Uberto Lupinetti – Lombardia avanti tutta !!

Uberto Lupinetti rientra nel novero dei cavalieri più rappresentativi dei tempi d’oro dell’equitazione Italiana e, dopo aver “appeso la sella al chiodo”, ha continuato e continua a “servire la Patria” con numerosi incarichi ricoperti nel passato e nel presente. Ma la parte Istituzionale di Uberto è quella che ci interessa di meno. Imbocchiamo l’autostrada dei ricordi innanzitutto, per poi fare una bella panoramica sull’equitazione dei nostri giorni e quella futura.

– Uberto, l’inizio, come ti sei avvicinato ai cavalli, chi sono stati i tuoi primi maestri e quando hai deciso che questa sarebbe stata la tua vita;

A dire il vero credo che siano stati i cavalli ad avvicinare me. Sia mio padre che mio zio, butteri maremmani e veri uomini di cavalli, mi coinvolsero fin da piccolo nel mondo equestre.. Mio Padre, che è stato anche il mio primo istruttore lavorava presso la Scuola di Equitazione Monzese, diretta dal Maestro Ugo Menicanti, che fu il mio vero “mentore”. Istruttore severo ed esigente; prima di uscire in gara lavorava molto con noi allievi, insistendo su lavoro in piano ed assetto. Con Lui inizia la mia vita con i cavalli e, dopo il Maestro Menicanti, ho avuto la fortuna di di lavorare con grandi istruttori e cavalieri come Carlo Pogliaga, Vittorio Orlandi, Graziano Mancinelli, Piero e Raimondo d’Inzeo.

– Una carriera costellata da ottimi risultati. Raccontaci un po’ dei tuoi cavalli più significativi e dei tuoi risultati raggiunti;

Tutti i cavalli che ho montato mi hanno lasciato dei ricordi ancora vivi nella mia memoria. I cavalli più conosciuti, per i risultati conseguiti, sono stati Belle de Thurin, con cui ho partecipato per la prima volta a Piazza di Siena; Star Award con cui vinsi i campionati Italiani assoluti a Punta Ala; Silver Salver, Temple Gear, Drumacoon Crusader ed infine Bilè e Twilight che sono rimasti nel mio cuore più degli altri. Bilè lo acquistai per mia moglie da Vittorio Orlandi e per un lungo periodo fece delle piccole gare. In occasione di una trasferta negli Stati Uniti lo “improvvisai” come secondo cavallo per saltare nelle categorie grosse. Con Twilight ho partecipato a molte coppe delle nazioni, sono salito più volte sul podio ai campionati Italiani e ho fatto le olimpiadi di Los Angeles.

– Essere Presidente del Comitato Regionale che ha il maggior numero di tesserati non è uno scherzo e, credo, questo comporti l’affrontare quotidianamente una marea di problematiche. Ti divertivi di più quando montavi in gara o ti diverti di più adesso?

Rappresentare la Lombardia è sicuramente per me un grande onore; affronto quotidianamente molti problemi con grande semplicità, come è nel mio stile e nonostante gli impegni connessi alla presidenza regionale ho sempre cercato di soddisfare, ove possibile, tutte le richieste che mi pervengono. Ho la fortuna di essere affiancato da un’ottima squadra, molto affiatata, con la quale ho impostato il lavoro affinché tutto possa procedere nel migliore dei modi. In quanto al divertimento….credo che le due cose non possano essere paragonabili. A cavallo mi sono divertito parecchio, ora cerco di trasmettere l’entusiasmo necessario per raggiungere gli obiettivi che ci siamo proposti.

– L’equitazione, nel corso degli anni, ha subito profonde mutazioni. Quali, secondo te, gli aspetti positivi e negativi di questa trasformazione;

L’equitazione ad alto livello è oggi sicuramente più tecnica e più moderna; occorre programmazione, concentrazione e preparazione per affrontare adeguatamente qualsiasi gara. E’ positivo che sia aumentato il numero dei tesserati ed è sicuramente migliorata la qualità dei cavalli; è negativo che talvolta sembrino dimenticati i principi ed i valori importanti, anche professionali, che nello sport è comunque sempre necessario avere.

– Alla luce dei risultati di quest’ultimo anno, come vedi posizionata la nostra equitazione rispetto agli altri?

Abbiamo buoni cavalieri ed ottimi cavalli e grazie al loro talento si ottengono, a volte, eccellenti risultati. Quello che manca è la continuità ed un cavaliere che spicchi in maniera particolare, un effettivo trascinatore di esempio per tutti.

– L’equitazione giovanile ha una importanza fondamentale per il futuro di questo sport. Che dici dei nostri ragazzi ?

Certamente il futuro è dei giovani; considero fondamentale lavorare con loro e condividere gli obiettivi da conseguire con impegno, tenacia e tecnica, non dimenticando ovviamente i valori di cui accennavo prima.

– Dimmi due nomi, il miglior cavaliere attuale e quello della precedente generazione, al netto dei risultati ottenuti;

E’ inutile fare nomi; sono conosciuti da tutti.

– Hai una ricetta per far avvicinare di più i giovani al nostro sport o, semplicemente farli avvicinare al cavallo?

Da alcuni anni organizziamo, in collaborazione con il CONI Lombardia e l’Ufficio Scolastico Regionale il progetto “La scuola primaria al centro ippico – il pony, un nuovo amico per i bambini”, finalizzato alla conoscenza del cavallo o pony e del suo ambiente (il centro ippico) ed all’avvicinamento ad uno sport in evoluzione e fino a poco tempo fa quasi sconosciuto ed ora sempre più ricercato dai bambini e dai ragazzi.

– La Lombardia è sempre stata il traino dell’equitazione. È ancora così?

In effetti la Lombardia continua ad essere la locomotiva del nostro sport, grazie all’impegno dei tecnici, dei cavalieri, dei proprietari dei cavalli e dei tanti tesserati degli oltre trecento centri affiliati.

– A livello istituzionale, cosa si dovrebbe fare per promuovere l’equitazione? Come renderla più appetibile per media e sponsor?

Occorre prendere atto che in Italia non esiste ancora un’adeguata cultura del cavallo, come in altri paesi europei, anche sotto il profilo delle sponsorizzazioni. La miglior promozione è far conoscere il cavallo con eventi organizzati anche nelle tante piazze d’Italia, spiegando che l’equitazione è alla portata di tutti.

– Il tuo Comitato ha in essere o ha in prospettiva l’applicazione di misure che possano favorire l’equitazione, soprattutto quella giovanile?

Da anni seguiamo i giovani attraverso dei circuiti regionali e, anno dopo anno, aumentano circuiti e trofei di tutte le specialità. Alcuni esempi: Trofeo Endurance under 16 – Trofeo pony ludico – circuito pony salto ostacoli che nel tempo ha raggiunto un elevato numero di partecipanti ( circa 350 )- Winter Cup Dressage – promozione giovanile al completo – gare a squadre pony – trasferte all’estero, oltre ad incontri e stages con cavalieri di grosso calibro come Giorgio Nuti, Filippo Moyersoen, Emilio Puricelli, Norma Paoli per il dressage, Marco Biasia per il completo e molti altri.

– Cosa farà Uberto da grande?

Non sono ancora abbastanza grande per sapere cosa farò da grande.

– Un tuo pensiero per tutti i ragazzi che volessero avvicinarsi a questo sport. Cosa proveresti a dire loro per convincerli?

Direi che il nostro sport è il più bello del mondo in quanto coniuga l’attività sportiva alla passione ed al rispetto per il cavallo, che oltre ad essere il vero atleta è anche un compagno di vita. Spiegherei come sia necessaria una buona dose di umiltà, perché nello sport si vince e si perde, ma sempre si prosegue con determinazione. Perseveranza e costante impegno.

Grazie Uberto per averci ricevuto ed averci dedicato il tuo tempo. L’equitazione è uno sport meraviglioso, che richiede sacrifici, umiltà, competenza, lungimiranza, esempio ed esperienza, soprattutto da coloro che oggi sono ai vertici delle organizzazioni, sia nazionali che locali e qui tutte queste qualità ci sono.

Fabrizio Bonciolini con Uberto Lupinetti

Milano, novembre 2015

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