Nicola Zampolini – “Le Lame”; cosa bolle in pentola?

Siamo nel cuore d’Italia, in Umbria. Qui, a Montefalco, in località Polzella, tra ulivi e vigneti sorge il Centro ippico “Horses Le Lame”, gestito dalla Famiglia Zampolini. Facciamo una chiacchierata con uno di loro, Nicola.

Nicola, raccontaci un po’ della tua famiglia …..il loro legame con l’equitazione e i compiti che ciascuno di loro ha nella struttura di gestione.

Mio padre si innamorò dei cavalli a 16 anni, lui all’epoca già svolgeva numerosi lavori e appena ha potuto comprò il suo primo cavallo, lo portò nella fattoria di suo padre dove allevavano vitelli e coltivavano la terra. Da allora la passione si è sviluppata nel tempo, tant’è vero che il regalo di fidanzamento che fece a mia madre fu un cavallo grigio di nome Neve, da cui ebbe anche dei puledri. Poi venni al mondo io, che fui subito “iniziato” all’equitazione ma con scarsi risultati. Mio fratello Fabio invece aveva una passione innata che si trasformò subito in agonismo. Lui cominciò molto presto a partecipare ai concorsi. Anche Simone, il più piccolo dei miei fratelli, è un bravissimo cavaliere e lavorano quotidianamente con i puledri del nostro allevamento.

zampolini fabio

Simone Zampolini

Tuo padre, imprenditore, trova forza e entusiasmo nel lavorare all’organizzazione dei concorsi. Tua madre si occupa della segreteria. Tu, prossimo alla laurea in architettura, sei in cucina. Raccontaci come, la tua famiglia, ha deciso di buttare anima e cuore nella gestione di un Centro Ippico, oltretutto così grande e impegnativo.

Ovviamente tutta la famiglia fu travolta dal vortice delle gare: mio fratello Fabio era seguito da un bravissimo giovane e talentuoso cavaliere di nome Lorenzo Attili, il quale montava anche alcuni dei nostri cavalli con eccellenti risultati sportivi. Così dapprima decidemmo di costruire una scuderia per far sì che Fabio e Lorenzo potessero lavorare in un impianto di altissima qualità. Mattone dopo mattone, ci facemmo prendere la mano e dopo 11 mesi di lavori avevamo costruito uno dei centri ippici più grandi d’Italia senza nemmeno rendercene conto, tanto erano forti la passione e l’entusiasmo. Da li fu breve il passo che ci portò ad organizzare il nostro primo concorso ippico, nel giugno 2011.

zampolini fabioo

Fabio Zampolini

Parlando di cucina, da cosa nasce la tua passione per i fornelli?

Può sembrare un controsenso, ma in realtà i miei genitori erano così occupati nella gestione delle attività di famiglia, che puntualmente alla sera nessuno aveva avuto il tempo per andare a fare la spesa! Così come spesso accade fummo costretti a fare di necessità virtù, e tutte le volte aprendo il frigorifero c’era la sensazione di dover affrontare una “mistery box” e dover creare un piatto con tanta fantasia e pochi ingredienti! Credo che questo fatto mi abbia fatto scattare dentro una molla. Da allora ho iniziato a studiare dai libri dei grandi chef, mi sono appassionato all’enologia e alle materie prime che il territorio mi offriva e ho iniziato a formare la mia passione per la cucina.

zampolini trio

Nicola (a sinistra) e Fabio

Mettere in pentola da mangiare per tanta gente non è una roba semplice. Come ti organizzi in previsione del “pienone” durante le manifestazioni?

Sicuramente, all’inizio non è stato semplice, ma arrivati a oggi, avendo sulle spalle oltre 50 manifestazioni organizzate, posso dire di avere un grande bagaglio di esperienza che mi semplifica molto il lavoro. Non perdo, mai l’occasione, però, per sperimentare nuove idee e accrescere il servizio che offriamo ai nostri graditissimi ospiti. L’obbiettivo che mi sono prefissato è di accrescere ad ogni occasione il ventaglio di scelte, la qualità delle materie prime e la nostra professionalità.

Umbria, regione di grandissima tradizione culinaria. La tua cucina si basa su prodotti locali, magari a Km zero o ha una più ampia portata?

Nascere in un paese come Montefalco ti segna l’esistenza, ho la fortuna di vivere in un luogo in cui tutto ruota attorno alla convivialità, al Sagrantino e alla cucina tradizionale. A ciò si aggiunga che io ho scelto di studiare in una grande città come Roma, dalla quale cui ricevo numerose influenze. Mi piace pensare che la mia cucina sia un connubio tra la mia regione e le esperienze che via via mi suggestionano.

Qual è il tuo “piatto forte”, la ricetta che ti viene meglio ?……anzi, già che ci siamo, prova un po’ a darcela…….

Un sacco di miei amici hanno la passione di andare a caccia di funghi, così ogni tanto mi capita di mettere le mani su qualche bel fungo porcino! Subito mi viene da pensare agli gnocchi di patate di Colfiorito, già così il risultato è mondiale, ma se aggiungi anche delle vongole veraci allora fai bingo! Il segreto è tutto nella mantecatura degli ingredienti, le vongole devono essere cotte a parte così da ottenere un saporito liquido di cottura che poi andrà a legare gli gnocchi e i funghi porcini. Ovviamente gli gnocchi fatti in casa sono un must! Non importa che siano tecnicamente perfetti, il solo fatto di averli tirati a mano da un grande senso di soddisfazione e di amore per i nostri commensali.

Al di là del tuo compito nell’organizzazione, spiegaci cosa vuol dire gestire un Centro come “Le Lame”.

E’ un lavoro molto duro. Le sfaccettature di un evento che si estende su più giorni porta con sé un grande numero di varianti, basti pensare solo al ruolo che gioca il meteo! Se c’è il sole devi prevedere come tutelare cavalli e cavalieri dalle alte temperature, mentre se piove e fa brutto tempo devi fare in modo di riscaldare gli animi di tutti i partecipanti! Una grande mano ce la mettono tutti i nostri collaboratori; l’altra parte la fa la struttura. Organizzare un concorso ippico significa, innanzi tutto, garantire il regolare svolgimento delle gare. E i nostri campi, in tal senso, offrono sicure garanzie.

– A proposito….perchè “Le Lame”?

Prima che costruissimo il centro ippico avevamo già iniziato l’allevamento di cavalli, che dà il nome poi alla struttura. Il nostro allevamento sorge nella nostra casa: abitiamo in collina nel casolare che era di mio nonno; qui abbiamo dei terreni, che per l’appunto trovandosi in collina hanno in alcuni punti una notevole pendenza. Ecco, queste zone vengono chiamate dagli anziani del luogo “ le lame”, perché a seguito di grandi piogge la terra viene trascinata a valle creando dei veri e propri solchi, delle lame di terra. Prendendo questo nome ci sembrava di legare la passione per l’allevamento alla nostra tradizione.

Avete, per il 2016, una programmazione importante di eventi che spaziano da contesti regionali a internazionali, dal salto ostacoli al dressage per finire con il cavallo arabo…..sei pronto per sfamare l’orda di cavalieri ed accompagnatori a vario titolo che si presenteranno?

Spero proprio di si! La parte più bella nella gestione del nostro centro ippico è il fatto che sia estremamente versatile. Ogni anno affrontiamo nuove tipologie di concorsi e manifestazioni, cambiare è bello, ti dà stimoli sempre nuovi e rende il lavoro interessante e meno faticoso.

– Ma anche quando sarai architetto continuerai ad occuparti del centro?

Sono molto legato alla mia terra, e ancora di più alla mia famiglia, come scrisse un grande poeta, “ del futur non v’è certezza”, però io credo che il mio futuro sarà legato a Le Lame per molto molto tempo.

Ti è mai venuta la voglia di aprire un ristorante?

Ci penso spesso, anche perché in molti tentano di spingermi in quella direzione, primo tra tutti mio padre! Ora però, per restare in tema, “ho tanta carne al fuoco”, tanti progetti che vorrei realizzare e, per come intendo io la ristorazione, credo che sia prematuro ora. In futuro, chissà… magari quella sarà la mia strada maestra. 

– Perchè un cavaliere deve venire a “Le Lame” a fare un concorso lasciando da parte il discorso montepremi?

Innanzi tutto per l’ambiente, e per ambiente non intendo solo l’aria “familiare” che si respira nel centro ippico, intendo anche il territorio; la natura che ancora domina i nostri paesaggi; gli eccellenti vini che le cantine producono; i colori che le stagioni dipingono all’orizzonte, ogni volta diversi, ma sempre meravigliosi.

Oltre a quelle già in essere, avete allo studio altre iniziative per sviluppare le potenzialità del centro?

Mio padre è un vulcano, fosse per lui ogni 6 mesi metterebbe in cantiere nuove migliorie alla struttura! Anche se c’è da dire che i lavori sono terminati da neanche 3 anni e per un po’ di tempo ce ne staremo buoni! Forse….

zampolini giovanni

Papà Giovanni Zampolini

Un sogno nel cassetto. Che manifestazione vorresti ospitare nel vostro impianto?

L’anno scorso abbiamo organizzato il nostro primo CSI 3*, a cui hanno preso parte cavalieri provenienti da 19 Nazioni, quest’anno abbiamo in calendario 2 settimane di internazionale. Il sogno nel cassetto è di riuscire, da qui a poco tempo, a poter innalzare il livello di questa manifestazione e portarla ai massimi livelli continentali.

Grazie Nicola. Ti abbiamo distratto per un po’ dalle tue cento cose da fare. E’ indubbio che unire l’utile di un concorso in un posto così al dilettevole di un bellissimo paesaggio come solo il centro Italia sa regalare è un notevole valore aggiunto. Se poi ci aggiungi che si mangia e si beve bene…………

Fabrizio Bonciolini & Susanna Fusco

con Nicola Zampolini

Marzo 2016

About The Author

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *