Paolo Paini – L’Ottava Meraviglia

Paolo Paini e Ottava Meraviglia di Ca’ San Giorgio. Un binomio che ha fatto benissimo ai Campionati di Arezzo, un risultato frutto di lavoro serio, competenza e rispetto per la crescita. Un punto di partenza che fa ben sperare in un futuro davvero radioso per questa bella coppia…..e non solo.

Allora Paolo, quinto posto in classifica generale ed apprezzamenti da tutto il mondo equestre per questa bella performance…..

Sono contentissimo per come sono andati i campionati. Monto Ottava Meraviglia da quando aveva sette anni e da subito ha messo in risalto le sue grandi qualità. E’ una cavalla molto tecnica e regolare e devo dire che il 2016 è stato l’anno della svolta nella sua maturazione.

Quale dei tre giorni è stato il più duro, il più difficile?

Forse il primo…..l’approccio. Una tabella C. Lei non è molto veloce, sono venuti due errori. Peccato. Ottava Meraviglia fa quattro errori in tutto il campionato e tutti e quattro all’uscita delle combinazioni. Ha una falcata molto ampia e le combinazioni le vengono un pò corte. Forse, avessi montato meglio, avrei potuto evitare quegli errori.

paolo

Paolo ed Ottava Meraviglia durante i Campionati

Ed ora Roma…..

Non c’è ancora nulla di ufficiale. Credo che le convocazioni siano rese note il dieci maggio, ma è ovvio che ci spero e tanto. Ottava Meraviglia merita Roma.

– A parte voi, ottime performance di cavalli Italiani, mi viene in mente ad esempio la vittoria di Indiana del Terriccio il secondo giorno. E’ una sorta di rivincita dell’allevamento Italiano? Abbiamo soggetti che possono ambire a confrontarsi con i grandi?

Vi sono dei soggetti di grande qualità, che poco hanno da invidiare a ben più  blasonati “colleghi” stranieri. La differenza con l’estero è la quantità. La riescono ad allevare un gran numero di cavalli ed è più facile che il “fenomeno” salti fuori. Da noi è più difficile.

– E quali sono i motivi di questa difficoltà?

Essenzialmente economici. Costi alti di trasferte, di mantenimento e premi molto assottigliati. Diventa difficile allevare. L’allevatore si trova ad affrontare costi elevati, sia di allevamento che di lavoro, a fronte di premi risibili. Mettiamoci poi il fatto che non tutti i cavalli hanno eguale crescita e che magari devi aspettare fino ai nove o dieci anni affinché maturino (se li vuoi rispettare) con altro aggravio di costi. A quel punto l’unica “salvezza” è la vendita. Altro tasto dolente: in tutta Europa il comparto del cavallo sportivo è sotto l’egida dell’agricoltura, da noi no ed anche questo penalizza non poco.

– Tu, di cavalli giovani ed italiani, ne hai fatto una specializzazione…..

Si, ho sempre montato cavalli giovani. Ora ho un buon gruppo, tutti Italiani. Ritengo che in Italia vi siano degli ottimi cavalieri che potrebbero portare avanti un discorso basato sulla preparazione dei giovani soggetti, ma siamo sempre li col discorso……tanti costi e pochi premi.

– Piazza di Siena è un momento di confronto con i grandi cavalieri del mondo……

Pensa che questa dovrebbe essere la regola, non l’eccezione. Siamo tagliati un pò fuori dal cuore dell’equitazione che conta. Confrontarsi con i migliori è uno stimolo alla crescita ed un apprendimento costante, oltre che una diversa maturazione per i cavalli, che beneficerebbero non poco a saltare costantemente all’estero. Ma qui subentra un altro problema. E’ difficile trovare inviti. Le Federazioni straniere ci considerano poco e di conseguenza, a parte coloro che vivono e lavorano fuori, viene difficile fare esperienze del genere.

– Ma come si evolve la tua carriera e chi sono stati i tuoi tecnici?

Guarda, devo innanzitutto ringraziare la famiglia Braghieri che mi ha “adottato” sportivamente parlando, dandomi la possibilità di montare a cavallo. Poi ho ricevuto grande aiuto da Stefano Cesaretto ed ultimamente collaboro con Emilio Bicocchi, tanto per citare il Campione d’Italia che considero un gran Signore ed un vero uomo di cavalli.

Hai dei rapporti di collaborazione costanti con allevatori?

Si, con Stefania Chittolini, l’allevatrice di Ottava Meraviglia. Cerchiamo di portare avanti un certo tipo di lavoro che, questa volta, credo abbia ampiamente ripagato le aspettative.

Hai un sogno? Un traguardo?

A dire il vero il mio sogno lo sto già in parte vivendo, che è la concretizzazione del lavoro svolto. Poi è chiaro che mi piacerebbe fare qualcosa di importante, come ad esempio un campionato europeo o saltare in qualche coppa della nazioni di quelle serie. Chissà……..

Grazie Paolo della bella ed interessante chiacchierata. Prima dicevi che Ottava Meraviglia si merita Roma…..Io direi che ve la meritate entrambi. Ancora complimenti ed in bocca al lupo, per  Roma e per tutto quello che verrà dopo.

Fabrizio Bonciolini & Susanna Fusco

con Paolo Paini

Aprile 2016

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