Samba e Saudade

Fabrizio incontra Ismar Augusto Ribeiro Neto,
per gli amici, semplicemente DUTO.

 

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“Caro Amico ti scrivo………” ; mi piace vederlo così questo virtuale incontro/racconto con Duto, grande cavaliere, grande maestro, grande uomo, ma, soprattutto, grande amico. Uno di quelli amici che puoi non vedere per cinquant’anni, ma che basta scrivere una volta “ciao come stai” e ti sembra di essere ancora li, a Cardano al Campo, nei primi anni ’80; Qui invece siamo a Campinas, Stato di San Paolo, in un autunno Brasiliano che sembra estate; siamo li, seduti davanti ad una caipirinha ed una brahama e le domande vengono fuori, naturalmente….tutte quelle domande che non hai mai fatto e quelle risposte che non hai mai dato perché non c’era bisogno. Un sorso di cerveza e si comincia il viaggio:
Duto, quando hai cominciato a montare a cavallo….e perché?

  • A Gennaio del 1967; un mio carissimo amico, Pazinato, mi disse che suo padre, ottimo cavaliere, aveva portato un cavallino alla “Sociedade Hipica De Campinas”e che lui avrebbe dovuto iniziare a montare. Così, di nascosto dai miei genitori, ho iniziato anch’io a montare, agli ordini del maestro Miranda.

Chi sono stati i tuoi istruttori ?

  • Ne ho avuti molti e da tutti ho imparato . Il Maestro Miranda, il primo, dal quale ho imparato il coraggio assoluto. Coronell Mondino, l’eccellenza dell’equitazione e poi Neno Stazzacappa che mi ha insegnato l’assoluto dominio sul cavallo; poi ancora Guilano, la perfezione nell’assetto e nello stile. All’età di 18 anni, non avendo un istruttore fisso, ho cercato di imparare il più possibile da altri grandi maestri dell’epoca, come Coronel Boson, dal quale ho assorbito importanti nozioni di dressage; Guilbert Arambuja, uno delle pietre miliari della storia dell’equitazione brasiliana e non e poi Reynoso Fernandes, l’equitazione più pura che abbia mai visto. Ho poi fatto moltissimi stages con cavalieri di fama mondiale: Thomas Fuchs, Nelson Pessoa, Katty Kusner, Gerry Mullins ed altri.

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Camp. Mirins 1967 – Duto, quarto da sin. vicino al Coronell Mondino  – Duto a Campinas nel 1967 in sella a Marques

Raccontami qualcosa sulle tue prime gare

  • Ad aprile del 1967 ho preso la mia prima medaglia, con un cavallo che si chiamava Cavour. Pochi mesi dopo iniziò a lavorare come istruttore all’Hipica De Campinas il celebre Coronel Mondino. Con lui siamo stati un anno senza fare un salto perché prima abbiamo dovuto imparare “ a stare a cavallo”; nel 1969 la Sociedade Hipica De Campinas mandò una squadra a saltare al primo campionato Brasilieiro de Mirins, categoria creata per cavalieri ed amazzoni da otto a quattordici anni, che si svolse a Petropolis. Quella squadra era formata da Zezao, Pazi, Federico Emerson ed io. Il cavallo che montavo si chiamava Snowman. Il Coronel Mondino diceva sempre: “pochi risultati ma molti progressi”……potevamo andare a saltare dappertutto, ma la gente ci riconosceva come allievi del Coronel Mondino per l’assetto…..che, come dicevano, era perfetto; Nel 1972 ho vinto il Campionato Paulista dei Mirins con una cavalla che si chiamava Prestativa. Da Juniores, i cavalli che montavo io e quelli dei miei concorrenti, avevano una qualità completamente diversa. Per me ogni piazzamento era una vittoria ed una vittoria era come vincere un titolo. Da Senior, il risultato più importante che ho conseguito è stato il quarto posto individuale nel campionato Paulista con un cavallo che si chiamava Complicad.

E poi l’Italia……tante storie da raccontare

  • Sono stato in Italia dal 1982 al 1985; decisi di venire in Europa per diventare un vero professionista. E’ stata una decisione imprescindibile. Ho preso il coraggio a due mani quando una famiglia Brasiliana residente a Milano, i Carotti, mi invitarono a stare a casa loro. Gerli, la mamma. Mi accolse come un figlio e Teco (Francesco) come un fratello. Mi hanno presentato tutta la gente di cavalli che conoscevano, tra cui te; mi hanno aperto le porte dell’equitazione in Italia. Mi ricordo che montavate al Centro Ippico Lombardo di Milano e li ho conosciuto tanta gente diventata poi amici veri. Il primo cavallo che montai in Italia è stato un cavallo di Peppino Moretti che io soprannominai “Proverbio”, poi montai anche il cavallo dell’amica Marina Ceschina, Matie. Poi, tramite te ed i Carotti conobbi Diego De Riu e da li tutta la storia cambiò. Diego parlava bene portoghese e questo mi facilitò parecchio. Diego aveva lavorato per parecchio tempo con Neco Pessoa e Guido Dominici. Mi invitò a stare da lui, alla scuderia Chantilly, a Cardano al Campo, dove ho potuto montare qualche suo cavallo, Ibis e Resoluut su tutti.

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Duto e Resoluut – Cislago 1982                                        Duto e Ibis   Cislago 1982

  • Mi ricordo che andammo a fare una gara a Cislago dove mi presentò i grandi nomi dell’equitazione Italiana dell’epoca. A Diego sono molto grato per tutto ciò che ha fatto per me ed occupa uno spazio importante nel mio cuore. Mi trovò il primo lavoro in Italia, presso la scuderia Toia. Dopo qualche settimana di prova, i Signori Toia decisero di trattenermi. Tornai in Brasile e dopo un mese mi sposai e, a settembre del 1982 ero di nuovo in Italia per continuare il lavoro intrapreso presso la scuderia Toia. A novembre andammo a Verona, mio primo concorso in Europa, dove, con Iva D’Or, vinsi la gara di apertura. Sei mesi di lavoro presso la scuderia ed ottimi risultati con Iva D’Or. Da Toia a Misinto, altro bellissimo periodo; grande rapporto con Remo e Monica Speroni, ottimi risultati miei e degli allievi che mi erano stati affidati.

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Duto e Las Du Midour – Bologna 1983- Cavallo di proprietà Remo e Monica Speroni

Mia moglie rimase poi incinta e sei mesi dopo partì per il Brasile per preparare la nascita di Joao Augusto, il mio primogenito. Io rimasi in Italia e, nel frattempo, Filippo Moyersoen mi presentò Sergio Ambrosetti, che mi contattò per seguire i suoi Figli, Fabrizio e Milena, e per lavorare i loro cavalli. Avevano i cavalli alla scuderia “della Capinera”, a Casorate Sempione. Li, ho conosciuto ed apprezzato i Sig.ri Cristofoletti ed ho avuto il piacere e l’onore, per un breve periodo, di lavorare col Cavalier Vittorio Orlandi, di imparare moltissimo dalli stages con Thomas Fuchs e Neco Pessoa e di ascoltare i bellissimi racconti di Raffaele, storico groom del Cavalier Orlandi, il quale ha vissuto le gare più importanti a livello intercontinentale. Fu un periodo senza gare, solo lavoro a casa. Decisi di comprare un cavallo. Andai dai Marazzini, con Oscar Goulu, oggi marito di Antonella, per provare “Croupier”. Sono diventato l’unico Brasiliano che è stato in Europa ed è tornato in Brasile con un cavallo Argentino!!!!!! Croupier mi ha dato moltissime soddisfazioni, sia in Italia che in Brasile, a livello di vittorie e piazzamenti in diversi gran premi.

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Duto e Croupier – potenza vinta a Rho nel 1983

Devo ringraziare Mario Stortiglione, il mio veterinario, che mi forniva le sue prestazioni a livello amicale e fraterno ed Emilio Puricelli, che mi diede un box nella sua scuderia, alle stesse condizioni. Emilio mi prestò anche il suo van, geloso com’era, per portare Croupier a fare il primo di due derby ad Arsago Seprio. Il miglior cavaliere dei due derby si portava a casa una FIAT PANDA. Vincemmo il primo. Dopo un paio di mesi, arrivò il giorno di andare ad Arsago per il secondo Derby…..purtroppo non avevo mezzi a disposizione per portare il cavallo a saltare. E li, altri due amici, Alessandro Redaelli e Giulio Rugarli hanno organizzato tutto….quasi senza dirmi nulla, perché io non volevo disturbare nessuno. Chiamarono un amico con una macchina ed un trailer. Riuscii ad andare quindi ad Arsago….mi classificai quinto e tornai a casa……in Panda.
Quell’amico era Luca Mastrangeli; da quel momento con Luca si instaurò un rapporto molto stretto, che continua anche oggi, visto che vive anche lui in Brasile e posso dire che fa parte della famiglia.
Finito il contratto con Ambrosetti ho cominciato a fare il libero professionista; avevo i miei allievi, tra i quali ricordo le sorelle Gatti, Giulio Rugarli, Alessandro Redaelli, le cugine De Magistris……tutte persone con le quali si è creato un bellissimo rapporto di amicizia, oltre che professionale. Andai anche in Svizzera, tramite Neco Pessoa, a lavorare da Heidi Robbiani Hauri e Pedro Kamata. Heidi, oltre ad essere una top rider di cui è superfluo ricordare i risultati, è una persona fantastica ed anche Pedro Kamata è persona dalla simpatia entusiasmante e coinvolgente. Quella è stata la miglior esperienza professionale in Europa.

E poi il ritorno in Brasile; perché?

  • Mia moglie aspettava un altro bambino….bambina per l’esattezza….Giovanna. Lei tornò in Brasile ed io rimasi un’altra volta da solo; cominciavo ad essere stanco della lontananza dalla famiglia e di tutti quei chilometri. I miei amici in Brasile mi facevano tante ottime proposte per restare……..la famiglia, i vecchi amici, ottime proposte……la saudade…..la nostalgia;
    La mia decisione definitiva di tornare è però dovuta anche ad una “fregatura” del Governo di allora. Le normative che portavano alla parità di cambio cruzado/dollaro……benessere nello stare a casa, vicino ai miei, guadagnavo tre volte tanto ciò che mi serviva per vivere, buoni cavalli, buoni premi, buone gare……pensavo……tornerò in Europa per vedere i vecchi amici, per fare stages, per montare qualche cavallo che mi avrebbero dato o che avrei affittato……così pensavo; Infatti, dopo tutto questo meraviglioso benessere, dopo qualche tempo, il paese cadde in una crisi senza fine e soltanto recentemente si è visto qualche segno di ripresa…….Nel frattempo nacque Renato e la mia decisione di restare divenne definitiva. Ora i figli sono grandi, sono autonomi……anche mia moglie Marcia, ottima amazzone, ha due figli….Rodolpho e Pedro…..anche loro grandi…….chissà un giorno…….!!!

Duto oggi……chi è…cosa fa

  • Adesso ho un socio, Lauro Lima, cavaliere ed imprenditore; abbiamo creato insieme una società che si occupa dell’assistenza nella compravendita e della vendita di cavalli di alto livello e cavalli giovani di grande genealogia, con linee di sangue a livello top mondiale ed abbiamo deciso di estendere i nostri rapporti anche in Europa e Stati Uniti. Faccio anche il tecnico a mia moglie, a suo figlio Rodolpho, a mio figlio Renato e alla sua fidanzata Maitê. Monto i loro ed i nostri cavalli portandoli in gara nei concorsi più importanti.

Renato, tuo figlio…..il tuo erede equestre…..

  • Renato è la continuità…..cavaliere professionista…..ha tutte le qualità tecniche per arrivare in alto…..è umile, ha voglia di imparare, sa organizzare la scuderia, lavora molto bene nel rispetto assoluto del cavallo ed è un garista innato. Da tempo è sponsorizzato dalla Novac Sports, del nostro amico Guto Negrào. Ci sono tutti i fattori affinché possa arrivare in alto. Stiamo organizzando la trasferta di Wellington, in nord America, lui e la sua fidanzata. Hanno già partecipato all’ultima edizione di questo importante concorso, riportando ottimi risultati.

Rio 2016. Olimpiadi a casa. Come vedi la squadra Brasiliana?

  • E’ molto bello vedere la quantità di cavalieri Brasiliani oggi ad altissimo livello. Sono gli eredi ed il frutto dell’emulazione del più grande cavaliere Brasiliano di sempre e non solo, Neco Pessoa. Il nostro sport è frutto del lavoro di un binomio e, in Brasile, la quantità di cavalieri pronti ad affrontare le grandi competizioni è inversamente proporzionale al numero dei cavalli pronti per saltarle. Prima di Rio ci sono i campionati Panamericani, in Canada, e sono convinto che la squadra scelta potrà fare molto bene. Per le olimpiadi è ancora presto per decidere chi vi parteciperà, ma sono certo che sarà una squadra competitiva.

Raccontami dei tuoi ricordi più belli legati all’Italia

  • Ho tanta saudade, nostalgia, dell’Italia. Tanti amici, tanti ricordi, hanno reso indimenticabile, per sempre, questo periodo che vi ho trascorso. Oggi mi sento di ricordare così, senza una logica precisa : La caserma Perruchetti, con Gerli Carotti, ed il primo averna bevuto li…..che freddo faceva; La selleria Pariani; la prima volta che ho visto montare il Cavalier Orlandi alla Capinera, metre faceva lezione a Monique Pudel; Il Duomo di Milano alle due del mattino; i box su due piani del CIL; il cinquantesimo anniversario di Piazza di Siena; il viaggio a Lucerna con Giorgio Nuti e Filippo Moyersoen; aver conosciuto i fratelli D’Inzeo e Graziano Mancinelli; la potenza vinta a Rho; la vittoria a Verona al mio debutto in Europa; il risotto al radicchio della “Genovese” a Verona; il viaggio ad Aquisgrana con Luca Mastrangeli; la chiesa di Sant’Ambrogio; la zuppa inglese con l’amaretto di tua mamma;

Bene Duto, siamo arrivati alla fine di questo piacevole viaggio sulla strada dei ricordi…….per finire?

  • Mi ha fatto molto piacere parlare di queste cose, mi hanno fatto tornare in mente tante cose belle, tanti amici, tanta gente…..avessi dovuto ricordare tutti, non sarebbero bastati tre giorni e venti pagine. Chi leggerà queste righe e chi si ricorderà di me, sicuramente è stato per me molto importante….tutti, nessuno escluso. Ora ho anche la cittadinanza Italiana e chissà…un giorno potrei anche tornare per riprendere il discorso la dove l’ho interrotto. Ti ringrazio per avermi dato questa opportunità.

Un’ultima cosa…..dammi un messaggio da portare a tutti i giovani cavalieri che intraprendono il nostro bellissimo sport

  • Abbiate sempre voglia di continuare ad imparare perché con i cavalli bisogna essere umili, lavorare tanto e, soprattutto, rispettarli come il nostro migliore amico. Grazie ancora.

No Duto, caro amico mio, siamo noi che ti abbiamo conosciuto ed apprezzato, prima di tutto per le tue qualità umane e poi per quelle di formidabile cavaliere ed istruttore che ti ringraziamo per averci voluto raccontare la tua storia che, per alcuni di noi, rappresenta anche un pezzo della sua storia. Ti faccio una promessa. Ti riporterò in Italia, anche solo per fare stages, ma ti ci riporterò. La saudade non ce l’hai solo tu. Grazie di cuore e a presto.

Campinas, 14 giugno 2015

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