Responsabilità del centro ippico e manleva – LE RESPONSABILITA’ ALL’INTERNO DEL MANEGGIO – Parte IV

– LA RESPONSABILITA’ DEL CENTRO IPPICO – LA RESPONSABILITA’ CONTRATTUALE

Non si può escludere che in alcuni casi di specie – casi che dunque vanno conosciuti e analizzati in concreto – sia possibile una responsabilità del centro ippico e/o dell’istruttore.

Uno dei fattori che più facilmente permette di identificare il responsabile, consiste nel valutare quale sia il soggetto con cui è stato stipulato il contratto. Quindi, se il corso di equitazione è organizzato dal centro ippico, ed è quest’ultimo il soggetto che ha ricevuto il pagamento, eventuali azioni di responsabilità andranno indirizzate verso il centro ippico. Se invece, il corso di equitazione sia solo pubblicizzato all’interno del centro ippico, ma l’organizzazione sia stata predisposta dall’istruttore e sia quest’ultimo il soggetto che riceve il pagamento, eventuali azioni di responsabilità andranno indirizzate verso l’istruttore.

È opportuno precisare che il rapporto contrattuale esiste e genera obbligazioni e responsabilità a prescindere dal fatto che sia stato stipulato per iscritto (situazione, peraltro, assai infrequente), ed altresì a prescindere dal fatto che siano stati rispettati gli obblighi di natura fiscale relativi al rilascio di una ricevuta. La responsabilità nasce dal contratto e l’esistenza di una ricevuta, anche se non è di per sé essenziale, è la miglior prova che il danneggiato possa fornire dell’esistenza del contratto.

Va altresì precisato che il soggetto con cui è stato stipulato il contratto non è l’unico possibile responsabile; è quello nei cui confronti è tecnicamente più semplice ottenere il risarcimento del danno, ma le azioni di responsabilità possono essere rivolte verso molteplici soggetti.

Come già detto, solo un’analisi integrale e approfondita del singolo caso di specie permette di affermare se esista una responsabilità. La valutazione riguarda diversi aspetti, in particolare: a) età ed esperienza del fruitore del corso di equitazione; b) potere di controllo dei possibili responsabili sulla situazione di pericolo che ha cagionato il danno (nel caso sopra: dove si svolgeva la lezione: in maneggio, in passeggiata? Chi gestisce l’ingresso al maneggio? Il passaggio di cavalieri è abituale o è stato eccezionale? Chi sceglie e chi mette a disposizione il cavallo da montare? L’animale è adatto all’addestramento di principianti?).

– CLAUSOLE DI ESONERO DA RESPONSABILITA’ – LA MANLEVA

E’ prassi far sottoscrivere, presso i maneggi o i circoli ippici, prima della partecipazione a lezioni di equitazione o prima delle passeggiate all’esterno, delle dichiarazioni di esonero dalla responsabilità della struttura che gestisce la scuola di equitazione per eventuali danni subiti o arrecati dai cavalieri. Ritengo che tali clausole siano assolutamente nulle, ai sensi dell’art. 1229 Cod. Civ. (“E’ nullo qualsiasi patto preventivo di esonero o di limitazione di responsabilità per i casi in cui il fatto del debitore o dei suoi ausiliari costituisca violazione di obblighi derivanti da norme di ordine pubblico). Ciò soprattutto con riguardo ad eventuali danni fisici, perché il diritto all’integrità fisica è un diritto indisponibile. Non si può negare che la sottoscrizione di tali clausole possa essere vista come il tentativo di legittimare atteggiamenti colposi o di leggerezza degli organizzatori dell’attività equestre, incentivando l’elusione di regole e trasformando una sana attività sportiva, al servizio del benessere psicofisico della persona, in una fonte incontrollata di pericoli.

Soprattutto saranno di nessun valore quelle dichiarazioni sottoscritte per praticare attività all’interno di un maneggio, sotto la guida di personale ed istruttori qualificati, soprattutto in considerazione della giovane età degli allievi.

E’ inoltre da tenere presente che il recente “Codice del consumo” (D.lgs 6 settembre 2005 n. 206) ha sancito il diritto dei partecipanti alle lezioni di discipline sportive  a ricevere, in quanto “consumatori”, un servizio “sicuro” e “garantito” ed ha altresì espressamente sancito (all’art. 36 comma 2 lett. a) la nullità “…. delle clausole che (….) abbiano per oggetto o per effetto di escludere o limitare la responsabilità del professionista, in caso di morte o danno alla persona del consumatore, risultante da un fatto o da un’omissione del professionista”.

Si potrebbe ipotizzare la validità di clausole di esonero dalla responsabilità in caso di attività di equiturismo o trekking a cavallo, esercitata da cavalieri esperti, laddove si ravvisi il carattere di pericolosità oggettiva dell’attività. In tal caso la dichiarazione di ogni partecipante di assumersi la responsabilità dei danni che potrebbe subire o causare potrebbe valere come dichiarazione di accettazione di una particolare e consensuale ripartizione dei rischi.

Alla luce delle precedenti considerazioni, riteniamo che potrebbero essere più utili delle dichiarazioni scritte nelle quali l’utente dei servizi offerti dal circolo ippico attesta il suo grado di abilità nella pratica equestre, supportandola magari con attestazioni o brevetti posseduti, e nel quale viene descritta compiutamente l’attività che sarà svolta (lezioni base, lezioni avanzate, attività di maneggio, escursioni all’esterno), sottolineando, qualora ne ricorrano gli elementi, la concessione dell’utilizzo “in autonomia” del cavallo, per testimoniare, in caso di necessità, la concessione in uso del cavallo al cliente, ed escludere così la responsabilità del proprietario.

Tratto dagli Atti del convegno di Cadoneghe – 13 giugno 2016

“Il Cavallo – La gestione tra etica e legge”

Avv. Susanna Fusco

 

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