MONTEFALCO – LE LAME OSPITANO LA MOSTRA: “Lettere. Immagini. Sogni”

Mostra di pittura, Horses Sporting Club Le Lame, Montefalco

Inaugurazione venerdì 11 maggio ore 18

Apertura 12 – 20 maggio 2018

La mostra è stata inaugurata venerdì 11 maggio, nell’ambito del CSI 2* presso Le Lame, promossa da Equideando, in collaborazione con Valorizzazioni Culturali ed LM & Partners. Presentata dal curatore Carlo Galli, l’inaugurazione ha ottenuto un ottimo apprezzamento da parte del pubblico presente, che ha partecipato con curiosità ed interesse ad un evento collaterale un po’ particolare per un concorso ippico internazionale. Al termine delle gare della giornata di venerdì, sono stati invitati alla mostra i cavalieri partecipanti al concorso, i quali hanno gradito particolarmente l’iniziativa. Aperitivo con salumi e vini umbri hanno coronato l’evento.

Uno dei quadri presentati alla mostra, quello dell’artista Rudy Sesti, è stato donato poi dalla proprietaria, Signora Teresa Spada, all’asta benefica tenutasi il giorno successivo, il cui ricavato è stato destinato al Comitato per la Vita Daniele Chianelli, nell’ambito del progetto “Al Galoppo contro il cancro”, che si occupa di ricerca e assistenza nel  campo delle leucemie.

La mostra è rimasta aperta per tutto il fine settimana e lo sarà nuovamente durante il CSI 3* del 18-20 maggio.

Di seguito riportiamo il comunicato ufficiale di Artouverture:

Direttamente da Bellagio, dove ha riscosso un grande successo di pubblico e critica, arriva al Centro Equestre Le Lame di Montefalco la mostra collettiva «Lettere. Immagini. Sogni». Curata da Artouverture, di Carlo Galli e Rita Calenda, l’insieme di opere esposte ricostruisce in un ideale filo conduttore le motivazioni artistiche che hanno animato importanti artisti negli anni ’60-’70.

Come scrive nella prefazione al catalogo il critico Alberto Gerosa, «Tutte le opere possono essere riconducibili a un unico denominatore ‘lo sono’ per la comune riduzione della forma a segno, operata con l’intento di eludere la percezione addomesticata dalla tradizione/cultura, liberando invece la visione delle categorie primarie dello spazio, del tempo e delle loro reciproche correlazioni. A tale scopo tendono tutti gli artisti della mostra, dagli esponenti dell’informale ora più geometricamente astratto – per quanto simili classificazioni risultino a volte problematiche –, ora più espressionistico, ora ancora colto nella sua più inconscia e primigenia immediatezza come nel caso delle Subliminazioni del “discepolo” Dognazzi. Passando per gli Aliani e i Bonalumi che memori dell’insegnamento dell’arte povera si concentrano su materia e supporti per ripensare la rappresentazione dello spazio, tesi verso l’approdo all’op art e all’arte cinetica. Dove il sapiente uso della luce e di giochi cromatici genera quella sintesi dinamica di spazio e tempo che è il movimento (Costalonga, Le Parc, di nuovo Nigro…). E dove l’interazione del fruitore diventa più che mai costitutiva, nella ormai piena consapevolezza che a fare l’opera d’arte è tanto chi la crea quanto chi la osserva. Una consapevolezza, questa, che va di pari passo con le riflessioni maturate negli stessi anni della pubblicazione di Res Publica da Brioschi, Enzensberger e Iser sull’atto di leggere, momento imprescindibile dall’esistenza del testo letterario e attività creativa tanto quanto lo scrivere.

La benevola magia delle immagini di questa mostra consiste nell’interloquire maieuticamente con il “Tu” che si sofferma di fronte a esse. Nell’attivarne i gangli sinaptici, guidandone il passaggio a livelli di consapevolezza più alti e, nell’immediato più pratico, a una più acuta facoltà di giudizio».

Artisti presenti in mostra:

 

Vittorio Ziffarelli

Nasce a Bari nel 1944 ma vive a Milano dove ha il suo atelier. Nel 1976 ha frequentato l’Accademia dei cinquecento a Roma. Ha partecipato al premio di San Ambroeus di Milano e sempre a Milano ha esposto a Palazzo Litta. Può vantare un lunghissimo elenco di mostre e partecipazioni a manifestazioni artistiche. A Venezia ha esposto nel 2011 a Palazzo Pesaro Papafava in occasione della Mostra  Symphonie de Couleurs curata da Artouverture in concomitanza con la Biennale ed ancora a Venezia nel 2017 presso gli Archivi della Misericordia in occasione della Mostra InForma curata da Valorizzazioni Culturali/Artouverture, sempre in occasione della Biennale.

Gianluca Rebollini

Nasce a Roma nel 1967  ma vive a Milano dove ha frequentato i suoi studi artistici. Ha partecipato a varie mostre tra le quale Italian Contemporany Art a Trezzo sull’Adda ed è uno dei fondatori dello Spazio M’Arte di Milano. Nel 2017  ha esposto a Venezia  presso gli Archivi della Misericordia in occasione della Mostra InForma curata da Valorizzazioni Culturali/Artouverture, in concomitanza con la Biennale.

Federica Lanfranchi

Nasce a Sarzana dove vive e lavora; nel 2016 si avvicina all’arte come autodidatta. A due anni dall’inizio, ha già al suo attivo tre mostre collettive importanti di cui una a Bellagio inserita nella Rassegna dedicata ai Maestri dell’Avanguardia anni ’60/’70 ed una a Milano in occasione del Fuori salone del Mobile presso la Galleria Porpora.

In contemporanea al proseguimento dell’attività pittorica, ha scritto un libro, pubblicato nel 2017, che è una sorta di autobiografia nel quale racconta il suo percorso lavorativo inserito nel contesto della cittadina di provincia nella quale vive.

Rudy Sesti

Difficile ricostruire con precisione le tappe della vita e della carriera di questo artista, partite dalla Sicilia – dove appartenne verosimilmente alla cerchia del pittore/poeta Carlo Capodieci (1899-1973) – e approdate su lidi lontani (Argentina, Francia), fino alla lunga permanenza romana e al nostos finale nella natia Siracusa. Pittore di paesaggi ma anche di ritratti e caricaturista, Sesti sfugge alla catalogazione in una precisa corrente artistica, tanto febbrile era la sua ricerca nell’ambito del colore e delle forme. La sua intransigente unicità gli valse in vita isolamento e solitudine più che riconoscimento.

Tommy Dognazzi

Le opere qui esposte sono testimoni dell’approdo di Dognazzi a una fase più concettuale rispetto ai suoi precedenti studi sulla suddivisione degli spazi e, ancor prima, agli esordi avvenuti ancora nell’alveo del figurativo, come testimoniato dai primi cicli “La forma del colore” e “Le concluse armonie”. Tale approdo si riassume nell’intrigante formula “Subliminazioni”, che racchiude in nuce la strategia sottesa a tutti i lavori più maturi dell’artista lombardo: suggerire possibili strutture di significato sotto forma di gesti segnici abbozzati e poi improvvisamente interrotti, stimolando l’intervento dello spettatore chiamato in causa per ricostruire la dinamica arcana racchiusa nell’opera.

Flycat

Pseudonimo del writer e artista italiano Luca Massironi (n. Milano 1970), rappresentante della prima generazione del writing italiano e fautore di una peculiare ricerca sulla lettera che lo vede confrontarsi con il patrimonio di conoscenze provenienti dallo scenario di formazione statunitense, di cui si fa massimo – oltre che originale – interprete e portavoce in Italia. A tredici anni il primo contatto con la dimensione hip-hop, esplorata nella sua totalità prima di concentrarsi interamente sul suo versante grafico-visuale. Il lavoro di Flycat riflette una prioritaria e costante tensione sul fronte stilistico, ma soprattutto una consapevolezza non comune per l’ambiente italiano delle origini, in linea di continuità con le innovazioni e gli insegnamenti di alcuni dei più grandi maestri del writing americano. Ulteriore arricchimento gli è conferito dalla parentesi californiana a Los Angeles, vivendo in prima persona la cultura chicana di East L.A. attraverso i suoi storici esponenti. Nel Manifesto del Futurismo Celeste, redatto nel 2013 in una prima versione, Flycat manifesta la volontà di restituire sacralità e unità ontologica al segno grafico della lettera riallacciandosi all’artificiosità e al carattere criptico delle litterae caelestes, scrittura in uso nei documenti ufficiali del tardo Impero Romano. Figura trasversale, affronta la cultura hip-hop anche in campo musicale, producendo tre album, di cui uno a Los Angeles. La sua travagliata esperienza personale e la sua visione risolutamente artistica del writing ne fanno un sostenitore di attività con risvolti sociali e un efficace testimonial istituzionale; in quest’ultimo ruolo partecipa nel 2008 alla costituzione di un tavolo di discussione sull’arte urbana promosso dal Ministero della Gioventù. Protagonista in Italia di molteplici mostre ed eventi, l’arte di Flycat viene esposta più volte in California. Nel febbraio 2016 è invitato ufficialmente dal Governo e dal Ministero degli Affari Esteri Iraniano con la supervisione del critico d’arte Giorgio Grasso ad esporre presso il Tehran Museum of Contemporary Art e a tenere un workshop presso l’ Academy of Arts. L’ Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani inserisce Flycat quale artista-writer storico italiano interprete originale dell’arte del Writing. 2018, crea l’opera murale dal titolo “Celeste Allegoria” per la catena di ristoranti ‘Pizzhub’ nella sede di Assago, Milano.

Adolfo Chiesa

Scultore.

Claudia Corò

Pittrice sognatrice, spesso attinge dalle fantastiche ed inesauribili storie della mitologia classica. Questo lavoro è ispirato alla ninfa Scilla e la nàiade Cariddi,  citate poi nel famoso mito degli Argonauti e nell’Odissea, rispettivamente tramutate Scilla in mostro marino dalla maga Circe gelosa della sua bellezza e Cariddi invece in uno spaventoso gorgo marino da Zeus per punirla perchè aveva rubato ad Eracle i buoi di Gerione.

La morfologia della cartografia grafica guida la mano dell’artista, più che il nesso con il luogo geografico rappresentato. Seguendo le linee di livello, sia quelle batimetriche marine o le isoipse riguardanti le altezze sopra il livello del mare, come un filo d’Arianna nel labirintico slancio creativo Claudia trova la sua dimensione, sempre sospesa tra il reale ed il non reale: sta allo spettatore scegliere cosa vedere.

 

Artouverture

L’associazione culturale Artouverture nasce dalla nostra personale esperienza di critici e appassionati d’arte contemporanea.

L’associazione opera nell’ambito artistico-culturale fornendo spazio e contributo organizzativo agli artisti contemporanei, con l’intento di creare un libero canale di comunicazione con il pubblico.

Senza privilegiare alcuna tendenza e al di fuori dei canali tradizionali di diffusione, l’associazione offre nuove forme di visibilità sul piano del mercato e nuove occasioni al pubblico per avvicinarsi all’arte di oggi. Nel recente passato Artouverture ha organizzato mostre di notevole importanza, riscuotendo grande successo di pubblico; ricordiamo in particolare le mostre di Silvestro Lega e di Hermann Hesse.

Nel periodo della Biennale di Venezia l’associazione è sempre presente con eventi collaterali in concomitanza della stessa, occupando location importanti perché, come disse Agatha Christie, “Nessun artista può sentirsi appagato solo dall’arte. C’è il naturale desiderio di rendere nota la propria maestria”.

Con la sua selezione di opere messe a disposizione dalla col- lezionista Carla Romanenghi, la mostra costituisce un prezioso distillato della produzione dell’Avanguardia anni ’60/’70 in Italia, proposta al pubblico secondo un percorso logico ben definito. Ma lasciamo ora parlare le opere, con l’auspicio che la visita sensibilizzerà nuovi appassionati alle attività della nostra associazione.

Rita Calenda, Carlo Francesco Galli

artouverture @gmail.com

 

Ringraziamo Artouverture per la gentile collaborazione.

15 Maggio 2018

Susanna Fusco e Fabrizio Bonciolini

 

About The Author

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *