SVEZIA – L’uso dello stanozololo per doping costa 15 anni di sospensione e circa due milioni e mezzo di euro di multa.

Questo scritto è ispirato da un post pubblicato sul gruppo “La Clubhouse”.

Questo il link :

https://www.facebook.com/groups/2004628796418474/permalink/2019623551585665/

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Il driver Svedese Nils Enquist è stato riconosciuto colpevole di aver utilizzato lo Stanazololo, un anabolizzante derivato dal testosterone.

Lo stanozololo è considerato doping e Enquist, secondo l’accusa, l’ha utilizzato al fine di migliorare le prestazioni dei suoi cavalli in corsa.

La pena comminata dalla Corte Suprema, non impugnabile, è stata esemplare: 15 anni di sospensione della licenza e 24 milioni di Corone Svedesi che, tradotti in euro, sono circa 2 milioni e mezzo.

Alla condanna definitiva si è arrivati dopo che la Federazione Svedese aveva chiesto la radiazione del Driver.

Il suo segretario, Ulf Hornberg, ha dichiarato, tra l’altro, che : “ …. Costruiamo il nostro sport sul benessere dei nostri cavalli. E’ giusto mandare segnali forti …….”. 

Esatto, mandare segnali forti. Inutile parlare di etica, morale, rispetto dei dogmi della lealtà sportiva se poi, quando qualcuno viene colto in fallo, dopo averne, senza alcun dubbio, accertato la colpevolezza, il sistema sanzionatorio non è tale da dissuadere dal praticare usi e costumi illeciti.

Va bene fare cultura in questo senso, ma, il fare cultura, passa anche dal colpire duramente i trasgressori e questo, dopo il benessere dei cavalli, è il fattore più importante.

Quindi, primo, “non farlo perchè ai cavalli fa male” e, secondo, “se ti becco ti stronco la carriera”.

Regole chiare, poche e non interpretabili, a “prova di ricorso” e pene certe, senza guardare in faccia nessuno, sia chi sia o che ruolo ricopra. Il concetto che deve passare è che tutti siamo uguali e che le regole valgono per tutti.

Si può fare. Si deve fare.

Fabrizio Bonciolini e Susanna Fusco

06 gennaio 2018

immagine tratta da http://www.globalsources.com – nessun credito presente

 

 

 

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