VALUTAZIONI ECONOMICHE DEI CONCORSI PROMOZIONALI (Filippo Scarpetta,Giudice S.O.)

E’ diffuso fra le famiglie coinvolte nella disciplina del salto ostacoli il malcontento rispetto ai costi che devono sostenere per la partecipazione alle gare dei propri figli.
Osservo come le opinioni sull’argomento siano variegate ed a volte anche ingiustificate sotto il profilo pratico, trascurando gli aspetti economici che investono l’organizzazione di un Concorso Ippico.
In realtà si sa poco dei bilanci delle manifestazioni, tranne che per la parte costituita dalle iscrizioni e dal montepremi, essendo tutto (ad eccezione della Giuria) affidato alla libera contrattazione fra l’Organizzatore ed i vari Servizi necessari (Segreteria, Direttore di Campo, Medico ed ambulanza, Veterinario, Maniscalco, affitto dei boxes per chi non ne disponga in proprietà).
Gli Organizzatori lamentano l’ineconomicità delle manifestazioni, in contrasto con le richieste di tenerle che, specie a livello regionale (1 stella), vedono spesso il conflitto temporale fra più richieste, viceversa gli Utenti (qui parliamo nello specifico degli “ippogenitori”) si ritengono vessati da un sistema, dal loro punto di vista, ingiustificatamente costoso.
E qualcuno, non si comprende su quali basi reali, ipotizza la creazione di circuiti paralleli, se non alternativi, alla FISE nel convincimento che ciò porterebbe ad un abbassamento delle spese.
Che sarebbe, a mio parere, un rimedio peggiore del male.
Se esistono ragioni per dolersi dell’attuale situazione, non si può ragionevolmente negare che la Federazione costituisca comunque un punto di riferimento per l’ambiente equestre, considerando che essa agisce come soggetto di diritto pubblico, e che certamente sarebbero tutte da trovare e verificare le migliori condizioni che potrebbero essere garantite da privati più o meno costituiti in forma associativa.
Perciò il mio parere è che sia utile ed anche necessario stimolare criticamente e propositivamente la FISE, ma senza alternative avventurose che potrebbero aprire nuove strade alla prova dei fatti peggiori delle attuali.

Che il Concorso abbia costi elevati è indubbio, ma un’analisi che si basi su criteri oggettivi e non sulle sensazioni deve avere ben chiaro che il carico per le famiglie è costituito da varie componenti che devono essere disaggregate per poter essere analizzate.
Partecipare ad un concorso A o B (tre giorni o due, qualunque sia il numero di stelle) comporta affrontare queste voci di spesa:

  1. Viaggio e soggiorno con ristorazione (frequentemente non riferibili al solo concorrente ma, parlando qui di ragazzi, anche alla famiglia, al completo o per un solo genitore);
  2. Trasporto del cavallo;
  3. Affitto del box (si riportano, magari non tutti lo sanno, le prescrizioni del regolamento circa le caratteristiche dei boxes per essere “fissi” e quindi dar luogo al pagamento di 90€)
    La scuderizzazione potrà essere prevista in strutture mobili o in strutture fisse, queste ultime per essere definite tali dovranno avere le seguenti caratteristiche:
    a) pavimentazione solida interna e nelle zone esterne adiacenti, non in terra (es. cemento, asfalto, auto-bloccante ecc.)
    b) dimensioni: 9 mq. o superiori
    c) beverini automatici per l’erogazione dell’acqua potabile
    d) tetto coibentato
    e) luce per ogni box
    f) Prima lettiera in paglia
  4. Quote di iscrizione;
  5. Costo dell’Istruttore che seguirà lo junior in gara (spesso, mi dicono, egli percepisce un compenso extra rispetto all’attività di Circolo).

Per completezza, bisognerebbe portare nell’attivo gli eventuali premi vinti, ma quelli ci sono solo a partire dalla 115, mentre in questo contesto ci riferiamo quasi esclusivamente ai brevetti o patenti ludiche.

L’errore concettuale che si commette, secondo me, è attribuire il costo del concorso alle quote di iscrizione. In realtà (fate mentalmente i vostri conteggi) esse rappresentano l’elemento forse più modesto nella spesa complessiva
E quindi?
E’ impossibile ridurre i costi?
Sembrerebbe proprio di si, a meno di cambiare completamente l’approccio.

Il Regolamento prevede, fra le varie tipologie di concorso, quello che qui riporto:

4.1.2 Concorsi Promozionali

Programmazione in una sola giornata.
Un cavallo può effettuare come massimo 3 gare a giornata anche con cavalieri diversi (massimo 2 partecipazioni nella stessa categoria purché con cavalieri diversi).

• Possono essere programmate le seguenti categorie:

o Giochi pony a squadre (*)
o Gimkane (*)
o Categorie per Brevetti e patenti A
o Categorie Pony (*)
o Categorie di Addestramento
o Categorie Addestrative
o Categorie C115 (senza premi in denaro)

• Obbligatorio servizio di assistenza medica (Ambulanza e Medico)
• Non obbligatorio il maniscalco, ma deve essere garantita la sua reperibilità
• Non obbligatorio il Veterinario, ma deve essere garantita la sua reperibilità
• Obbligatorio Direttore di Campo qualificato che può essere l’istruttore del
Circolo abilitato mediante un corso Federale.,
• Deve essere garantita l’operatività di una Segreteria anche non abilitata; la Segreteria è comunque responsabile del regolare tesseramento dei cavalli e dei cavalieri.
• Giuria: 1 Giudice qualificato per le categorie programmate, che sarà responsabili anche del controllo delle classifiche di gara a carico del
• Comitato Organizzatore
• Non è previsto il servizio di cronometraggio
• Non sono previsti premi in denaro

• Quote di iscrizione:
o 20,00 € a percorso per categorie Brevetti, Addestramento
(non qualificante), C115
o 10,00 € per il secondo e 10,00 € per il terzo percorso
o 20,00 € a squadra per Giochi Pony,
o 10,00 € per le Gimkane
o Non sono previste quote di nessun tipo a favore della FISE (*) secondo Regolamento Pony

➢ Le categorie nei concorsi Promozionali sono qualificanti per i passaggi di grado delle Patenti
➢ Tetto massimo 150 percorsi.
➢ In tutti i concorsi è applicato il vigente Regolamento Nazionale.
➢ Ad essi possono partecipare i cavalieri muniti delle prescritte patenti ed i cavalli iscritti nei ruoli Federali.
➢ Approvazione e autorizzazione del Comitato Regionale di appartenenza.

Può essere l’uovo di Colombo?
– Si va e si torna in giornata,
– Tutta la famiglia si associa al figlio che gareggia,
– Ci si nutre con un panino o poco più (da noi usava preparare il “tegame” con la pasta al forno da consumare in area pic-nic),
– Annullato il costo di scuderizzazione.

Ed allora, perché se ne fanno così pochi?
Io un’idea ce l’ho:
Perché non c’è montepremi ed è risaputo che esso è appannaggio degli “altri”, cioè di quelli che storcono la bocca quando si parla di “promozionale” come se fosse una specie di contenitore di acqua sporca!!!

Non è così!
E’ un concorso FISE a tutti gli effetti, dà le qualifiche, fa divertire, consente a chi organizza, se va tutto per il verso giusto, di tirar su qualche soldo che certamente potrà tornare utile per le spese del circolo.

E, soprattutto (per la mia opinione), spezzerebbe il monopolio dei GRANDI Organizzatori che organizzano, organizzano ……………… e ci rimettono!!!!

Filippo Scarpetta
Giudice Naz. di S.O.

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