Pierluigi Fabbri – Un reiner tutto d’oro

Fratta Terme non è solo quella località adagiata tra le colline dell’Emilia Romagna orientale attraversate dal Rio Salso, famosa per la sua varietà di acque, ma anche il luogo in cui opera Pierluigi Fabbri, uno dei componenti il “team meraviglia” che ci ha regalato, ai campionati Europei di Aachen, la medaglia d’oro a squadre nel “reining”, la specialità più tecnica della monta americana.

Approfittiamo sfacciatamente della squisita disponibilità ed ospitalità della gente di questi luoghi e cerchiamo di imbastire con Pierluigi un discorso che va al di la della celebrazione della fresca medaglia portata a casa. Cerchiamo proprio di fare un viaggio nei meandri di questa disciplina, a me personalmente quasi sconosciuta come penso a buona parte dei nostri lettori.

– Pierluigi, parliamo un po’ di te innanzitutto. Raccontaci le tue esperienze equestri prima di dedicarti al reining e cosa ha fatto scattare la molla che ti ha portato, insieme agli altri, sul tetto d’Europa;

Ho cominciato ad andare a cavallo all’età di 5 anni e non mi sono più fermato. Ho fatto un po’ di tutto, dal salto con i pony, alle corse a pelo. Sono sempre stato affascinato dalla cultura equestre americana, soprattutto dei cowboy e del loro rapporto con i cavalli. Mio padre mi ha regalato la prima sella americana a 12 anni; la conservo ancora. Prima del reining ho praticato altre discipline della monta americana come il Trail Horse, western pleasure, western riding, nei quali ho vinto diversi titoli italiani. All’età di 20 anni ho cominciato a dedicarmi esclusivamente al reining in quanto ne ero molto affascinato e mi procurava particolari emozioni. Sul tetto d’Europa mi ha portato l’ambizione e la passione, il tutto corredato da un team davvero fantastico. È stato un risultato sofferto, ma siamo davvero una super squadra.

– Il tuo primo istruttore ed il tuo primo cavallo con il quale hai affrontato questa disciplina…..che ricordi hai di loro;

Il mio primo vero istruttore è stato Pierre Ouellet che mi ha insegnato tantissimo lasciandomi dei bei ricordi. Il mio primo cavallo era una femmina, Amiyorsasy Penny. La comprai quando aveva 6 mesi ed una volta cresciuta, la cominciai ad addestrare. Era una brava cavalla ed è stata fondamentale per la mia esperienza.

– La tua carriera non è, per adesso, solo l’oro a squadre di Aachen, quali sono gli altri risultati importanti che hai conseguito?

Un terzo posto al World Reining Cup di Basilea nel 97. Futurity limited open Champion 2004, Futurity Open e Intermediate Open Reserve Champion nel 2006, Derby Level 2 Reserve Champion 2011, Maturity Champion Level nel 2012. Argento a squadre e quarto Individuale ai Campionati Europei Augsburg 2013. Oro a squadra e quinto individuale ai campionati europei di Aachen. Sempre finalista in tutti i maggiori eventi a cui ho partecipato.

– Mi viene da dire che questa disciplina, come probabilmente le altre della monta americana, sia in espansione; è un’idea sbagliata o è così?

È vero tutte le discipline sono in netta espansione ma non quanto il reining, la più tecnica di tutte.

– Un buon cavallo da reining, che caratteristiche deve avere?

Deve avere una naturale conformazione fisica, poi sviluppata con il lavoro e l’addestramento, un carattere docile e velocità d’apprendimento per poter esaltare al massimo le sue caratteristiche tecniche. Ovviamente i migliori, come in tutte le discipline, sono quelli con molta predisposizione naturale alle manovre repentine e veloci.

– A che punto è l’allevamento dei Quarter in Italia?

Come importanza siamo i secondi, dopo gli Stati Uniti. Abbiamo allevamenti importanti e storici come l’Arcese Quarter Horse che dispone di linee di sangue importanti che hanno notevolmente contribuito alla crescita della nostra disciplina. Ci sono poi parecchi altri allevamenti che ogni anno riescono a vincere premi allevatore un po’ in tutta Europa, come, ad esempio, Roberta Stables di Claudio Risso. E poi abbiamo diversi allevamenti nuovi, piccole realtà ma estremamente qualitative, caratteristica importantissima per la crescita del movimento.

– Al di là del reining, quali sono le altre discipline della monta americana?

Sono molte. I Quarter Horse sono cavalli molto versatili e ben si adattano alla diversificazione delle specialità. cito il cutting, il roping, il Team Penning, il barrel racing, il pole bending, il working cow horse, il western pleasure, il western riding, lo showmanship at Halter, l’halter under Saddle, il western horsemanship, il Trail; queste sono le più conosciute, ma ve ne sarebbero tante altre da nominare . Non si possono spiegare una a una perché ci vorrebbero giornate intere. Per ognuna di loro i cavalli devono essere molto preparati.

– Una curiosità……ma quanto pesa una delle vostre selle?

Dai 4 ai 13 chilogrammi. Dipende dai materiali impiegati e dalla lavorazione.

– Domanda che mi rendo conto abbia bisogno di settimane di racconti………come avviene la preparazione di un cavallo da reining, cioè, quali sono le basi dell’addestramento?

La preparazione di un cavallo da reining incomincia molto presto. La doma viene eseguita quando hanno 18/ 24 mesi e, dopo i due anni, si incomincia l’addestramento vero e proprio; passo, trotto, galoppo, sviluppo della muscolatura della schiena, cessione alla gamba, appoggiate e poi l’addestramento specifico per ogni singola disciplina. Ovviamente il tempo di addestramento dipende anche dalla naturale predisposizione del cavallo ad apprendere ciò che gli viene richiesto. Tutta la preparazione viene fatta in funzione della gara più significativa del reining a livello mondiale,Il Futurity, che si svolge a Novembre ed è riservata ai cavalli di tre anni, dotata di alto montepremi ed in grado di segnare la carriera di un cavallo.

Sponsor e monta americana…..come siamo messi? Che tipologia di montepremi è prevista per queste gare?

Lo sponsor e un po’ il nostro tallone d’Achille. Tutt’ altra cosa rispetto al salto d’ostacoli o al dressage. Adesso forse con i risultati ottenuti ai campionati europei, speriamo qualcosa si muova in questo senso anche per noi.

Per quanto riguarda i montepremi vi sono due gare importanti; il Futurity in Italia e il Futurity tedesco riservato ai 4 anni. Nelle altre gare non ci sono montepremi importanti Questa una cosa un pò triste; Il reining, insieme al volteggio è l’unica disciplina che porta medaglie. Speriamo si facciano avanti altri sponsor importanti per noi.

– A parte voi, secondo te, al mondo, chi sono i più forti? Fammi il nome di tre cavalieri e tre nazioni;

Sicuramente gli Stati Uniti, dove è nata questa disciplina che come esperienza e qualità di cavalli sono superiori a tutti. Ci sono tanti italiani che lavorano nei Stati Uniti come, ad esempio, Andrea Frappani, che uno dei tre cavalieri più importanti, poi Shawn Flarida e Jordan Larson. Ma ci sono anche altre nazioni europee e cavalieri europei forti, come Bernard Fonck, Rudi Kronsteiner e Grischa Ludwig. Gli americani sono molto più avanti in quanto hanno tanti sponsor ed una qualità di cavalli superiori

– Il vostro comparto è sotto l’egida FISE. Qual’è il rapporto con la Federazione?

Ho avuto il piacere di collaborare per due volte con la Fise. Una volta nel 2013 a Augsburg dove già mi trovai bene in quanto abbiamo avuto un aiuto molto professionale dalla federazione. Per quanto riguarda i campionati europei di Aachen sono stati più che straordinari; Tanto di cappello a tutta l’organizzazione, dallo staff veterinario del Dr. Daniele Dall’Ora, allo staff tecnico, alla psicologa sportiva, al nostro massaggiatore, al fisioterapista per i cavalli, al coordinatore Andrea White. Un esperienza così da sogno non me la sarei mai aspettata. C’è stato un bellissimo affiatamento tra la squadra e loo staff. Ho avuto il piacere di conoscere il Presidente della Fise e la Signora Mancinelli che ci hanno sostenuto con la loro presenza ed il loro tifo.

– I tuoi programmi per i prossimi, diciamo, dieci anni……le tue aspirazioni e le tue aspettative;

Lo confesso…..sono molto ambizioso e mi piace sempre dare il massimo. uno dei miei obiettivi è quello di riuscire a fare i WEG in Canada. Spero di avere sempre cavalli speciali e preparati per fare grandi eventi . Ci vuole sempre il binomio giusto per affrontare al meglio le grandi competizioni.

– Cerca di convincere un ragazzo che si avvicina agli sport equestri a scegliere la monta americana…..

Cercherei di far presente la differenza tra la monta americana e la monta inglese. Avere una base della monte inglese fa bene anche nella monta americana. La monta americana forse è più da rilassante, ma comunque impegnativa. Ci vuole un grande sensibilità, un grande elasticità fisica. Sembra una disciplina facile ma ci vuole parecchio autocontrollo, preparazione e dedizione.

– Che rapporto hai con i tuoi cavalli?

Cerco di avere con loro un rapporto d’amicizia; un amico severo ma sempre pronto a capire il carattere le esigenze di ognuno di loro. Non c’è un sistema unico che funziona con tutti nello stesso modo. Ogni cavallo è un individuo a se stante con caratteristiche diverse. Credo che la più grande qualità di un buon addestratore sia quella di sapersi adeguare ad ogni cavallo.

– Che tipo di ambiente è quello che circonda la monta americana ?

L’ambiente nel nostro sport è amichevole anche se c’è comunque tanta competizione. Non c’è invidia facciamo tante feste dov’è si ritrovano tutti e viene festeggiato quello che è andato meglio, una specie di terzo tempo. In contemporanea con una nostra gara a Manerbio abbiamo avuto il piacere di vedere un internazionale di salto, ma mi è sembrata un ambiente diverso…..più snob…..più un sentirsi superiori.

– Un tuo pensiero finale sulla tua attività sportiva, su questa chiacchierata e sul movimento equestre in generale.

In generale il nostro sport non è mai stato molto conosciuto anche se siamo al secondo posto nella classifica mondiale. Con questo evento, gli Europei, dove abbiamo vinto la medaglia d’oro, abbiamo certamente avuto molta più visibilità mediatica e spero che la cosa continui in questo senso; che tutti ci vedano sempre di più . E vi ringrazio anche per questa intervista.

Ringraziamo noi Pierluigi per averci dedicato parte del suo tempo e speriamo di vedere lui e gli altri ragazzi arrivare sempre più in alto e che continuino a portarci a casa medaglie su medaglie. La rinascita e l’ampliamento di tutto il movimento equestre passa anche da qui. E non dobbiamo fare altro che alzarci in piedi ed applaudire questi nostri atleti, loro ed i loro cavalli. Grazie davvero.

Fabrizio Bonciolini con Pierluigi Fabbri

Fratta Terme, Milano – Ottobre 2015

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