Viola Betti – La chiarezza dei propositi

 

Diamo voce e giusto risalto a chi sogna di diventare, un giorno, un campione (o una campionessa). I ragazzi sono il futuro; sono quelli che dovranno portare avanti il “gene sportivo” e la passione incondizionata per quel nostro straordinario e fantastico amico che si chiama cavallo. Diamo voce e giusto risalto a Viola, una di loro !!!

– Allora Viola, partiamo dall’inizio. Come ti sei avvicinata ai cavalli e cosa ti ha spinto a salire in sella.

Buongiorno a tutti e grazie per avermi dato l’opportunità e uno spazio dove esprimere il mio pensiero. Pratico questo sport, che con gli anni è diventato qualcosa in più di una passione, dal 2004. Ho montato i cavalli della scuola fino al 2007, quando ho preso un pony in fida.

– Parlaci dei tuoi “primi passi” – i primi concorsi, i tuoi istruttori ed il primo cavallo.

Nel 2008 i miei genitori mi hanno comprato il mio primo pony, e da allora ne ho avuti altri due, Falco e Napoleon de Javron (che adesso si trova in Lazio sotto la sella di Aurora Muzi), prima di trovare Kalahari Duke. Personalmente penso di aver fatto una grande esperienza con le gare pony, a partire dalle medaglie a livello regionale nel 2010 e 2011, la partecipazione alle Ponyadi e Fieracavalli nel 2012 e le prime c125 , tra cui la gara pony di Piazza di Siena, nel 2013, per poi arrivare al mio anno preferito, il 2014. Lo chiamo sempre “l’anno giusto”, proprio perchè dopo anni di lavoro, nel 2014 con Duke sono arrivate le prime meritate soddisfazioni: il primo posto al GP pony del test event primaverile, la convocazione e il podio alla Nations Cup pony di San Marino, l’argento a squadre a Wierden e la convocazione agli europei pony a Millstreet, in Irlanda. A settembre abbiamo conquistato il secondo gradino del podio italiano assoluto, e nel frattempo ci siamo presi anche la qualifica per la finale del progetto giovani, grazie al nostro top score di ottenuto alle semifinali del Gese. A Verona, un pò per sfortuna e un pò per l’atmosfera frustrante per i cavalli, non siamo riusciti a dare il massimo, ma ci siamo posizionati secondi nella finale. Chiuso l’anno con la medaglia di legno alla finale di Coppa Italia, abbiamo programmato il 2015. Che dire, il 2014 è stato un anno di quelli che ne capitano pochi nella vita. Il 2015 è partito bene con la vetta del podio del GP pony al Csi di Aprile. Abbiamo partecipato agli CSIO pony di Lier (BEL), Hagen (GER), e Lamprechthausen (AUT) dove abbiamo vinto una strameritata Coppa delle Nazioni, chiudendo con 0/0. A questo punto ho dovuto purtroppo fare I conti col fatto che le performance fisiche di questi animali hanno, come in tutti gli atleti, dei momenti di calo, ma si sa, la vita di un cavaliere è fatta di alti e bassi, e avendo un pony solo non sono riuscita a finire le stagione al meglio. Duke ha avuto un periodo di vacanza al paddock prima di iniziare la stagione 2016 con la sua nuova compagna di gare. Io ho iniziato a Montare Adelasia, che nel 2015, sotto la sella del mio istruttore William Furlini, ha vinto i campionati italiani dei 6 anni circuito classico ed eccellenza e ha preso parte a settembre ai Campionati del mondo dei giovani cavalli a Lanaken. Ci siamo divisi dal punto di vista agonistico ma è rimasto alla scuderia dove monto, il Centro Ippico Terrebrune, e quindi il nostro rapporto è rimasto invariato.

viola e kalahari duke

Viola e Kalahari Duke a Wierden nel 2014

– Ti sei scelta uno sport che impone sacrifici, rinunce e risultati che, per arrivare, richiedono tempo e dedizione……..non ti sei mai detta “ma perchè non ho giocato a tennis”?

Questa domanda doveva esserci, non poteva mancare, è proprio azzeccata. Penso che l’adolescenza sia uno dei peggiori momenti che deve attraversare un cavaliere. Vedi i tuoi coetanei che escono tutti i giorni, vanno a ballare il sabato, dormono fino a tardi la domenica, e poi ci sei te, che acqua, neve, vento, sei in scuderia a lavorare. Giocano un’ora a pallavolo, poi si fanno la doccia, si truccano e vanno al cinema. Tu prepari, selli, monti, defatichi, disselli, pulisci, fai la doccia al cavallo, gli metti il grasso agli zoccoli e poi, con le mani tutte screpolate, te ne torni a casa che è gia buio e come minimo ti senti i calzini bagnati e l’umido nelle ossa. Allo stesso tempo penso però che i ‘comuni mortali’ non vivranno mai l’emozione che si prova a salire sul podio dopo mesi di lavoro, o l’adrenalina di un barrage sotto la pioggia, quindi tutto sommato ne vale la pena più di quanto sembra, altrimenti avrei già mollato da anni.

– Che rapporto instauri (o cerchi di instaurare) con i tuoi cavalli?

Ho tutte delle teorie mie nelle quali credo molto, ma che agli occhi degli altri possono sembrare stupidaggini. Cerco di creare un rapporto da terra con i cavalli, anche se per adesso io e la mia cavalla ci stiamo un pò antipatiche, essendo entrambe molto caratteriali. Credo molto nella necessità che hanno questi animali di avere dei momenti che permettano loro di distrarsi e staccare dalla routine di lavoro quotidiano, come ad esempio andare al paddock o a fare una passeggiata, ma in molti centri italiani non c’è ancora questa apertura mentale, rispetto a paesi dove il benessere del cavallo è fondamentale per il risultato agonistico, contemporaeamente con il lavoro in piano su diversi fondi, il lavoro aerobico e tanti, tantissimi esercizi (dallo stretching da terra alle aperture di fiato in pista). A volte provo a fare questo genere di allenamento, e altrettante volte vengo guardata come se fossi un’aliena. Sono molto gelosa dei miei cavalli e forse pecco di presunzione ma non voglio che vengano montati da qualcun’altro. Un’altra cosa sulla quale mi perdo molto è il lavoro con la voce: mi piace che i miei cavalli rispondano anche ai comandi vocali oltre che a quelli fisici, così che in un momento di difficoltà durante un percorso non sia costretta ad intervenire in modo brusco. Sono vegetariana, quindi credo anche alla teoria secondo la quale, non avendo l’odore del predatore, i cavalli collaborano con me non per sottomisione o paura ma perchè si fidano.

– Raccontaci il risultato che, fin’ora, ti ha dato le maggiori emozioni.

Sicuramente i GP pony del test event 2014 e del CSI di Arezzo dello scorso anno con Duke. Riguardo alla nuova cavalla, non abbiamo ancora fatto gare importanti, ma è comunque una grandissima soddisfazione vederci migliorare come binomio di settimana in settimana.

– Cosa sogna Viola? Dove vorrebbe arrivare?

Nel futuro prossimo spero di avere una crescita agonistica con Adelasia e saltare qualche GP prima della fine dell’anno. Avrei volute prepararmi in vista del campionato assoluto junior, ma dato che è stato anticipato ad Aprile è troppo prematuro sia per me che per la cavalla, che ha 7 anni. Nella vita vorrei poter riuscire a rimanere nel mondo del salto ad ostacoli, mi basterebbe anche fare il secondo cavaliere di una scuderia importante o il groom di un cavaliere che salta il giro grosso: mi darebbe la possibilità di girare il globo e vedere un sacco di belle gare, lavorare dietro le quinte di un campionato del mondo sarebbe il mio sogno. Voglio essere realista, perchè sperare di montare io in gare del genere mi sembra un pò eccessivo.

viola e adelasia

Viola e Adelasia a Cattolica

– Una tua giornata tipo quando vai anche in maneggio……….

Vorrei precisare che io mi alleno 27 giorni su 30, quindi è più difficile parlare di una giornata nella quale NON vado al maneggio. Mi alzo alle 7, mi preparo e prendo l’autobus, vado a scuola (dalle 8 alle 13) e quando esco torno a casa per pranzo. Verso le 14:30 vado in scuderia e torno a casa verso le 17:30/18:00. Faccio la doccia, studio (poco) a volte con degli amici, a volte da sola, e poi ceno. Ultimamente sto facendo anche un corso per soccorritori di I livello, la sera dalle 9 alle 11 il martedì e il giovedì e un corso di teatro, il mercoledi dalle 14 alle 16. Diciamo che sono molto impegnata, ma se stessi ferma a casa mi sembrerebbe di perdere tempo… Abbiamo meno di 100 anni da vivere e non possiamo permetterci di perdere tempo alla televisione o alla play. Le nostre cellule invecchiano ogni nanosecondo e noi non ce ne accorgiamo neanche.

– Ognuno di noi, nello sport che pratica, ha il suo Supereroe (o Supereroina). Il tuo, o la tua è………………………..?

Sicuramente Sara Morganti. E’ un esempio di vita e di amore per i cavalli allo stato puro. Se avessi la metà della forza di volontà e la voglia di fare che ha lei sarei 1000 volte più forte.

– Scegli uno dei cavalli che monti……guardalo fisso negli occhi e dicci cosa provi.

Non lo monto più, ma Duke sarà sempe la mia prima scelta. Non saprei descrivervi cosa provo, ma vi assicuro che lui per me è qualcosa di più di un ex compagno di gara. Chi ci conosce da vicino sa cosa intendo.

– Sappiamo che hai un supporter di eccezione…tuo papà Marco……che tipo di supporter è ? Hai qualcosa da chiedergli o da rimproverargli? (Tanto non ci sente…..)

Diciamo che lui e mamma sono i fan più antichi che ho, e danno tanto ma pretendono altrettanto. Sono sempre in prima linea dovunque io vada, e se non fosse stato per loro non avrei avuto la possibilità di arrivare dove sono oggi.

– Siamo curiosi ed abbiamo dato una sbirciata al tuo diario facebook. La tua citazione preferita è “to win, won won”……… applicata solo ai cavalli o anche alla vita?

La frase originale sarebbe ‘Believe in your dreams and they will believe in you.’ ma io le ho dato un’interpretazione mia personale… Lascia che i tuoi sogni credano in te. Sii all’altezza, credici sempre, scordati di chi rema contro e continua a nuotare controcorrente. E comunque, per far si che i tuoi sogni credano in te, devi poter dare loro gli strumenti per farlo: il lavoro e la passione. Col talento soltanto non ha mai vinto nulla nessuno.

– Parlaci dei tuoi attuali cavalli…..raccontaci un po’ di loro e dei programmi agonistici futuri.

Adelasia, 7 anni, non ha fatto una grande esperienza fino allo scorso anno, quando l’ho trovata per caso e ci ho visto delle potenzialità dentro, tanto da convincere i miei a comprarmela. L’ho fatta montare al mio istruttore per la stagione dei 6 anni perchè sinceramente non mi sentivo pronta a montare una cavalla così giovane e così particolare. Da Dicembre la monto io e ci sono dei grandi miglioramenti in corso, quindi speriamo di essere al top della forma per saltare la junior alta il prossimo anno. Gijs, 5anni, è un cavallo dalla genealogia importante (Kashmir X Numero Uno) che abbiamo preso due anni fa all’approvazione Zangersheide degli stalloni di 3 anni. Durante la stagione del 2015 ha fatto la sua prima gara e principalmente ha partecipato al programma di riproduzione. Nel 2016 nasceranno i suoi primi puledri, tra i quali il mio primo puledro! Abbiamo infatti fatto un EmbrioTransfer con un puledro da Gijs e Adelasia, e sta portando avanti la gravidanza Nancy, una trottatrice Americana che ha finito la sua carriera in pista e ha trovato nel fare la fattrice il suo secondo lavoro.

– Sei reduce da uno stage con il tecnico federale Eric Louradour; quali sono le tue impressioni? Cosa ti ha dato?

Mi ha dato una buona prima impressione, mi è piaciuto il modo in cui lavora e sinceramente lo stage, durato due ore sia ieri che oggi, è stato fisicamente stancante. Abbiamo lavorato principalmente in circolo e con delle semplici figure di maneggio, con pause per far staccare i cavalli dal lavoro per qualche minuto. Eric è stato molto disponibile nel caso qualcuno avesse delle domande, e ne abbiamo approfittato. Mi ha corretta spesso e mi ha dato degli spunti per lavorare a casa, seppure non sia un metodo del tutto estraneo a quello con cui lavoro a casa in piano. Penso sia stato molto formativo e spero di riuscire a trarre vantaggi in un futuro prossimo.

– Domanda difficile, ovviamente riferita solo ed esclusivamente ai cavalli ed alla tua attività agonistica: guarda Viola, osservala e chiedile se è felice.

La felicità è una questione grossa, diciamo che Viola è fortunata perchè ha tanto margine di miglioramento.

– Dicci qualcosa di tuo…..la prima cosa che ti viene in mente……un messaggio, un augurio, una speranza.

Mi viene in mente solo di ringraziare qualcuno prima di salutarvi: se sono quella che sono oggi è sopratutto grazie a me stessa che ho saputo lottare nei momenti dfficili, ma se ci sono stati dei gran risultati (e spero ce ne saranno molti altri!) è anche merito di tutte le persone che mi stanno attorno, a partire dai miei genitori, i miei istruttori William Furlini e Sara Morganti, il mio super Stable e Team Manager Fabio Franchini e tutto lo staff di Terrebrune che mi appoggia sempre!

Grazie mille!

Grazie davvero per questa bella chiacchierata. Che dire…..a noi non resta altro che augurarti tutto il bene possibile, affinché tu possa raggiungere i tuoi sogni e trasformarli in realtà, non solo nello sport ma anche nella vita…..a te non resta altro che metterci tutto l’impegno possibile – e anche di più – per fare tutto questo. Facile vero? No, assolutamente. Ma dacci dentro e provaci con tutta te stessa…..il tifo non ti mancherà di certo. Grazie Viola.

Fabrizio Bonciolini e Susanna Fusco

con Viola Betti

Febbraio 2016

About The Author

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *