RICCARDO MARTINENGO MARQUET – Crescita dei giovani e Navet come esempio.

Cavaliere, istruttore e tecnico. Riccardo Martinengo Marquet basa la sua attività sulla crescita dei giovani cavalli e cavalieri. Alla ricerca dei rider del futuro, con l’esempio di uno dei più grandi cavalieri di sempre.

  • Riccardo, un 2017 con qualche vittoria e tanti piazzamenti. Che propositi per il 2018?

In generale è stato un 2017 senza infamia e senza lode, ho molti cavalli giovani in crescita alcuni dei quali molto qualitativi. Il 2018 sarà all’insegna della crescita di questi soggetti .

  • Lemato Price è stato la scorsa stagione il tuo cavallo di punta, lo sarà anche per questa? Hai altri soggetti interessanti con i quali affrontare la stagione che sta per cominciare?

Si, Lemato Price mi dà sempre delle grandi soddisfazioni ogni volta che entro in campo. E’ un cavallo intelligentissimo e un vero combattente, è nato in casa da una cavalla che montava mia moglie Raffaella nei Gran Premi. E’ uno dei cavalli di cui mi sento più fiero di aver fatto crescere sportivamente. Per la stagione prossima avrò tre nuovi soggetti giovani dell’allevamento di Boscochiaro di proprietà della signorina Alessandra Panciera, di cui sono il cavaliere, che andranno a rinfoltire il gruppo.

  • Cavaliere, istruttore ed anche tecnico delegato dal Comitato FISE Veneto per un progetto per i giovani cavalieri. Quali di queste attività rispecchia di più Riccardo?

4- Essere cavaliere e anche istruttore non è mai stato difficile per me, i due ruoli si compenetrano nel mio caso abbastanza facilmente. Essere il Tecnico del Comitato Veneto dei giovani cavalieri è stato per me un lavoro svolto in modo molto semplice, non invasivo perché tutti i ragazzi hanno il loro istruttore a casa e in concorso. Lo definirei un “dialogo” che all’inizio dell’anno era un po’ timido e che via via è diventato sempre più facile. Ritengo che sia un’opportunità enorme quella di un Comitato che mette a disposizione a proprie spese un tecnico che cerca tra gli atleti emergenti il giovane talentuoso da far crescere. È stata un’idea del Presidente Clara Campese e del Consigliere Davide Gallo che mi ha visto subito entusiasta, anche perché è un progetto che nessuna regione ha mai messo in atto prima.

  • Tre qualità essenziali per un buon istruttore …

Sicuramente chiarezza di espressione dei concetti, trasmettere calma e serenità , cercare di mettersi al passo con i tempi perché questo sport è in continua evoluzione.

  • Ma i futuri de Luca e Zorzi li avete identificati ?

Magari!!! È prestissimo, è un progetto partito solo nel 2017 e ha avuto parecchi aggiustamenti di tiro nel corso dell’anno. Speriamo di cogliere i frutti quanto prima.

  • Veneto all’avanguardia anche per la crescita dei giovani cavalli. Com’è lavorare con un Comitato attento e propositivo come il vostro?

Il progetto dei giovani cavalli sotto legida di Atos Caselli ha avuto ottime risposte nel corso dell’anno. Le partecipazioni sono state sempre di più e sono state molto utili per cavalli un po’ più “verdi”. È il primo anno che rivesto un incarico in seno al Comitato regionale e devo dire che è un vulcano di idee, è coraggioso nel lanciarsi in progetti nuovi ed è costituito da gente intraprendente con la quale è possibile confrontarsi in maniera paritaria.

  • Il tuo obiettivo stagionale come Cavaliere è …?

Sicuramente far maturare ed emergere i cavalli giovani che ho in lavoro ed essere competitivo con quelli più pronti.  Ho previsto inoltre di spostarmi per un periodo nella scuderia di un cavaliere molto famoso per aggiornarmi.

  • C’è qualcosa nella tua vita professionale che hai fatto, non hai fatto, che avresti voluto fare per il quale torneresti indietro?

Posto che ho avuto il piacere e l’onore di lavorare in scuderia del pluricampione Eric Navet, dai miei 24 ai miei 30 anni, mi sono sempre chiesto cosa sarebbe successo se fossi rimasto li’ come mi era stato proposto. Ho ammirato e tuttora ammiro questo grande cavaliere per la sua monta, per la sua versatilità e per l’approccio che ha nell’insegnamento. Se potessi tornare indietro avrei iniziato il rapporto con lui molto prima.

  • Riccardo senza cavalli… chi sarebbe oggi?

Non riesco ad immaginarmi lo scenario. Sono nato e cresciuto in una casa dove c’erano i cavalli, da piccolo venivo portato ai concorsi che sono stati il mio “parco giochi”. Ogni esperienza più bella esperienza della mia vita ha avuto in larga parte come protagonisti i cavalli, veramente non saprei.

  • Hai una sorella forte … ma è più forte lei o sei più forte tu? Che rapporto avete?  Collaborate?

Ho sempre pensato che mia sorella fin da bambina, avesse quel qualcosa in più che l’avrebbe fatta emergere. La sua vocazione è sempre stato lo sport ad alti livelli, la mia vocazione è quella della formazione dei cavalli giovani. Abbiamo un rapporto di reciproca stima e talvolta collaboriamo.

  • Hai già deciso cosa fare da grande?

Mi immagino guardare i miei figli faro lo sport di famiglia. Sarebbero la quarta generazione.

  • Prendi il microfono e dì ciò che vuoi a chi vuoi.

Più sport meno politica.

Grazie Riccardo. Tanti in “bocca al lupo” da farti, per la tua stagione, per i tuoi figli, per i tuoi cavalli giovani e per i tuoi incarichi. Quando trovi i nuovi Zorzi o de Luca, faccelo sapere.

Fabrizio Bonciolini e Susanna Fusco

11 gennaio 2018

foto gentilmente concesse da Riccardo Martinengo Marquet

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