Massimo Arcioni – Una carrozza piena di novità.

Massimo Arcioni, altro competitor alle recenti elezioni Fise, mi dedica un po’ del suo tempo per raccontarsi e raccontarci la sua visione sul nostro mondo.

Massimo proviene da una delle discipline meno “note” e pubblicizzate tra quelle equestri: gli attacchi.

– Massimo come nasce la tua passione in primo luogo per il cavallo e poi per gli attacchi, disciplina meno comune rispetto alle altre;

la mia passione nasce da piccolo, avevo 8 anni e già andavo con i miei zii che erano tagliaboschi in Umbria a cavallo di muli, asini e cavalli. Mio padre poi per lavoro, conosceva Raimondo D’Inzeo e quando andava a trovarlo a Piazzale Romania nella vecchia sede del reparto a cavallo dei Carabinieri, mi portava sempre con se ed io osservavo le riprese affascinato.

Quando potevo permettermelo, andavo a fare delle passeggiate a cavallo a Bracciano e al Sasso (Cerveteri), poi quando le mie figlie espressero il desiderio di montare le segnai alla scuola di Tor di Quinto, allora il presidente di circolo era l’arch. Ammiraglia. In seguito, visto che aspettavo senza far niente il tempo della lezione, decisi di prendere anch’io delle lezioni. Da quel momento, lavoro permettendo, ebbi diversi cavalli che montavamo con le mie figlie, uscendo spesso insieme per le gare di fine settimana.

Ricordo l’esame che feci per il primo grado, con esaminatori che bocciarono un 60% degli esaminandi, e a darmi la patente fu tra gli altri, Federico Euro Roman, al circolo ippico delle Capannelle in Roma. Da lì per 15 anni concorsi a go-go. A me piaceva il completo, era il periodo del boom dei cavalli italiani promossi dall’Enci, ebbi diversi puledri che preparai per il premio circoscrizionale a Tor di Quinto presso i Lancieri ed a Grosseto al nazionale.

Il lavoro interruppe questo percorso agonistico da amatore. Nel frattempo aprii un centro ippico a Capranica la cui scuola viene seguita da mia figlia Manuela e nel quale avevamo ben sei specialità, attacchi, monta da lavoro, western. dressage, salto ostacoli e riabilitazione equestre. In pratica le ho praticate quasi tutte, il mio centro era sede di campionati regionali di monta da lavoro, team penning ed attacchi. Fu un periodo esaltante, gli attacchi mi affascinarono per la difficoltà tecnica, Voi immaginatevi preparare uno o più cavalli e far loro eseguire il dressage con attaccata una carrozza, ed immaginatevi pure il cross, una prova nella quale il cavallo deve superare le stesse difficoltà di un cavallo montato. Gli attacchi mi hanno dato tanto in termini di successi sia a livello nazionale (camp. italiano di combinata, più volte argento e bronzo di completo) che a livello internazionale con la inclusione nella squadra in ben due mondiali!

Attualmente mi sto preparando per i campionati italiani di completo ad ottobre.

Il tuo programma elettorale è stato riconosciuto come lungimirante ed innovativo. Alla resa dei conti però, i voti raccolti non sono stati molti. Cosa non ha funzionato?

il mio programma elettorale, ma sarebbe più giusto dire il nostro perché siamo stati gli unici a comporre una piattaforma con i progetti più votati realizzata da tutti (tesserati, giudici, ippogenitori) , è stato molto apprezzato ma, lo dico a malincuore, il sistema di voto non è stato né libero né democratico. La mia denuncia, prima del sistema di voto dopo la piccola riforma di ridurre le deleghe da 7 ad una, è andata a finire sul tavolo del Presidente Malagò ma, in una telefonata fattami dallo stesso, Lui ha rimandato le responsabilità alla fise che deve convocare un’assemblea per far approvare le modifiche e poi chiedere alla Giunta del Coni l’approvazione.

E’ evidente che non fa comodo a nessuno dei “politicanti” cambiare questo sistema basato esclusivamente sul voto di scambio ed in molte circostanze a veri e propri ricatti ai tecnici, alle ASD minacciate di non avere più concorsi in calendario, corsi di formazione ed altro… insomma un “sistemino paramafioso” che ho denunciato anche in televisione. A parole sono tutti d’accordo ma poi battere il pugno sul tavolo a tutti fa male la mano.

– Tu sei uno dei pochi promotori del voto allargato a tutti i tesserati maggiorenni. Ma qual’è la reale fattibilità di questa riforma che, per lo sport, sarebbe epocale?

il voto diretto agli atleti, oltre che alle ASD è un diritto sacrosanto. Non esisterebbero le federazioni e neanche il Coni senza gli atleti, questa figura centrale è priva di diritti (solo doveri, vedi il regolamento) e non gli è consentito di votare il Presidente nè prendere parte alla vita federale. Visto che abbiamo commemorato quest’anno il grande Pietro Mennea, riporto questa Sua grande denuncia e cioè che “l’atleta sia considerato l’ultima ruota del carro”.

Gli altri candidati hanno posto osservazioni che condivido sul percorso per arrivare a questa epocale novità ma loro l’hanno evidenziata per non farla! Però possiamo avvicinarci molto ed accorciare i tempi come del resto avviene in altre federazioni ed in Fei. Mi spiego, è prerogativa del presidente farsi indicare dagli atleti dei nominativi per comporre le Commissioni di disciplina attraverso una votazione on-line, una volta avute le risultanze in base allo Statuto il presidente nomina i membri. In questa maniera non esisterebbero gruppi dal nome “Stufi della Fise” perché i tesserati si sentirebbero parte della federazione ed ascoltati,…. semmai il nome potrebbe diventare ” la nostra Fise”. Scherzo ovviamente ma è evidente che la consistente riduzione di distanza tra la dirigenza e la base abbatterebbe tanti ostacoli….

– Ti ricandiderai per provare a portare avanti le tue idee?

non ho deciso ancora se mi ricandiderò, aspetto i primi del nuovo anno.

– Mi dai una definizione di “base” ? Quella base di cui tanto si parla e che sembra non trovare una sua definizione omogenea?

della base come detto sopra fanno parte i diretti fruitori dello sport cioè gli atleti, i cavalli, i tecnici, i giudici . Ognuna di queste categorie con una propria rappresentanza ma con altrettanta amalgama nelle commissioni . Non capisco come mai quando si discutono regolamenti non partecipi ad esempio il dipartimento veterinario in modo particolare per essere attenti ai principi di tutela del cavallo.

– Cosa faresti per arginare i purtroppo parecchi casi di maltrattamento, alcuni noti che hanno trovato ampio risalto sul web e altri completamente sconosciuti, ma che quasi sicuramente esistono? E già che ci siamo, anche per il doping sia umano che equino?

Per combattere i casi di maltrattamento i regolamenti ci sono, personalmente promuoverei su tutto il territorio delle riunioni aperte agli atleti con i giudici per far sentire la vicinanza e la determinazione della dirigenza su tale argomento e non dare alibi a nessuno di dire ” non lo sapevo”. Per il doping umano è necessario che sia la Fise a chiedere e implementare dei controlli al CONI (organo deputato a disporli sugli atleti), a cominciare anche dai concorsi regionali, per iniziare a fare cultura nei confronti dei giovani e sensibilizzarli ad uno sport pulito e corretto. Per quello equino oltre a più incisivi controlli sull’identità del cavallo e sulle certificazioni sanitarie, per coloro che risultano, ad un eventuale controllo doping, positivi, sanzioni più alte quando viene accertata l’intenzionalità ad alterare le performances del cavallo con potenziale danno alla salute e benessere dell’animale. L’istituzione di una banca dati che riporti l’elenco delle sostanze più usate per il doping per incentrare un’azione più mirata per combatterle. Per il benessere del cavallo ho proposte molto articolate che sono presenti su mio sito www.fisecambiamento.it

– Che rapporto hai con i tuoi cavalli?

Per me sono come fratelli, tengo moltissimo a loro. Quando si lavora per esercizi devono impegnarsi e pretendo massima concentrazione, quando siamo in relax prato e coccole.

Le Famiglie……coloro che permettono ai ragazzi di avvicinarsi a questo sport……cosa faresti per loro?

Nella mia associazione cerchiamo di dare ai ragazzi volenterosi e virtuosi i cavalli migliori, non glieli facciamo comprare, troviamo il modo per dividere la spesa di mantenimento di un cavallo a due allievi; dopo che hanno raggiunto il I°Grado , se una famiglia ritiene di far intraprendere una carriera agonistica al proprio figlio, mettiamo a disposizione il tecnico per eventuali consulenze sull’idoneità del cavallo in relazione all’abilità acquisita ed al grado di gestirlo. La nostra è ancora un’associazione a carattere familiare, dove è possibile cerchiamo di aiutarci quando vediamo la passione.

– Che ne pensi del lavoro fatto fin’ora dal Consiglio insediatosi a fine Marzo?

Il lavoro del consiglio non mi ha sorpreso; un libro aperto…….qualche ritocco a qualche programma e regolamento, incarichi a chi si è distinto nella campagna, conflitti di interessi …per me Orlandi è il segno della “continuità”. E’ vero che ha pubblicato le delibere (ma lo obbliga lo Statuto, ) ed è altrettanto vero che non ha pubblicato i compensi dei dirigenti , i “verbali di consiglio” in barba al concetto di trasparenza. E’ dai verbali che posso vedere gli interventi dei consiglieri, se portano idee, se hanno iniziative o se sono “muti”. Nel mio programma avevo scritto che avrei fatto riunioni di consiglio in streaming, vorrei una vera casa di vetro nella quale il sotterfugio, l’accordo sottobanco non deve esistere e si premia il merito di chi porta nuove soluzioni.

– Olimpiadi 2024, si o no e perché.

Sarei stato un fautore delle Olimpiadi ma con questo Governo, con questo Coni che ha ceduto il suo gioiello (Pratoni del Vivaro) senza dirlo a nessuno e col sotterfugio mentre ci stavamo battendo per creare una forma di gestione allargata con la Regione, francamente, non mi fido per niente. Penso sempre ai tesserati, hanno già avuto una fregatura con il falso acquisto del CEF, due volte si rischia di passare per fessi.

– I social ed i vari gruppi che parlano di cavalli di equitazione…….che rapporto hai col web e cosa ne pensi.

la loro funzione è importante ma solo per far circolare informazioni , provengo da un’attività di manager ed i programmi o progetti si fanno con altro “metodo”.

– Sei d’accordo con l’istituzione dell’albo istruttori?

Certo, sono d’accordo con la creazione di un Albo istruttori e nel nostro programma avevamo previsto anche di avviare un procedimento per riconoscere un profilo previdenziale. Oramai siamo tanti e non è pensabile arrivare ad una certa soglia di età dopo un lavoro passato sui campi, al freddo, all’acqua ed al vento e non avere diritto ad una pensione.

– Dicci qualcosa di te che non sappiamo.

da prima che decidessi di candidarmi attraverso la consultazione delle primarie, avevo ed ho un profilo pubblico nel quale esprimo idee ed opinioni politiche, di gossip, e si possono vedere i miei gusti in fatto di musica, film e passioni oltre al cavallo. Il mio secondo amore è…. la motocicletta, ce l’ho da quando avevo 13 anni, amo le passeggiate in montagna, il mare e viaggiare…insomma sono un “epicureo”

Grazie Massimo per la tua disponibilità a chiacchierare con noi e un in bocca al lupo per tutto……in carrozza naturalmente.

Fabrizio Bonciolini con Massimo Arcioni

Milano, Roma – Settembre 2015

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