elevata competenza e una tutela che copra in maniera equipollente maniscalco,animale e, di questo,  il suo proprietario.

Un sistema formativo e un sistema legalmente riconosciuto garantirebbero inoltre aggiornamenti continui in un settore ricco ed in continua trasformazione,che ha visto l’implementazione in materia podologica di nuovi materiali.

Se è vero comunque che l’utilizzo dei ‘ferri di fabbrica’ ha soppiantato ormai quelli artigianali, conoscenze e abilità del maniscalco fanno la differenza, nella scelta del tipo di ferro, (lega,plastica) e nella finalità (attività sportiva,terapia riabilitativa), con altrettanta certezza possiamo affermare anche che la creazione del ferro, ancora oggi, è capacità indispensabile del bravo maniscalco per la cura di patologie particolari e la prevenzione di eventuali problemi. La disponibilità di nuove resine sintetiche, di colle specifiche per lo zoccolo e di tecniche per il pareggio del piede e la sagomatura del ferro, fanno si che oggi l’ambito di applicazione del maniscalco viva in un contesto evolutivo continuo che spazia dalla metallurgia alla chimica, dalla biomeccanica alla medicina.

Un contesto di sviluppo e di mutamento costante non deve farci perdere però quell’immagine di ‘bottega’ quell’odore di ferro che sale dalla forgia e quel battere ritmato e cadenzato che deve rimanere punto cardine e romantico di questo antico mestiere.

 Antico e moderno dunque, scuola e tradizione italiana da una parte , innovazione e tecnica dall’altra, richiedono professionalità specifiche per una figura che sempre di più si relaziona con il medico veterinario con un obiettivo comune: il benessere del cavallo.

                                Alessio Floris

photo credit : Maria Shutova Emotional Photography

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