UNA GIORNATA CON… – LICINIO GROSSI, LO SCIAMANO

Ozzano Taro è una frazione di Collecchio, provincia di Parma, a 5 passi dall’uscita di Fornovo sull’autostrada della Cisa.

Qui vive e lavora Licinio Grossi, uno dei “pezzi pregiati” della nostra equitazione.

Grande conoscenza, trascorsi di lavoro con personaggi cardine dell’equitazone di tutti i tempi del calibro del Maestro Fouqué, di Hervé Godignon e di Graziano Mancinelli. Una sete di sapere mai sopita, l’assoluta disponibilità verso tutti e la totale applicazione delle proprie esperienze in materia di benessere ed etologia, fanno di Licio un vero e proprio “sciamano”, uno dei personaggi più particolari ed amati del nostro mondo.

Dai più, Licio è conosciuto come “il papà di Tequila”, ma Tequila altro non è che la punta di un iceberg molto alto e che continua a crescere.

Arriviamo in una bella giornata di sole, fredda e luminosa.

Licio è al lavoro e con lui Claudio, Claudio Del Nevo (segnatevi questo nome perché ne sentirete parlare), suo braccio destro. “Abbiamo appena domato un puledro. Venite a prendere un caffé”.

Entriamo in una baita tutta in legno e caldissima “L’ho costruita io! mi piace il legno!”. Attaccato alla baita c’è un paddok. “Era il paddok di Tequila. Quando c’era lei, a pranzo, lasciavo la finestra aperta e lei metteva la testa in casa. Ora c’è una sorella della Tequy”. Di fronte, un altro paddok, e lì c’è Faboulous, che prende il sole con un suo vicino. In alto, invece c’è Sietse, il cavallo di Luisa, la compagna di Licio, col quale ha inanellato una serie di ottimi risultati.

“Venite a vedere questo cavallo”. Un sauro di struttura, bel modello e bei movimenti. Lo monta Claudio. Licio ci racconta la sua storia e poi… “Non l’ho ancora montato da quando è arrivato, quasi quasi faccio un giro”.  Sale. Lo vedi subito quando il mestiere, la sensibilità e l’esperienza si mettono in moto. Il cavallo avanza sui salti, la mano non esiste, le distanze sono sempre buone, sembra quasi che il cavallo se le veda da solo… Un’equitazione semplice, talmente semplice da sembrare difficilissima, frutto di decenni di sella, di centinaia di cavali montati, e di talento. “Ne facciamo un altro ed andiamo a mangiare”. Esce un altro fratello di Tequila montato da Claudio, un baietto di cinque anni dal bel modello. Lavora benissimo in piano e salta con testa, sembra più grande. “Quest’anno ha fatto solo una Warm up, viene buono per la prossima stagione”.

Si va a mangiare in un posto dove ti sembra di essere a casa per come ti accolgono, con il calore e la simpatia che solo la gente di queste parti sa dare.

A tavola si parla di cavalli, ovviamente. Ovviamente della Tequila. E qui subentra un altro Licinio. Sì, perché quando Licinio parla della Tequila si trasforma. Si parla di tecnica, sembra un libro stampato. Traiettorie esterne o interne nelle diritture, distanze più o meno vicine, organizzazione dei salti durante il percorso.

Questa sbrisolona è un capolavoro e il salame di cioccolato non è da meno… Ma era meglio la zuppa di ceci!

Dai che si va. Bisogna muovere gli altri cavalli.

E’ il momento degli “scossi”, prevalentemente giovani. Si va in maneggio, si prepara il corridoio con due salti e via che si comincia. Una baiona scura di quattro anni Holsteiner con dei movimenti da paura, che ti fa innamorare solo a guardarla, Cara Mia si chiama. Segnatevi anche questo, di nome… Poi due stalloni, anche loro giovani giovani. “Di questo ne ha comprato metà X, mentre su questo ha un’opzione Y” (nomi di primissimo livello dell’equitazione mondiale, detto così, come se fosse normale che X e Y comprino od opzionino puledri da noi. Altri avrebbero fatto cadere quei nomi da un’altezza vertiginosa). Questi due lo vedi che non sono cavalli “normali”… Sbranano i salti con una facilità ed una potenza che fa impressione.

Fa freddo ora, ed è buio.

Si torna nella baita a prendere un po’ di caldo prima di ripartire. E quel po’ di caldo dura più di un’ora, spesa a parlare e ricordare tempi bellissimi. C’è tempo per un’ulteriore dimostrazione di umiltà di Licio… “La Tequy, vedi… io mi sono preso tutta la gloria, ma buona parte del merito è sua, della Luisa!!”. In effetti “la Luisa” ha un ascendente incredibile sui cavalli… La guardano, la cercano, le vanno dietro… E’ proprio vero… Dio li fa e poi li accoppia!!!

Tornate a trovarci quando farà più caldo, che ci mettiamo lì e lavoriamo ancora insieme”.

Torneremo sì, Licinio, perché c’è davvero tanto da imparare.

Si parte. E mentre si va verso casa ci viene una riflessione: “hai visto lo sguardo di tutti i cavalli? una serenità impressionante”.

Grazie Licio. Grazie dell’ospitalità e grazie per ciò che sei e che fai.

Non cambiare MAI.

E Buon Anno!

Fabrizio e Susanna con Licinio e Luisa – Ozzano Taro

30 Dicembre 2016

 

 

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