RESPONSABILITA’ OGGETTIVA DEL PRESIDENTE DI CIRCOLO NEL REGOLAMENTO DI GIUSTIZIA FISE 2015

LA RESPONSABILITA’ OGGETTIVA DEL PRESIDENTE DI CIRCOLO NEL REGOLAMENTO DI GIUSTIZIA FISE 2015

In uno dei recenti Consigli Federali, è stata approvata la modifica del Regolamento di Giustizia.

Tale nuovo Regolamento, che contiene anche una modifica dell’art. 4 sulla responsabilità oggettiva del Presidente di Circolo, di cui andiamo a parlare, è stato inviato al CONI per l’approvazione. Ma a tutt’oggi non si è avuta ancora comunicazione né della sua approvazione da parte del CONI, né dell’effettivo contenuto.

L’art. 4 del Regolamento di Giustizia Fise, così come approvato nel 2015, prevede che il legale rappresentante (quindi solitamente il Presidente) di enti affiliati o aggregati alla Fise sia oggettivamente responsabile per tutti gli illeciti sportivi commessi dai propri tesserati, per gli illeciti disciplinari commessi all’interno delle proprie strutture, per il comportamento degli istruttori del centro, per la presenza ingiustificata di sostanze dopanti all’interno del centro stesso.

Inoltre, è prevista, al comma 2 dell’art.4 suddetto, la responsabilità degli istruttori o assimilati per gli illeciti commessi dai tesserati minorenni loro affidati, come abbiamo già visto in precedenza.

Ma cosa si intende esattamente quando si parla di responsabilità oggettiva? Secondo il codice civile (art.2047 c.c. e seguenti), è la responsabilità che opera sempre e in ogni caso, indipendentemente dall’intervento reale dell’agente, per il solo fatto che egli si trovi in quella determinata posizione. 

La responsabilità oggettiva si fonda solo sulla esistenza del nesso di causalità tra l’evento e la condotta posta in essere dall’agente, per cui esso risponde del danno anche se non è stato causato con intenzione (dolo) o anche solo con negligenza (colpa). Per liberarsi da questa responsabilità si deve dimostrare la mancanza di collegamento fra il proprio comportamento (causa) e il danno (effetto).

Nel nostro caso quindi il Presidente di circolo è responsabile dei comportamenti previsti dall’art. 4 del Regolamento di Giustizia, in qualunque situazione. Anche se non fosse presente al momento della commissione dei fatti e addirittura se non ne fosse a conoscenza.

Riguardo alle sostanze dopanti, l’unica possibilità di sfuggire alla responsabilità oggettiva è la denuncia tempestiva. La quale però risulta impossibile nel caso di mancanza di conoscenza dell’illecito stesso.

Analizziamo nel dettaglio tutti i casi per i quali è prevista la responsabilità oggettiva del Presidente di circolo.

1 – Illeciti sportivi che vengano commessi dai propri tesserati. (art. 4, c.1 a))

Sono illeciti sportivi la somministrazione di sostanze dopanti e l’uso di metodi o strumenti vietati che modifichino la prestazione dei cavalli, quali ad esempio la pratica di sbarrare i cavalli sul salto; le violazioni delle norme Fei e Fise che vietano l’uso di sostanze dopanti; i comportamenti anche omissivi che modifichino lo svolgimento di una gara o che portino vantaggio a qualcuno. La responsabilità del Presidente di Circolo opera altresì per i comportamenti tenuti dalle persone tesserate nel proprio circolo.

2 – Illeciti disciplinari commessi all’interno delle proprie strutture. (art. 4 c.1 a))

Illeciti disciplinari (di cui all’art.1 c.2 c) d)) che comportano la responsabilità del Presidente di circolo sono: a) i comportamenti anche omissivi compiuti sul cavallo, come mero sfogo, violenza o brutalità, che possano causare al cavallo dolore o disagio anche solo psicologico, non necessari; b) utilizzo di metodi o sistemi di allenamento violenti. La responsabilità del Presidente sussiste qualora tali atti siano compiuti all’interno del circolo da chiunque, a meno che non vengano subito denunziati.

3 – Operato di chi li rappresenta. (art. 4 c.1 a))

 I Presidenti di circolo sono sempre responsabili oggettivamente per l’operato di chi li rappresenta, anche per questioni singole, ai sensi delle norme federali.

4 – Comportamento dei propri dirigenti accompagnatori, istruttori e sostenitori. (art. 4 c.1 a))

In questo caso il Presidente di circolo è responsabile oggettivamente anche del solo comportamento di accompagnatori, istruttori e sostenitori. Non viene precisato in quale luogo. Quindi precauzionalmente si deve ritenere che la norma intenda ovunque; quindi sia all’interno del circolo, come all’esterno, per esempio in concorso. Questo, naturalmente senza escludere la responsabilità personale di chi commette l’illecito. Dunque, un istruttore che in concorso commetta un illecito è responsabile personalmente, ma il Presidente del circolo presso il quale lavora è altresì oggettivamente responsabile di tale comportamento.

5 – Illeciti sportivi a loro vantaggio. (art. 4 c.1 b))

I Presidenti di circolo si presumono responsabili degli illeciti sportivi da chiunque siano commessi a loro vantaggio, a meno che non provino la loro estraneità.

6 – Presenza di sostanze dopanti. (art. 4 c.1 c))

I presidenti di circolo sono oggettivamente responsabili per la presenza di sostanze dopanti all’interno di luoghi che siano nella propria disponibilità, se non tempestivamente denunziata. Quindi all’interno del circolo, ma in luoghi nei quali essi abbiano possibilità di controllo.

Non solo i Presidenti di circolo sono soggetti alla responsabilità oggettiva. Lo sono anche i dirigenti accompagnatori, gli istruttori, altri accompagnatori e delegati, per gli illeciti che vengano commessi da tesserati minorenni appartenenti al loro circolo, quando essi siano loro affidati.

La considerazione principale che sorge spontanea analizzando questa norma, è che il Presidente di circolo è gravato da una responsabilità molto pesante, in quanto è indipendente dalla sua conoscenza della commissione dell’illecito.

Se poi si considera che iI Presidente di circolo si può liberare da questa responsabilità non solo dimostrando la sua totale e completa estraneità all’illecito ma altresì provando l’inesistenza di ogni qualsivoglia collegamento tra il suo comportamento e quello di chi ha commesso l’illecito, dimostrazione questa particolarmente gravosa, si capisce bene come il rischio di un suo coinvolgimento sia davvero molto elevato

In considerazione delle argomentazioni svolte sarebbe, pertanto, auspicabile che questa norma fosse quantomeno rivista dagli organi federali, in punto di ridimensionamento di tale responsabilità. Chi accetterà più altrimenti la gravosa carica di Presidente?….

Tratto dagli Atti del convegno di Cadoneghe – 13 giugno 2016

“Il Cavallo – La gestione tra Legge ed Etica”

Avv. Susanna Fusco

 

 

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