Roberto Arioldi – Prendetemi…….se ci riuscite !

Roberto Arioldi è uno dei cavalieri Italiani più vincenti in assoluto. Credo sia quasi impossibile tenere il conto di tutte le sue vittorie. E’ uno di quei cavalieri, non molti a dire il vero, che ha saputo, nel corso degli anni, mantenere sempre un alto profilo nel rendimento. Nel suo Palmares troviamo due partecipazioni olimpiche (1996 e 2004), medaglia d’oro  individuale ed a squadre ai giochi del mediterraneo nel 2005, tre partecipazioni ai Campionati Europei ( 1993, 1995 e 2001) e un Campionato del mondo nel 1996. Proviamo a farci raccontare qualcosa di lui.

– Roberto come ti sei avvicinato ai cavalli e chi sono stati i tuoi primi istruttori.

Mi sono avvicinato ai cavalli casualmente. Quando ero piccolo, vicino a casa mia c’era un maneggio. Ci sono entrato per curiosità e non sono più uscito. Il mio primo istruttore è stato un grande uomo di cavalli. Ugo Menicanti.

– Quando e perchè hai deciso che questa sarebbe stata la tua professione ?

Verso i 16/17 anni. Non ero ancora, ovviamente, munito di patente, continuavo imperterrito ad andare in maneggio, solo per muovere cavalli che non erano miei. A volte mi capitava anche di muovere i cavalli della scuola. Mi piaceva troppo ed ero troppo appassionato. Decisi di provarci.

– Sei volte Campione Italiano; nel 1987 con Rosa, dal 1999 al 2001 con Paprika della Loggia, nel 2002 con Dime de La Cour e nel 2010 con Utile. Quali di quesi titoli è stato il più inaspettato?

Il Primo, quello con Rosa. Era una trottatrice. Vinse contro qualsiasi pronostico.

– Tu hai avuto tanti cavalli vincenti, di cui serberai certamente bei ricordi, ma se ti faccio il nome di Bellivienne, cosa mi dici?

Bellivienne era una cavalla fantastica. Grande saltatrice, supervincente e, dopo, ottima mamma avendo generato Paprika Della Loggia, la quale ha vinto tre campionati Italiani assoluti consecutivi.

– Emanuele e Francesca, i tuoi figli, anche loro a cavallo con già in carniere risultati importanti. Raccontaci un pò le loro qualità tecniche e dove, in prospettiva, potrebbero arrivare.

Francesca è una garista nata. Emanuele ha iniziato più tardi a montare rispetto a lei. Meno agonista, ha molta pazienza con i cavalli giovani. Inoltre, essendo istruttore di secondo livello, mi da una grossa mano nella gestione dei nostri allievi.

– Cavallo Italiano/Cavaliere Italiano, binomio ultravincente se parliamo di te e della tua storia. Cosa, secondo te, si potrebbe fare per migliorare ed incentivare l’allevamento del cavallo sportivo.

Bisogna migliorare il parco fattrici. Provate ad andare all’estero a cercare di comprare una fattrice che ha già generato buoni cavalli. Il puledro ve lo vendono, la fattrice no di sicuro! E poi bisogna cercare di migliorare l’addestramento del puledro; avere la forza di rispettarne i tempi di crescita, che non sono uguali per tutti.

– La nostra equitazione, da anni, è un pò sottotono nei grandi palcoscenici internazionali. C’è una formula per cercare di riagguantare quelle glorie che ci appartenevano?

Una delle strade è sicuramente quella di cercare di avere un allevamento più qualitativo, da cui poter attingere cavalli da competizione di un certo livello, senza essere costretti ad andare a comprare all’estero. Più attenzione all’allevamento Italiano quindi e fare di tutto per migliorarlo sempre di più.

– Domanda secca……chi è il miglior cavaliere al mondo? O quantomeno il tuo preferito…..indipendentemente dai risultati.

Attualmente secondo me sono due: John Withaker e Ludger Beerbaum. Se facciamo un salto indietro di un pò di anni, Raimondo D’Inzeo.

– Tu hai vinto tantissimo. Chi è oggi, in Italia, il tuo erede? Ammesso che esista.

Emanuele Gaudiano. Cavaliere molto agonista. Ci prova sempre. Quasi come me !!!

– Quanto andrai ancora avanti a vincere? Tu fai parte della vecchia guardia e la vecchia guardia non molla mai.

Andrò avanti fino a quando riuscirò ancora a divertirmi. Secondo me è la condizione essenziale. Quando senti che non ti diverti più, appendi stivali e speroni al chiodo e dedicati ad altro, ma non a montare in gara.

– Cosa diresti ad un ragazzo per convincerlo a scegliere di praticare l’equitazione anzichè, che ne so, il tennis?

Questo sport non lo puoi scegliere; Devi sentire dentro la passione e l’amore per i cavalli, a qualsiasi livello tu monti o qualsiasi disciplina tu pratichi. E quando senti questo, è lui che sceglie te. Non si spiegherebbero altrimenti tutti i sacrifici che si fanno per montare a cavallo.

Ringraziamo Roberto per la sua disponibilità. Quando lo incontrerete in qualche concorso, se per caso dovrete fare un barrage con lui……provateci, ma sappiate che le speranze di finirgli davanti sono davvero minime……Vecchia guardia : PRESENTE !!!!!!!

Fabrizio Bonciolini con Roberto Arioldi

Milano – Ottobre 2015

About The Author

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *